Terzo trimestre 2011, i dati della Camera di Commercio

Terzo trimestre 2011, i dati della Camera di Commercio
donna al lavoro. Foto di repertorio

FORLI-CESENA. I dati relativi al terzo trimestre 2011, resi noti dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, evidenziano una situazione di stabilità nella dinamica imprenditoriale della provincia – il saldo è positivo, ma in peggioramento rispetto al trimestre precedente e allo stesso trimestre 2010 – stabili le imprese commerciali – continuano le difficoltà per manifatturiero, costruzioni e “trasporto e magazzinaggio” – ancora in calo le imprese agricole

I dati relativi alla numerosità e alle dinamiche delle imprese della provincia di Forlì-Cesena nel terzo trimestre del 2011 evidenziano complessivamente 546 iscrizioni a fronte di 504 cessazioni, con un saldo, moderatamente positivo, pari a +42 unità.
Questo è quanto emerge dall’elaborazione, riferita al terzo trimestre 2011, effettuata da Movimprese, la banca dati di Infocamere, che fornisce alle Camere di Commercio numeri e statistiche relative alle movimentazioni delle aziende a cadenza trimestrale.
Il saldo di 42 unità è tuttavia diminuito sia rispetto a quello del trimestre precedente (+258), che a quello del corrispondente trimestre 2010 (+115). Osservando l’andamento congiunturale il peggioramento è evidente: il saldo fra iscrizioni e cessazioni era costantemente migliorato nel corso dei tre trimestri precedenti, passando da –104 del quarto trimestre 2010 a –47 del primo trimestre 2011 e a +258 nel secondo.
I tassi di crescita relativi al trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d’ufficio, comprendendo l’agricoltura, sono pari a +0,09% per la provincia, rispetto a +0,29% per l’Emilia-Romagna e +0,32% per l’Italia.
Le imprese registrate al 30/9/2011 sono risultate complessivamente 45.033, delle quali 40.646 attive. Le imprese attive hanno fatto rilevare una situazione di stabilità, rispetto all’analogo periodo 2010, nella provincia e in Italia, mentre registrano un lieve incremento (+0,2%) in Emilia-Romagna.
Considerando i settori più significativi per numerosità delle imprese attive, si registra la stabilità del commercio che costituisce il 27% delle imprese attive (al netto dell’agricoltura); leggera flessione nelle costruzioni (-0,3%) che rappresentano il 20,8%. In crescita le imprese del settore “Alloggio e ristorazione” (+1,5%), con incidenza dell’8,3% sul totale e del comparto “attività immobiliari” (+2,2%) che incidono per il 7,9%.
Continuano le difficoltà per il settore manifatturiero con una flessione dello 0,5% (l’incidenza è del 12,3%), e per i “trasporti e magazzinaggio” (-0,7%, incidenza del 5,1%).
Nell’area dei servizi si possono individuare due raggruppamenti principali, secondo la classificazione ISTAT ATECO 2007 che, rispetto alla precedente nomenclatura, individua nuovi settori dando maggior rilievo ai servizi avanzati alle imprese, ai servizi alla persona e alle varie attività professionali e creative. Il primo gruppo, quello delle “attività professionali, scientifiche e tecniche” (attività legali, di contabilità e di progettazione), rispetto al terzo trimestre 2010, registra un aumento del 2,9% (incidenza del 3,8%). Il secondo, definito “Altre attività di servizi” (comprendente specialmente servizi alla persona, quali lavanderie e parrucchieri), evidenzia una crescita del 2% (incidenza del 5,4%).
Prosegue il calo delle imprese del settore agricolo con un tasso del -2,4% rispetto al terzo trimestre 2010; analoga la riduzione sia a livello regionale (-2,1%) che nazionale (-2,5%).
Riguardo alla forma giuridica, esclusa l’agricoltura, si nota la crescita delle società di capitali (+2,8%) che rappresentano il 17,7% delle imprese non agricole; l’incidenza provinciale resta comunque inferiore a quella dell’Emilia-Romagna (21,4%) e dell’Italia (21,2 %). Risulta interessante notare che la crescita provinciale di questa forma giuridica nel trimestre corrente ha comunque superato quella regionale (+2,4%) ed è di poco inferiore a quella nazionale (+3%). Sono cresciute dello 0,5% le ditte individuali, che rappresentano il 55% delle imprese non agricole della provincia, a fronte di un valore pari al 54,3% per l’Emilia-Romagna e al 57,2% per l’Italia. Le società di persone, pari al 24,7% del totale provinciale, sono invece diminuite dello 0,6%.
Esaminando infine il comparto artigiano, si rileva che il numero totale delle imprese artigiane della provincia, al 30/9/2011 è pari a 13.721, di cui 13.710 attive. Le nuove iscrizioni nel trimestre sono state 181 e le cessazioni 201, con un saldo negativo di 20 unità.

Il fascicolo è scaricabile dal sito camerale all’indirizzo http://www.fc.camcom.it/studiestatistica/prodotti

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