Giovanni Querzoli, un pioniere del movimento mazziniano romagnolo.

18 luglio 2011 0 commenti
Giovanni Querzoli, un pioniere del movimento mazziniano romagnolo.
Giovanni Querzoli, un pioniere del movimento mazziniano romagnolo.

Forlì ricorda il 50° anniversario della scomparsa dell’uomo della Resistenza.

FORLI'. Martedì 19 luglio ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Giovanni Querzoli, punto di riferimento del movimento mazziniano romagnolo, pioniere del tessuto cooperativo repubblicano, uomo della Resistenza, personaggio di spicco del Novecento forlivese, esempio di laboriosità, impegno sociale e partecipazione. In suo onore AGCI, Associazione Mazziniana e Consorzio cooperative “Giovanni Querzoli” hanno organizzato una manifestazione che inizierà alle ore 17.30 con un momento commemorativo al cimitero di Carpena e proseguirà dalle ore 18.00 con un incontro alla Cooperativa “Aurelio Saffi” della Via Lunga (via Isonzo, Forlì) che concentrerà l’attenzione sul tema “Associazione e cooperazione, capitale e lavoro nelle stesse mani”. Al convegno parteciperanno il Sindaco di Forlì Roberto Balzani e il Presidente nazionale dell’Associazione Generale Cooperative Italiane Rosario Altieri. Insieme a loro interverranno Valter Rusticali (Presidente della Federazione territoriale dell’A.G.C.I.), Silvano Tomidei (Presidente del Consorzio coop. Querzoli) e Mario Proli (Presidente della sezione forlivese “Giordano Bruno” dell’A.M.I.). Al termine è previsto un momento conviviale con aperitivo e buffet. Nel corso della manifestazione verrà ricordato anche Iselmo Milandri, portabandiera dell'associazione mazziniana recentemente scomparso che dedicò particolare impegno nella promozione del movimento cooperativo.
BIOGRAFIA di Giovanni Querzoli: Il 19 luglio 1961 scomparve a 77 anni Giovanni Querzoli, pioniere del movimento cooperativo repubblicano. Il 14 luglio 1962, ad un anno dalla morte, Querzoli fu ricordato da Aldo Spallicci che ne ripercorse le tappe salienti del percorso biografico, dalla scelta interventista nella Prima Guerra Mondiale alla fedeltà nei confronti della tradizione risorgimentale repubblicana, dedicando attenzione soprattutto all’impegno nel movimento cooperativo romagnolo, troppo presto stroncato “da quel ritorno di barbarie che fu il fascismo”. Nel dicembre 1923, quando i fascisti distrussero con un incendio la sede del Consorzio fra le cooperative agricole e di consumo (che lui aveva fondato nel primo dopoguerra) Querzoli impegnò il proprio patrimonio personale per sostenere l’enorme peso, economico e politico, di quell’attacco e durante il ventennio rimase “incrollabile nella sua fede mazziniana, non volle deflettere nè dianzi alle blandizie né davanti alle minacce”. In seguito fece parte del movimento partigiano, partecipando attivamente al Comitato di Liberazione nazionale. Nell’ottobre 1944, ancor prima che Forlì fosse liberata, scrisse: “Nel momento attuale non bisogna abbandonarsi a recriminazioni. Le campane dei nostri avi ci chiamano a raccolta per ricostruire l’Italia nostra”. Nel secondo dopoguerra, fu Presidente della Cassa dei Risparmi di Forlì per oltre un decennio e venne eletto Consigliere Comunale. Nel 1951 realizzò un grande sogno, fondando il Consorzio Cooperativo delle Case Repubblicane, composto da più di cento cooperative, al quale dedicò gran parte delle sue forze fino al termine dei suoi giorni.
Nell'immagine, Giovanni Querzoli.

 

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