Italia, Grecia e Cannes. Situazioni diverse, soluzioni possibili?

Italia, Grecia e Cannes. Situazioni diverse, soluzioni possibili?
Crisi Italia Grecia. Imamgine di repertorio

ITALIA&GRECIA&CANNES. L‘Italia si presenta al G-20 di Cannes – si legge su L’Unità del 3 novembre – con un pacchetto di misure che, almeno sulla carta, dovrebbe placare i mercati e frenare il crollo dei titoli di Stato italiani. Ma che cosa cambierà per le famiglie italiane? Il premier ha negato che metterà le mani nelle tasche degli italiani. È davero così?
L’analisi, allarmata, dell’organo Pd, s’inoltra nei contenuti dell’atteggiamento di Governo. Che, a quanto pare, dalla bozza del maxi emendamento, varerà un «progetto strategico nazionale finalizzato ad assicurare l’azzeramento del digital divide, l’individuazione delle modalità di realizzazione degli interventi nelle aree per le quali gli operatori di telecomunicazione non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione, nonché provvede a definire le modalità di coinvolgimento degli operatori privati e della cassa depositi e prestiti». Come dire, nel complesso, previdenza, fisco, concorrenza, sostegno alle imprese, ricerca e infrastrutture.

Altri aspetti del maxi emendamento. Gli enti locali, in particolare, potranno valutare «l’opportunità di procedere all’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici». Per quanto riguarda la liberalizzazione degli ordini professionali, la bozza del decreto prevede una riforma «entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto».Il debito pubblico dell’Italia è sostenibile solo per due due anni se i tassi d’interesse dei titoli di Stato fossero all’8% con crescita zero del Paese. Il differenziale di rendimento tra i Btp e i Bund chiuso ( giovedì 3) a quota 436 e il rendimento dei titoli decennali al 6,19%, restando vicino alla soglia del 7%, il punto di non ritorno secondo gli operatori per un Paese verso il fallimento. Questa situazione finanziaria di ‘emergenza’ ha delle ricadute sui bilanci di famiglie e aziende. La crisi del debito coinvolge, infatti, anche le banche, le aziende e i cittadini. Dopo questa analisi, un’altra, mettendo questa volta a confronto le situazioni di Grecia e Italia. Prendiamo spunto sempre dalla stampa nazionale. In buona sostanza, dopo la scelta del governo greco di indire un referendum sulla possibilità di restare o meno in Europa, la situazione ad Atene non é cambiata. Impensabile sino a qualche mese fa, l’uscita della Grecia dalla zona euro è ora molto vicina. Ma se Atene abbandona l’euro, non sarà la stessa moneta unica a essere minacciata? Si può chiedere ai cittadini greci se é meglio fare acquisti con un biglietto di banca con scritto euro invece di dracme ? Il commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger, ha anche criticato il Premier greco, accusandolo di mettere in pericolo l’euro, la stabilità della moneta unica. “L’eurogruppo, però, vorrebbe che Atene restasse nell’Eurozona, ma non a tutti i costi” ha sottolineato il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker .

 

E ora dalla Grecia all’Italia. Dove Berlusconi ha preannunciato un piano choc per calmare i mercati, Piano che potrebbe allargarsi dai prelievi sui conti correnti alla patrimoniale strutturale. Proviamo ad intravvedere in che consisterebbero le cosiddette misure choc. Dopo le turbolenze dei mercati azionari degli ultimi giorni, i vertici dell’esecutivo si sono affrettati nel cercare nuove possibili soluzioni per tamponare la falla. Pertanto è stato convocato in serata un consiglio dei ministri straordinari in modo tale da decidere quale siano gli interventi da inserire in un decreto ad hoc, studiato per tentare di rassicurare i mercati, ma anche le alte cariche istituzionali sia europee che italiane ( ad iniziare dal Presidente della repubblica). Con ‘misure choc’, che lo stesso Berlusconi non avrebbe mai voluto proporre. Da quel che si sa il vertice di maggioranza ha definito nel dettaglio alcune misure che riguarderanno un piano di dismissioni del patrimonio statale, un piano Sud, interventi per favorire le imprese, liberalizzazioni e sgravi contributivi per le imprese private che investono in infrastrutture pubbliche. Ma entriamo un più nei particolari della bozza di documento.

Legge di stabilità maxiemendamento. Per le modalità di attuazione di tali tipi di operazioni probabilmente la scelta ricadrà su un maxi emendamento da approvare in sede parlamentare durante la discussione della legge di stabilità. Tale soluzione è fortemente sponsorizzata anche dal ministro dell’ economia, visto che il varo di un decreto legge allungherebbe di molto i tempi e non sarebbe sicuro dell’approvazione vista la risicata maggioranza di cui dispone il governo attualmente.

Prelievi conti correnti, come nel 1992 con il governo Amato. Le misure choc che ha in mente Berlusconi  potrebbero molto assomigliare a quanto fatto dal governo Amato nel 1992, quando in piena emergenza , per salvare la lira si adottarono prelievi sui conti correnti, patrimoniale sulla casa e blocco dei contratti del pubblico impiego e blocco dei contratti dei pensionati.

Patrimoniale strutturale, concordato di massa 2011 e rivalutazione rendite catastali. Se le misure inerenti i pensionati ed i dipendenti pubblici sono state già adottate, ben presto potrebbero essere introdotte nuove misure come una patrimoniale strutturale, il concordato di massa e la rivalutazione delle rendite catastali. Ed all’orizzonte potrebbe nuovamente spuntare un’ intervento sulle pensioni per portare nel 2026 l’età pensionabile a 67 anni sia per gli uomini che per le donne. Non si è fatta attendere sul punto la consueta risposta di Bossi sul tema: se tocchiamo le pensioni per foraggiare nuovamente Roma, in Italia scoppia la rivoluzione.

Riforma articolo 18. Tuttavia occorrerà intervenire presto e bene visto che i mercati continuano a sprofondare. Si è tornato a parlare nuovamente di articolo 18 e il ministro del lavoro Sacconi si è detto fiducioso sul fatto che la riforma andrà in porto. Tanto ottimismo è dettato anche dal fatto che la stessa comunità europea ha richiesto una maggiore flessibilità in tema lavoratovi, dando carta bianca all’esecutivo sul modo di attuazione.

Dismissioni statali. 5 miliardi di euro è l’introito previsto dalle dismissioni immobiliari del governo. Sul modo di attuare tale piano vi sono diverse scuole di pensiero ma sembra che la soluzione proposta da Tremonti sia quella più veloce e remunerativa. In sostanza si creerà una società di gestione immobiliare contenente gli immobili sia di proprietà statale che di proprietà degli enti locali che dovranno essere venduti. Lo Stato farà subito cassa in quanto si prevede che la cassa depositi e prestiti acquisti le quote di tale fondo girando l’incasso immediatamente nelle casse erariali. Allo studio anche la vendita delle case popolari con prelazione in favore degli inquilini, un piano accelerato di dismissioni delle caserme ed il conferimento degli immobili dati in uso governativo.

Tagli finanziamenti Sud . Tra le novità emerse vi è anche la possibilità di ridurre la quota di cofinanziamento nazionale per i piano di sviluppo delle zone del sud finanziati dall’UE. Si parla di una torta di 8 miliardi di euro, e lo stesso Tremonti è molto tentato di destinare parte di tale introito ai piani di sviluppo.

Liberalizzazioni servizi locali. Inoltre nuovi interventi saranno adottati in tema di servizi pubblici locali. In sostanza la norma prevede che si svolga una gara d’appalto in modo tale da decidere quale sia l’operatore maggiormente remunerativo e pertanto l’ente locale potrebbe ottimizzare l’incasso.

( Fonte consultata Danilo L., redazione Investireoggi.it)

 

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