Sicurezza. Il sindaco Matteucci dice la sua in 10 punti

Sicurezza. Il sindaco Matteucci dice la sua in 10 punti
Piazza del Popolo a Ravenna. Foto di repertorio

RAVENNA. Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci è intervenuto nel dibattito sul tema della sicurezza che si è svolto in questi giorni in Consiglio comunale.
Voglio concentrare il mio intervento – ha detto Matteucci – sulle azioni concrete per assicurare l’ordine pubblico. Lascerò poco spazio alle polemiche strumentali tipiche del teatrino della peggiore politica. Teatrino da cui, per quanto posso, mi tengo alla larga. Ecco le dieci azioni più importanti su cui vogliamo lavorare perchè Ravenna continui ad essere una città sicura.  
Primo punto: Ravenna in questo momento ha bisogno di rinforzi. Dunque chiediamo al Governo più carabinieri e più poliziotti per un periodo che andrà definito. Sia chiaro: Ravenna non è una città sguarnita, ma un po’ di rinforzi non guastano.  Credo che servirebbe personale specializzato. Adesso chiediamo poliziotti e carabinieri. In questo caso non ho obiezioni neppure sull’esercito. Ma sposare adesso questa subordinata è un calar le braghe prima che il Governo dica no alla nostra richiesta.
Secondo punto: il Prefetto e il Questore hanno le idee chiare su quel che c’è da fare. Lo abbiamo deciso nella riunione del Comitato per l’ordine pubblico. Il Comune è d’accordo e la Polizia Municipale è in prima linea a fare la sua parte.  
Terzo punto: Prefettura e Comune non hanno sottovalutato un bel nulla, tanto è vero che la reazione è stata immediata. Speriamo che adesso il Governo non sottovaluti la situazione e ci mandi i rinforzi. 
Quarto punto: sono certo che tutti faranno la loro parte per assicurare la legalità, e dunque ogni polemica è dannosa. 
Quinto punto: la mia Amministrazione proseguirà la sua azione antidegrado e per la sicurezza. E’ una cosa distinta dalla politica per l’ordine  pubblico che è un potere e una responsabilità del Prefetto.
Non lo dico per giocare a scaricabarile anche perchè la mia intesa con le azioni decise da Prefetto e Questore è totale. Sto preparando una nuova ordinanza antidegrado per la zona della stazione che avrà valore per il periodo scolastico. Quelle che ho fatto in passato hanno prodotto risultati. Mi auguro che questo accada anche con quella che abbiamo concordato nella riunione del Comitato per l'ordine pubblico di martedì scorso e che firmerò nei prossimi giorni.                 
Sesto punto: metteremo a punto il miglioramento e l’aggiornamento del sistema di videosorveglianza.                   
Settimo punto: siamo al lavoro per definire un progetto di educazione alla legalità e al rispetto delle regole.                                                           
Ottavo punto: io dedico le mie energie a cercare le soluzioni e non voglio perdere tempo in polemiche.
Al centrodestra rammento solo che la legge sull’immigrazione è la Bossi-Fini e non la legge Di Pietro-Vendola; che il  responsabile delle politiche dell’ordine pubblico si chiama Maroni e non Matteucci e che il Capo del Governo, che è responsabile anche delle politiche dell’immigrazione e dell’ordine pubblico, si chiama Berlusconi e non Bersani.            
Nono punto: per quanto riguarda la questione dei  permessi per protezione temporanea della durata di sei mesi prossimi alla scadenza, è il Governo che li ha concessi e che dunque che dovrà decidere se rinnovarli o meno. A mio avviso non è opportuna una proroga generalizzata. Eventualmente il rinnovo va condizionato all’esistenza di taluni requisiti, ad esempio la presenza ancora attuale dello straniero nella struttura di accoglienza. Ma se ciò non fosse possibile, i permessi non devono essere rinnovati ed il Governo dovrà attivarsi in vista dei rimpatri.
Decimo punto: ci attiveremo per un maggiore coinvolgimento e collaborazione  tra tutti i soggetti attivi della società civile e delle istituzioni, associazioni, sindacati, scuole, comunità degli stranieri presenti sul
territorio per promuovere la legalità e muoversi nella strada dell’integrazione, avendo ben chiaro che per chi delinque e basta, non c’è distinzione tra italiano e straniero, così come occorre distinguere
ulteriormente tra delinquenza e ‘degrado’, tra chi compie reati e come tale va punito e chi ‘bivacca’. Il secondo fenomeno a Ravenna è presente da tempo e va certamente contrastato, come cerchiamo di fare ogni giorno. Il primo è un fenomeno nuovo. Per questo ha suscitato così tanto allarme. Ravenna è fra le città più sicure d’Italia, e noi ravennati non ci vogliamo abituare a questa novità negativa. Per questi motivi l’Assessore Monti incontrerà la rappresentanza degli immigrati nel senso di una reciproca collaborazione
”. 

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