Il centro sociale Fiorita è in stato di abbandono?

Il centro sociale Fiorita è in stato di abbandono?
Forli (foto di repertorio)

FORLI. Centro sociale “Fiorita” in condizioni di abbandono, al centro di un’interrogazione del Pd attraverso Gabriele Borghetti al consiglio provinciale. Eccola questione e la risposta di Guglielmo Russo.

Per quale motivo il centro sociale “Fiorita” di Cesena versa in condizioni di abbandono? E’ la domanda che ha posto, con un’interrogazione, Gabriele Borghetti, consigliere provinciale Pd. Borghetti riepiloga la vicenda: “In via Parini n. 23 a Cesena vi è un fabbricato adibito a centro sociale denominato Fiorita, di proprietà dell’ACER di Forlì-Cesena. La superficie dell’immobile è di 383 mq in una corte di 1969 mq. Fino al 1 novembre 2004 era locato al Comune di Cesena per scopi sociali (centro anziani, attività assistenziali, educative e riabilitative). Nel frattempo la proprietà ha avviato, in collaborazione con i servizi Sociali del Comune di Cesena, un programma di riqualificazione ed ampliamento del centro: il progetto di ristrutturazione ed ampliamento, approvato in deroga agli strumenti urbanistici per pubblica utilità, prevede il raggiungimento di mq 115 di superficie. Per far fronte all’intervento, l’ACER beneficia di un contributo regionale di 225.000 euro e la Conferenza degli Enti, presieduta dalla Provincia, ha previsto un fondo di 150.000 euro. Per i restanti € 995.000 necessari alla realizzazione dei lavori il Comune di Cesena ha deliberato il 26 febbraio 2008 l’acquisto dell’immobile attraverso la corresponsione della somma quale prezzo d’acquisto”. Continua Borghetti: “Oggi il centro sociale versa in stato di abbandono: i lavori di ristrutturazione ed ampliamento non sono stati avviati e l’immobile versa in grave stato di degrado”. La richiesta è, quindi, di sapere “per quali motivi il centro sociale Fiorita versa in stato di degrado ed abbandono; le cause del mancato avvio dei lavori; se il finanziamento regionale è decaduto ed in caso di risposta affermativa quali responsabilità si intende accertare; se le risorse messe a disposizione dalla Conferenza degli Enti sono state diversamente impegnate; quali azioni si intendono mettere in atto per risolvere la situazione”.

Risponde il vice-presidente Guglielmo Russo: “L’immobile non è utilizzato, ma secondo l’Acer non è in stato di particolare degrado, periodicamente Acer provvede allo sfalcio di erba e alla pulizia. Perché non è partito il progetto di ampliamento? L’avvio formale dei lavori è datato a inizio marzo 2004. Subito dopo, i lavori sono stati interrotti per via di una lunghissima trattativa con il Comune che aveva chiesto di poter acquistare l’immobile, invece che perdurare nella locazione da Acer. L’ipotesi di acquisto, però, è stata respinta dalla Regione, in quanto gli immobili soggetti a contributi devono essere inalienabili. Finora sono stati esperiti diversi tentativi, ma senza esito, per modificare la norma regionale. Alla fine si è definito un contratto che prevede inizialmente la locazione e poi la compravendita da parte del Comune, quando fosse possibile. Infine, ulteriori complicazione è nell’iter per l’ampliamento dell’immobile, che risale al 1954, è stata coinvolta la Soprintendenza ai beni architettonici di Ravenna. Un recente decreto del 2011 supera il vincolo, dal momento che fissa a 70 anni e non più 50 gli immobili sottoposti a valutazione di interesse culturale. Questo è il punto della situazione. Infine sui finanziamenti, quello regionale è stato confermato”.

Ti potrebbe interessare anche...

Inserisci un commento

l'email non verrà visualizzata

opzionale