Monti, fiducia ‘larga’ anche alla Camera. Ora: ‘Si governi!’

Monti, fiducia ‘larga’ anche alla Camera. Ora: ‘Si governi!’
parlamento-italiano (foto di repertorio)

ROMA. Fiducia per il governo  Monti. Dopo Il Senato, anche la Camera ha votato la fiducia, con 556 voti favorevoli e 61 contrari. Iniziano ora le prime operazioni concrete.  ”Lunedì in Consiglio dei ministri inizieremo a parlare dei primi provvedimenti e non solo dei criteri per prendere le decisioni”, ha detto  Elsa Fornero, ministro del Welfare, ai cronisti in Transatlantico. Accanto ai fatti il  dibattito sulla fiducia alla Camera con la replica di Monti. Vediamo alcuni interventi, compreso quello del neo Premier.

BERLUSCONI, SITUAZIONE FUORI DAI CANONI DELLA DEMOCRAZIA. Berlusconi:  ”La situazione dell’euro e del mercato è tale per cui siamo consapevolmente arrivati a questa situazione, che non rientra nei canoni della democrazia che prevede che i governi siano eletti dalla gente. E’ una invenzione italiana per dare una risposta ad una situazione difficile”. E ancora: ” Il governo Monti opererà in maniera tale da essere utile al Paese per tutto il tempo che rimane”. L’ex premier ha smentito anche d’aver detto che sarà il Pdl a decidere quando staccare la spina.

BOSSI: ” MONTI? UNA COPERTURA, LA GENTE LO CACCERA“. Bossi: “Monti è una copertura, l’hanno premiato per fare il cattivo, ma lo cacceranno quando la gente si incazzera”. Così Umberto Bossi, leader della Lega, parlando. Maroni: ”Mi aspetto da lui che faccia una cosa che non siamo riusciti a fare per l’opposizione del ministro dell’Economia: se rivede il patto di stabilità per far spendere soldi ai Comuni virtuosi, noi voteremo sì”.

MONTI, MISURE NON FACILI. Monti: ” Qui, oggi, non vi chiedo una fiducia cieca, ma una fiducia vigilante… Dobbiamo decisioni non facili o non gradevoli, che presto arriveranno . C’è davanti a noi un compito quasi impossibile, ma ce la faremo” . L’ obiettivo del neo premier, infatti, è quello di arrivare alla fine della Legislatura per completare il programma di emergenza alla cui realizzazione è stato chiamato. Per questo il suo intervento  ha tenuto toni  pacati, ma senza sconti per nessuno, al punto da rispondere piccato a chi lo ha accusato di essere piegato ai ‘poteri forti’. ” Sono accuse troppo facili”  ha sottolineato, invitando gli Italiani a non dare la colpa della crisi ‘agli altri’. Il Premier vuole che l’Italia torni ad essere ascoltata in Europa, e a questo fine ha annunciato un prossimo incontro a tre con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, incontro che dovrà diventare in seguito abituale.

L’INTERVENTO DI MONTI. L’intervento di Monti parte con due ringraziamenti: a Berlusconi (che però non è in aula ad ascoltarlo), del quale il premier dice di aver “apprezzato il senso di responsabilità istituzionale”, e a Gianni Letta, una persona “che so molto rispettata da tutti”, venuto ad ascoltarlo in tribuna sia al Senato sia alla Camera. Esauriti i convenevoli, Monti prende di petto i punti più controversi dell’esordio del suo governo. A cominciare dalla durata della sua esperienza a Palazzo Chigi. “Continuate pure a chiamarmi professore, , anche perché l’altro titolo, presidente, durerà poco”. Poco quanto? Monti ribadisce che il Governo è ovviamente legato alla fiducia che gli sarà accordata ( “non dureremo un minuto in più”) ma precisa con chiarezza che il suo obiettivo è quello di “proiettare la squadra di governo sulla prospettiva da qui alle elezioni”, cioé fino al 2013. L’unica arma che Monti ha per convincere i partiti a sostenerli, è quella del crollo di fiducia che sperimenterebbero se si tirassero indietro: “la fiducia in noi é anche una fiducia verso di voi” e farla mancare “avrebbe conseguenze sulla fiducia dei cittadini verso la politica”. L’ammonimento è rivolto a quanti (specie nel Pdl) minacciano di “staccare la spina” al governo in un futuro più o meno prossimo. Un’espressione che il professore non ama, e lo fa capire con una battuta: “Vi prego, non usatela più, noi non siamo un apparecchio elettrico. E anche se fosse, non saprei quale apparecchio dovremmo essere, se un rasoio o un polmone artificiale…”. Con l’occasione, Monti si toglie qualche sassolino dalla scarpa. A chi ha espresso dubbi sulla sua sudditanza ai “poteri forti” e a chi ha posto la questione del conflitto di interessi del ministro Passera, Monti replica con tono duro e risentito: “Permettetemi di reagire in modo molto chiaro e netto, non tanto per me quanto per i colleghi di Governo, sulla questione conflitto d’interessi, poteri forti e altre espressioni di pura fantasia che considero offensive”. Poi ricorda quando, da commissario europeo alla concorrenza, bloccò la fusione tra i supergiganti Usa General Electric e Honeywell, “nonostante fosse intervenuto il presidente degli Stati Uniti”.
L’Economist, ricorda il professore, “scrisse che per il mondo degli affari Mario Monti era il Saddam Hussein del business”. Monti invita a concentrarsi sulle emergenze. Il momento impone unità: per questo Monti promette di agire “con umiltà e determinazione” per favorire “una deposizione delle armi delle forze politiche fin qui contrapposte che possa favorire l’assunzione di decisioni non facili e non gradevoli”. Infine, un’assicurazione per la Lega: “Non c’é nessuna contraddizione tra quanto già deciso sul federalismo fiscale, del quale il governo intende seguire da vicino il processo di attuazione, e la coesione territoriale”.
 

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