Rimini sulle orme di Aristotele, riflessione sull’etica.

Rimini sulle orme di Aristotele, riflessione sull’etica.
Pag.-II-Aristotele. Immagine di repertorio.

RIMINI.  Come ogni anno, Università Aperta “Giulietta Masina e Federico Fellini” di Rimini organizza un ciclo di conferenze aperte alla città, dedicate a problematiche attuali e di grande rilevanza. Per il 2011 è stato scelto il tema dell’etica pubblica, partendo da una riflessione sull’attuale situazione politica e sociale nel nostro Paese.Il ciclo di conferenze – intitolato “Politica e società oggi in Italia. Riflessioni sull’etica pubblica” – prevede tre incontri a ingresso libero (sempre con inizio alle ore 16.30), a partire da domenica 6 novembre, al Museo della Città, Rimini, Via Tonini 1, nella Sala del Giudizio.L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Rimini, Assessorato alla Cultura, Biblioteca Gambalunga; Provincia di Rimini, Assessorato alle Politiche sociali; Lions Club, Rimini – Riccione Host. E con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’Università degli studi di Bologna.

CALENDARIOIl calendario delle conferenze.
• domenica 6 novembre 2011, ore 16.30,Elena Pulcini filosofa, Università di Firenze,Etica ed emozioni nell’età globale.
• domenica 20 novembre 2011, ore 16.30 Michele Ciliberto ordinario di Storia della filosofia, Università di Pisa, Democrazia e dispotismo 
• sabato 14 gennaio 2012, ore 16.30 Nadia Urbinati docente di Teoria politica, Department of Political Science, Columbia University, Il principio di rappresentanza e il controllo pubblico dei poteri. 

Il curatore dell’iniziativa Dalmazio Rossi presenta il ciclo di conferenze citando Aristotele: “…bisogna cercare di determinare, sia pur per linee generali, che cos’è il bene supremo e di quale delle scienze o delle potenze è oggetto. Tutti converranno che esso è oggetto della scienza più direttiva e architettonica al sommo grado; e tale è manifestamente la politica.Questa infatti dispone quali delle scienze sono necessarie nelle città e quali ciascuna classe di cittadini deve apprendere e fino a che punto. E vediamo che anche le più stimate delle potenze le sono subordinate, ad esempio la strategia, l’economia, la retorica. E poiché la politica si serve delle altre scienze pratiche e inoltre è legislatrice di che cosa bisogna fare e da quali cose bisogna astenersi, il suo fine abbraccerà anche quelli delle altre scienze.Di conseguenza sarà il bene propriamente umano. Infatti, se anche questo bene è identico per il singolo individuo e per la città, tuttavia è chiaramente cosa più grande e più perfetta e conseguire e salvaguardare quello della città. Il bene infatti è amabile anche nella dimensione dell’individuo singolo, ma è più bello e più divino quando concerne un popolo o delle città” (Aristotele, Etica Nicomachea, I , 1124 a 25 -1124 b 11; trad. it. di M. Zanatta, BUR , Milano 1986). 

FILOSOFIA E POLITICA. Continua Dalmazio Rossi: «Alla luce del desolante panorama nazionale di cui purtroppo siamo testimoni, e magari in qualche modo anche correi e tolleranti, le parole di Aristotele, in cui viene chiaramente affermata la superiorità del bene pubblico su quello privato, sembrano veramente lontane anni luce; tanto più lontane quanto più scandalosamente ammonitrici e attuali. Lo scopo dell’iniziativa di quest’anno va così visto nel tentativo di dare una risposta filosofico-politica a quello che, certo non da oggi, viene considerato un nostro male antico: la mancanza di senso civico, l’assenza di un’etica pubblica; soprattutto, per dare una risposta all’aria di rassegnazione generale – oggi forse più accentuata di quanto non lo fosse un tempo – per una politica sempre più contrassegnata dalla pratica diffusa della corruzione, del malcostume, del perseguimento degli interessi privati a scapito di quelli pubblici». Info: Università Aperta, tel. 0541 28568 / 0541 22323 o sul sito di Università aperta.

 

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