Con la manovra un nuovo ruolo per i Comuni nella lotta all’evasione fiscale.

Con la manovra un nuovo ruolo per i Comuni nella lotta all’evasione fiscale.
Evasione fiscale2. Immagine di repertorio.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI. Se la manovra appena approvata al Senato e in procinto di essere votata alla Camera non subirà nuove modifiche, agli Enti locali toccherà, oltre a una nuova ondata di tagli, un ruolo più incisivo nel contrasto all’evasione fiscale. Non solo: all’efficacia con cui sarà svolta questa funzione sarà collegata la possibilità o meno di ricevere quote degli importi recuperati in percentuale molto più consistente di quella finora riconosciuta. Infatti, il maxiemendamento alla manovra approvato la settimana scorsa innalza fino al 100% la quota destinata alle casse comunali delle imposte non pagate al fisco e riportate alla luce.
In questo quadro, ai Comuni sono riconosciuti margini di azione piuttosto ampi: si va dai controlli su imprese e attività commerciali e artigianali al monitoraggio dei professionisti, dagli accertamenti sulle lottizzazioni edilizie ai contratti di locazione, fino a interventi collegati al redditometro. Così, ad esempio, si potrà partire dalla scoperta di un abuso edilizio per innescare un controllo anche tributario sul proprietario, i professionisti e l’impresa coinvolti; oppure prendendo le mosse dalle verifiche sulla domiciliazione degli studenti universitari, controllare non solo se il contratto d’affitto è regolarmente registrato, ma anche la posizione fiscale del proprietario dell’immobile.
" Di fronte a una prospettiva di questo genere – spiega il sindaco di Cesena Paolo Lucchi – il nostro Comune non si tira indietro. Del resto, l’impegno contro la lotta all’evasione fiscale è già oggi un elemento distintivo dell'Amministrazione, che ha fatto significativi passi in questa direzione. Non a caso, i dati della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate indicano che Cesena è uno dei Comuni emiliano – romagnoli più attivi su questo versante: nel primo semestre 2011 abbiamo inviato 519 segnalazioni (hanno fatto meglio solo Bologna con 1038, Ponte dall’Olio con 575, Rimini con 823 e Ravenna con 535). Ma soprattutto ci collochiamo al secondo posto dietro a Bologna sia nella graduatoria delle segnalazioni più proficue, con una maggiore imposta accertata di 1 milione e 332.985 euro, sia per entità della somme riscosse, con 771mila euro.
La stessa volontà di contrastare l’odioso fenomeno ci ha portati ad avviare un più forte rapporto di collaborazione con la Guardia di Finanza, a cui dall’inizio di quest’anno consegniamo tutte le dichiarazioni Isee presentate in Comune per accedere a contributi o agevolazioni tariffarie. Nel momento in cui le risorse sono sempre più limitate e siamo indotti a chiedere ai cittadini che hanno di più di contribuire maggiormente ai servizi di cui usufruiscono, sarebbe oltremodo ingiusto consentire ai ‘furbi’ di farla franca.
Dunque, il Comune di Cesena è pronto a fare la sua parte, non per trasformarsi in un esattore delle tasse (altri hanno questo compito ed è bene che continuino a farlo), né perché è convinto che a Cesena si evada più che altrove. Quello che ci preme è soprattutto difendere il principio di equità e al tempo stesso salvaguardare quella rete di servizi (sociali, sanitari, scolastici) che rappresentano un caposaldo della nostra identità".
"Dichiarata la nostra disponibilità, attendiamo di conoscere meglio – si congeda l'amministratore cesenate – cosa sarà chiesto ai Comuni, cosa otterranno in cambio, e come tutto ciò si inquadrerà nell’ambito della riforma federalista. Non crediamo, infatti, che affidare ai Comuni nuove responsabilità per il recupero delle tasse evase possa esaurire quel disegno che prometteva agli enti locali di lasciare sul territorio una parte significativa delle imposte pagate dai loro cittadini. Ma, soprattutto, vorremmo capire le modalità. Sia quelle di restituzione, visto che, per il momento, ai Comuni già convenzionati con il Fisco non sono ancora arrivate le quote delle imposte recuperate negli anni passati. Ma anche quelle legate agli strumenti a nostra disposizione. Perché è impensabile un’intensificazione dell’impegno se dovremo contare solo sulle nostre forze attuali".

 

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