Un caloroso saluto tricolore per la visita del Presidente Napolitano a Rimini.

Un caloroso saluto tricolore per la visita del Presidente Napolitano a Rimini.
Un caloroso saluto tricolore per la visita del Presidente Napolitano a Rimini.

Due i momenti più toccanti della giornata: la deposizione della corona in omaggio ai tre martiri riminesi e il saluto ai famigliari.

RIMINI. Una visita breve ma intensa quella del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in piazza Tre Martiri. Ad attenderlo, nonostante la caldissima giornata, centinaia di riminesi. “Sono arrivata presto per poterlo vedere da vicino – commenta una signora – anche se , per la mia età è un sacrificio rimanere sotto il sole per ore, desidero che il nostro Presidente sappia e percepisca tutto il nostro sostegno. Se lo merita”. Un altro signore aggiunge: “ Mi piace perchè è coerente rispetto alle tante difficoltà che l’Italia sta attraversando in questo particolare momento storico e dimostra, a discapito di altre figure politiche, come gli organismi istituzionali debbano rimanere ‘super partes’ e puntare al di sopra di tutto al bene comune, quello dei cittadini” (vedi anche http://www.romagnagazzette.com/anche-il-presidente-giorgio-napolitano-alle-celebrazioni-per-i-tre-martiri_99_6065.html).
Prima dell’arrivo ufficiale, la piazza era già un tripudio di tricolori che, dalle finestre , si libravano lievi in aria: anch’esse pronte a salutare Napolitano e a rendere omaggio ai caduti della resistenza.
Ovunque, risorgono i valori patriottici: i fieri partigiani che portano ampi stendardi e mostrano medaglie in ricordo di quei valori per cui hanno combattuto, autorità al gran completo e forze dell’ordine in divisa ufficiale. Ma soprattutto le tante persone che con la loro presenza hanno voluto manifestare il proprio ‘amor di patria’ . “Siamo una Repubblica – afferma orgogliosa una delle presenti – e ne dobbiamo difendere con orgoglio i sani valori, ricordando, sempre, le persone e i fatti che ne hanno costruito la storia.”
L’ECCIDIO NAZIFASCISTA. Tre Martiri è la denominazione che accomuna i tre partigiani Mario Cappelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani impiccati il 16 agosto 1944 nella piazza principale di Rimini, a loro intitolata dal 1946.
Essi rappresentano il simbolo della Resistenza e dei caduti nella lotta di Liberazione nel territorio della Provincia di Rimini.
I tre giovani partigiani, attivi nella Resistenza riminese sin dai primi giorni successivi all’Armistizio, nell’estate del 1944 facevano parte del medesimo Distaccamento della 29ª Brigata GAP “Gastone Sozzi”.
Durante il tentativo di sabotare una trebbiatrice che avrebbe impedito di consegnare del grano ai nazifascisti, un gappista riminese fu riconosciuto e denunciato. Catturato e torturato, denunciò i compagni ‘resistenti’. Grazie a queste informazioni i tre partigiani, che avevano come sede operativa la vecchia caserma di Via Ducale, nel centro storico di Rimini, vennero sorpresi dai nazifascisti il 14 agosto, mentre un quarto partigiano che era con loro, Alfredo Cecchetti, si salvò fortunosamente. Anch’essi imprigionati e torturati, tuttavia, non fecero i nomi di nessun altro compagno .
Processati da un tribunale tedesco e riconosciuti colpevoli di “ammassamento clandestino di armi e munizioni a fine terroristico e di reati di sabotaggio e attentati contro cose e persone”, il 16 agosto vennero condotti in piazza ed impiccati alle sette del mattino.
L’impalcatura della forca era ancora in piedi in mezzo alle macerie quando un mese dopo, il 21 settembre, le truppe alleate entravano nella città liberandola dai nazifascisti.
Il 9 ottobre 1944 la Giunta Municipale, nominata dal C.L.N., deliberò di cambiare il nome della piazza Giulio Cesare in piazza Tre Martiri.
LA VISITA  DEL PRESIDENTE NAPOLITANO. Accoglienza in rosa per l’arrivo del capo dello Stato: una lunghissima bandiera tricolore, portata da una decina di donne, ne ha anticipato l’arrivo, sfilando al centro della piazza.
Due i momenti più toccanti della cerimonia: la deposizione della corona e l’incontro con i parenti dei partigiani caduti.
Il Presidente, deposta una corona d’alloro,  ha sostato per  un intenso minuto di raccoglimento di fronte alla lapide che ricorda la base partigiana ove avvenne la cattura dei tre giovani e su cui campeggia , come un monito l’epigrafe. “Gloria ai caduti della libertà”.
Accompagnato dal sindaco Andrea Gnassi, dal presidente della provincia Stefano Vitali e dalle alte autorità militari, Napolitano ha poi reso omaggio e salutato con affetto i familiari delle vittime del nazifascismo, tra cui le vedove Pagliarani e Cappelli.
Infine, sulle note dell’inno di Mameli, tra le tante bandiere ‘verdi-bianche-rosse’, si è allontanato per raggiungere il Meeting, in vista del suo discorso di apertura ufficiale dell’importante incontro ‘tra i popoli’.
Nell’immagine, la visita del Presidente Napolitano. Nella galleria, altre immagini della giornata.

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