A lezione di ecostile da Andrea Segrè. I dati sui Last minute market a Cesena.
Insegnamenti, progetti e informazioni a tutela dell’ambiente.Con una domanda:
LIBRI E AMBIENTE. Viviamo per consumare o consumiamo per vivere? Un dilemma dei tempi moderni a cui Andrea Segrè risponde di ripensare la produzione e il consumo, secondo un uso coerente di ogni risorsa, per rispettare l'ambiente. Il preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Cesena e inventore del Last minute market è stato l'ultimo ospite del ciclo di incontri “Non siamo nati per …rifiutare”, svoltosi al San Biagio il 7 giugno scorso, promosso dal Movimento impatto zero in collaborazione con il Comune di Cesena, Compostuter, Comitato per l'acqua e Comitato Lasciateci l'aria per respirare. I dati del “Libro nero dello spreco alimentare in Italia”, che Segrè ha curato con Luca Falasconi, parlano chiaro: dal campo alla tavola, con il cibo che gli italiani scartano si potrebbe sfamare circa 44,5 milioni di persone, come la popolazione della Spagna. Finiscono nella spazzatura circa 37 miliardi di euro, ben il 3 per cento del prodotto interno lordo, senza dimenticare che nel 2009 il 3,5 per cento della produzione agricola in Italia è rimasta in campo. «Il nostro mondo non deve essere costituito da due binari che corrono parallelamente, e cioè l'aumento degli sprechi da una parte e l'aumento degli affamati dall'altra», spiega Segrè, che per ridurre lo spreco fa due proposte concrete. «Imporre un’etichetta con due scadenze: una commerciale e una di consumo. In questo modo il consumatore sa quanto tempo ha ancora a disposizione per consumare un prodotto dopo averlo acquistato — sottoliinea—. E poi mettere in vendita al 50 o 70 per cento quei prodotti che si stanno davvero avvicinando alla scadenza». Oltre, naturalmente, ad ampliare il modello del Last minute market, nato nel 1998 e sviluppato con gli studenti dell'Università di Bologna. «Partendo da un’approfondita analisi del fenomeno delle eccedenze agroalimentare nei suoi aspetti economici, sociali e ambientali, iniziata alla fine degli anni ’90 – racconta –, si è attivato un sistema virtuoso che recupera le eccedenze alimentare facendole arrivare direttamente sulla tavola dei più bisognosi. Le imprese alimentari risparmiano sui costi dello smaltimento, gli enti assistenziali ricevono cibo gratuitamente mentre tutti noi viviamo in un ambiente più sano».
I DATI DEL LAST MINUT MARKET A CESENA. Anche a Cesena, e comprensorio, è attivo il progetto Last minute market. L'Ato di Forlì-Cesena ha infatti promosso il progetto nel proprio territorio di competenza quale misura per la prevenzione e riduzione dei rifiuti e per allinearsi al meglio con le nuove direttive europee che indicano espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, e ponendo queste in cima alla gerarchia di azioni da adottare nella gestione dei rifiuti stessi. Il progetto prevede inoltre di recuperare i prodotti rimasti invenduti (ma ancora perfettamente utilizzabili o consumabili) a favore di organizzazioni benefiche del territorio associando così all'aspetto ambientale un'importante valenza sociale. Il progetto ha un duplice obiettivo, da un lato attivare nuove esperienze di recupero, dall'altro di ottimizzare e valorizzare le iniziative di recupero già presenti sul territorio. Diversi punti vendita o strutture scolastiche hanno già da tempo intrapreso percorsi di recupero che attualmente il gruppo di lavoro sta monitorando e cercando di valorizzare al meglio. Attualmente nel progetto sono attivi a Cesena 3 punti vendita: 2 Simply Sma (recupero mensile di prodotti per un valore commerciale di 400 euro) e 1 Alce Nero Mielizia (dove si recuperano ogni mese oltre 8,5 chilogrammi tra pane, piazza, focacce etc). Nei prossimi mesi è prevista l'attivazione di altri punti vendita. Da 3 scuole del Comune di Cesena si recuperano ogni mese circa 190 panini e 290 frutti a settimana. Una terza esperienza molto importante, attiva dal 2007, è il recupero al Mercato ortofrutticolo di Cesena da dove si recuperano oltre 30mila chilogrammi all'anno di ortofrutta per un valore economico di circa 60mila euro. Le associazioni cesenati coinvolte come beneficiari sono la cooperativa sociale Arkè e Il faro onlus.
A CONCLUSIONE.I migliori sistemi di gestione dei rifiuti, strategia rifiuti zero, compostaggio domestico e industriale, iniziative contro lo spreco a favore del recupero di materiali ed energie. Tematiche sì presenti nei dibattiti politici che però faticano a tradursi in realtà. Eppure non c’è niente da inventare: i sistemi virtuosi presentati nel corso delle tre serate attendono solo di essere “replicati” dai nostri amministratori pubblici. Miz, Compostuter, Comitato per l'acqua e Comitato Lasciateci l'aria per respirare. Per informazioni: cell. 338.7280586 – www.movimentoimpattozero.it.
Nell'immagine (di repertorio), spreco alimentare.
Domanda. sei un consumusta o ti ritieni un 'anti-sprecone'?



