Caso mozzarelle sequestrate. In tempi di crisi basta il dubbio per fare danni

Caso mozzarelle sequestrate. In tempi di crisi basta il dubbio per fare danni
mozzarelle, foto di repertorio

RUBICONE. La vicenda delle mozzarelle prodotte con latte non italiano in vendita nel Rubicone, in un primo momento attribuito erroneamente sulla stampa alla produzione di un caseificio di Savignano sul Rubicone "ci obbliga ad alcune precisazioni".
Lo fa presente il responsabile di CNA Rubicone Piergiorgio Matassoni: "In un momento difficile come l’attuale la sopravvivenza sul mercato di un’azienda è legata a doppia mandata alla propria clientela e alla capacità di far percepire alla stessa il livello qualitativo della sua produzione, questo patto fiduciario non può essere in alcun modo incrinato, pena la rottura insanabile dello stesso. Se il dubbio circa la credibilità aziendale si insinua, anche quando l’impresa si è distinta per anni in innovazione e sicurezza del prodotto, anche se la stessa rappresenta il fiore all’occhiello della produzione lattiero-casearia di un intero territorio, tutto è perduto. Questa è la situazione nella quale si è venuto a trovare il Caseificio Pascoli, unica azienda che produce formaggi nel comune di Savignano sul Rubicone. Per questi motivi ci preme che sia ristabilita la verità sui mezzi di comunicazione, a tutela dei consumatori e dei produttori stessi".

Per questa ragione, Romagna Gazzette ha pubblicato volentieri questa comunicazione.

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