Mario Nicoletti, appassionato epigono del Tamburello

17 agosto 2009 0 commenti
Mario Nicoletti, appassionato epigono del Tamburello
Mario Nicoletti, appassionato epigono del Tamburello

Di lui il ricordo di Arrigo Giorgetti e degli ‘amici’ dei ‘paletti’.

SANTARCANGELO d/R. “ Negli ultimi tredici anni – precisa Arrigo Giorgetti – è stato Mario a portare avanti l’associazione sportiva pallone tamburello ‘L.Amati’. Durante tutto questo tempo, probabilmente, non ci fosse stato lui, sarebbe andata dispersa una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento”.

Arrigo Giorgetti, maestro appena andato in pensione, è l’anima d’un gruppo costituitosi nel tempo e composto in particolare dai fratelli Giulio e Walter, dai fratelli Razzani, da qualche altro parente e appassionato, spesso in riunione plenaria ai ‘paletti’. Arrigo ha iniziato a far parte del ‘gruppo’ del tamburello nei primi anni Settanta. Mario Nicoletti, allora, c’era già, di quasi cinque anni più vecchio di lui e con la sua forte personalità. Segnata, talvolta, dall’innocente tendenza a ‘brontolare’, tuttavia sempre per qualcosa di ‘giusto’, per qualcosa di necessario, di giusto, per quel ‘gioco’ antico al quale s’era, col tempo, fortemente attaccato.
“ Mario – aggiunge Arrigo- si univa a noi dopo il lavoro, quello di elettricista comunale, svolto dal 1973 al 1996. Ma è in questi ultimi anni s’è prodigato un po’ dappertutto. Ad esempio, nella sistemazione del fondo sterrato dello Sferisterio, il nostro campo da gioco; oppure nella composizione dell’organico della prima squadra, sempre fluttuante tra campionati di B e C, e per la quale provvedeva perfino a reclutare giocatori anche fuori del nostro territorio”.
“ Mario, una volta interrotta per ragioni d’età l’attività agonistica, aveva preso ha reclutare giovani, soprattutto nelle medie, per avvicinarli ad una disciplina che necessitava d’indispensabili avvicendamenti. Il suo lavoro – sottolinea ancora Arrigo Giorgetti – ha comunque dato i suoi buoni frutti. Del resto, essendo un giocatore completo straordinariamente potente, aveva un gran numero di colpi da insegnare ai suoi allievi”.

Mario Nicoletti, nato il 24 febbraio 1943, è deceduto il 4 settembre dello scorso anno. La sua è una di quelle scomparse che si fatica a credere possibili. Infatti, fino all’ultimo, bastava passare dallo Sferisterio e vederlo impegnato in qualcosa. A strappare arbusti di capperi selvaggiamente cresciuti sulla Mura; oppure a ‘levigare’ il fondo sterrato del campo per qualche incontro in calendario, con una tipo di sabbia che non era quasi mai quella giusta. “ Questa non va bene – ammoniva- , questa fa soltanto lecca!”.

Una delle ‘battaglie’ più sentite da Mario è stata quella per uno ‘spazio’ polifunzionale addossato allo Sferisterio dove sistemare diverse ‘cosette’. La sorte ha voluto che, poco dopo la morte, siano stati iniziati i lavori per quanto Mario più chiedeva e che, oggi, quello ‘spazio’ stia per essere completato. Finalmente potranno essere così disponibili un ripostiglio, una saletta riunioni, un bagno e così via. Il Comune, da quanto si dice, è intenzionato anche dedicarglielo, forse, unitamente allo Sferisterio.

Con i lavori al Torrioncino il Museo del Tamburello è stato per forza di cose ‘disperso’ in più sedi. Ma anche per questa istituzione cittadina ( che, al momento,si sta ristrutturando sotto il profilo organizzativo e tecnico, grazie anche con l’apporto di Carlo) si prospetta un completo recupero in tempi ragionevoli. Per condensare, quindi, tra Torrioncino e Sferisterio, una lunga leggenda sportiva cittadina, descritta con il calore del sentimento anche dallo scrittore Edmondo De Amicis.

Una storia dentro la quale Mario, appassionato epigono, ha saputo ritagliarsi una ‘fetta’ senza dubbio importante.

Roberto Vannoni

Nella immagine, uno dei gruppi ‘storici’ della associazione ‘Amati’di Santarcangelo: ( dall’alto, a sinistra) Libero Meldoli, Arrigo Giorgetti, Giulio Giorgetti, Claudio Giorgetti, Massimiliano Bondi, Mario Nicoletti, Paolo Paolini,
Carlo Giorgetti e Massimo Nicoletti.

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