La morte di Marco Simoncelli. Un ‘angelo’ divenuto campione.

La morte di Marco Simoncelli. Un ‘angelo’ divenuto campione.
Marco Simoncelli. Immagine di repertorio

 

La morte di Marco Simoncelli. E’ morto ad appena 24 anni. Questo giovane campione romagnolo, innamorato dei motori, nella terra dei motori. Romagnolo dell’estrema propaggine meridionale della Regione, collinare, generosa e cordiale. Le immagini, le analisi tecniche, le testimonianze,  non inducono – come si fa di solito – ad individuare colpe. Che non ci sono, se non quella – si  fa per dire – di cercare d’alzare  ogni volta di più l’asticella  del rischio in uno sport che, quando giunge a certe velocità,  diventa, nonostante l’attenzione per la sicurezza, davvero pericoloso. Anzi, che  resta pericoloso , anche se  oggi meno di ieri.

 Marco affrontava il rischio con un sorriso  per certi versi irridente, più esorcizzante che  spavaldo, certo non da incosciente. In proposito le critiche che qualcuno dei colleghi gli ha mosso sono state non tanto ingenerose ma solo inesatte. Lui il rischio l’avvertiva, eccome,  anche troppo. E forse molte sue cadute possono essere ricondotte a questa ‘coscienza’ del rischio che non giova a quell’età e in  particolare in quella  difficile disciplina agonistica. A travolgerlo in una gara  che non assegnava più nulla  sono stati Edwards, sconvolto, e Rossi, incredulo. Con una dinamica che non incolpa nessuno. Ma che induce solo al silenzio. Mentre costringe ad assistere  all’agonia pressochè immediata d’un giovane campione.  Che con la su a ‘stazza’  fisica avrebbe di certo brillato nelle Mille, il prossimo anno, molto più che con questa cilindrata.

I ‘messaggi’ di lutto arrivano oggi da tutto il mondo. E da tutti gli sport. Superfluo, forse, elencarli. Del resto si fa sempre così dopo ogni  morte. Quando invece che inviare  messaggi bisognerebbe ‘fermare’ tutto, per rendere appropriato omaggio all’uomo che s’è perso, nel raccoglimento intimo delle coscienze.

Al suo paese, Coriano di Rimini, non molto distante dalla comunità di San Patrignano dove tanti altri giovani lottano per dare una svolta vera alla loro esistenza, la gente ha appreso la notizia attonita. Qualche mazzo di fiori, qualche incredulo commento. Poi  solo il suono  mesto delle campane. Che  torneranno a rintoccare   lacrime quando si tratterà d’accompagnarlo per l’ ultimo viaggio, nel minuscolo cimitero d’un piccolo paese di Romagna,  che dalla collina scruta il mare,  e dove agli ‘angeli’ viene riservato un posto speciale.

 

Roberto Vannoni
( Ndr, su Marco Simoncelli, potete scrivere Vs commenti: info@romagnagazzette.com )

 


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3 Commenti

  • carlo

    Sicuramente Marco, nei prossimi anni, si sarebbe affermato per quello che era. UN CAMPIONE, dentro e fuori dal circuito!!
    Un esempio per tutti di “bravo ragazzo” con principi sani, oggi, per un destino crudele, ci lascia, ma rimarrà sempre in tutti i cuori di chi ama le moto!!

  • Andrea

    Purtroppo non ci sono parole, il silenzio fa capire l’enormità dello spessore umano e agonistico di Marco.
    Una cosa certa è che tra tutte le stelle che stanno in cielo ora, MARCO, sicuramente è delle più belle!!!

  • giulio

    marco, vai..insegna anche agli angeli a impennare sud ue rouote

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