Novità sul Mercato del lavoro. Liberalizzata l’attività di collocamento e dei servizi per il lavoro. Cosa cambia?

Novità sul Mercato del lavoro. Liberalizzata l’attività di collocamento e dei servizi per il lavoro. Cosa cambia?
Lavoro.Immagine di repertorio.

MERCATO DEL LAVORO. Novità  importanti sono in arrivo sul tema del mercato del lavoro. Vediamo di riepilogarle con ordine, a partire  come suggerisce in un suo articolo Biancamaria Consales, dal Decreto ministeriale firmato il 20 settembre scorso dal Ministro del Lavoro; Decreto che definisce " i dettagli operativi per l’ampliamento della platea dei soggetti autorizzati alla intermediazione nel mercato del lavoro. Il Decreto apre definitivamente il varco anche alle scuole ed alle università nella gestione dei servizi per il lavoro". In buona sostanza si tratterebbe di un ampliamento delle opportunità di accesso al mercato del lavoro per i giovani che si trovano alla conclusione del loro percorso di studi secondario e che non hanno ancora le capacità per orientarsi nella ricerca di una occupazione.

Da sottolineare inoltre che per l’esercizio dell’autorizzazione è necessario l’assolvimento di alcuni adempimenti cui è subordinata l’attività di intermediazione: a) l’interconnessione alla borsa continua nazionale del lavoro per il tramite del portale www.cliclavoro.it; b) il rilascio alle regioni e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di ogni informazione utile relativa al monitoraggio dei fabbisogni professionali e al buon funzionamento del mercato del lavoro; c) l’iscrizione all’Albo delle Agenzie per il lavoro, costituito presso la Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro, secondo quanto previsto dal D.P.R. 7 aprile 2011, n. 144. Il provvedimento indica anche le modalità di pubblicazione dei curricula degli studenti sul portale www.cliclavoro.gov.it nonché quelle per l’iscrizione all’Albo informatico delle agenzie per il lavoro dei nuovi soggetti autorizzati. Scuole e Università dovranno comunque pubblicare i curricula degli studenti dalla data di immatricolazione e fino ad almeno 12 mesi dalla data del conseguimento della laurea anche sul proprio sito istituzionale, pena la perdita della autorizzazione alle attività di intermediazione.
Un'ultima annotazione. Il Decreto ministeriale,  disciplina il regime sanzionatorio da applicare in caso di mancato adempimento degli obblighi definiti dalle legge che si vanno ad aggiungere a quelli già previsti dagli artt. 18 e 19 del d.lgs. 276/2003. Tale regime è delineato nell’ottica di consentire ai privati di divenire attori del mercato del lavoro astenendosi tuttavia dall’abuso e dallo sfruttamento della posizione di debolezza dei prestatori di lavoro e dispone una modulazione delle sanzioni amministrative (e penali) individuate, in relazione alla gravità dei comportamenti posti in essere. Oltre all’applicazioni di tali sanzioni, il mancato adempimento dal mancato adempimento degli obblighi deriva la cancellazione dell’Albo e il divieto di esercitare l’attività di intermediazione. Il decreto entrerà in vigore trascorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO. Sul tema abbiamo registrato alcune dichiarazioni del ministro Sacconi. Dichiarazioni, in un certo senso, anticipate a giugno sul Sole 24 Ore, e che in parte recuperiamo.  «Chiediamoci se non aprire ancora di più il mercato del lavoro: lo faremo oggi anche con la liberalizzazione del collocamento». Così, infatti,  il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aveva concluso la sua risposta al question time in aula al Senato sulle iniziative per favorire l'occupazione femminile, facendo riferimento alla norma, l'articolo 28, prevista nella manovra economica che sarà approvata oggi del Consiglio dei ministri. La norma prevede l'autorizzazione allo svolgimento delle attività di intermediazione anche per scuole, università, comuni, patronati, gestori di siti internet (ma che svolgano l'attività senza fini di lucro).
Favorire l'occupazione femminile. Sacconi avena inoltre  spiegato in quella circostanza che «il percorso per un mercato del lavoro più inclusivo e più aperto per le donne continua, ma credo  che dovremo riflettere sull'eccezione italiana di una cronica bassa occupazione regolare, in tutto il dopoguerra, anche nei momenti di maggiore sviluppo dell'occupazione, e chiederci se alcune rigidità regolatorie non abbiano ulteriormente incoraggiato processi, se non di esclusione, di forte contenimento dell'occupazione».

Sì alla riforma dell'assistenza. Parlando invece della legge delega per la riforma del fisco Sacconi ha detto che il provvedimento «ipotizza una riforma dell'assistenza in direzione degli obiettivi di conciliazione»: in particolare, per favorire le situazioni di non autosufficienza «che si caricano sulla responsabilità delle donne». Nello specifico, ha spiegato il ministro del Lavoro, le Regioni attraverso le Asl avranno a disposizione lo strumento dell' «indennità sussidiaria per favorire attività in risposta ai bisogni di non autosufficienza», con l'obiettivo, ha precisato, di «offrire a persone non autosufficienti risposte appropriate, ma anche per consentire adeguate possibilità di conciliazione per non escludere la donna dal mercato del lavoro».

In arrivo un'Authority per le casse di previdenza privateSacconi aveva annunciato anche che nella manovra  all'esame del Cdm figurava  la proposta di un' Authority di vigilanza per le casse di previdenza private, per le quali il Governo auspica da tempo  l'avvio di una progressiva fusione. L'Authority in questione, aveva aggiunto il ministro, sarà Covip, spiegando che si trattava della «soluzione più contigua, ovvero con la cultura della gestione previdenziale necessaria». Sulla fusione delle casse di previdenza private, infine, il ministro aveva osservato: «Penso che nella loro libertà e autonomia, fino a un certo punto, gli enti di previdenza privati debbano pensare anche a processi di fusione, per garantire la stabilità di queste casse».

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