Qualità dell’aria. Forlì-Cesena è Provincia pilota, grazie al monitoraggio.

Qualità dell’aria. Forlì-Cesena è Provincia pilota, grazie al monitoraggio.
Qualità dell'aria, inquinamento, auto. Immagine di repertorio

PROVINCIA FORLI’ – CESENA. L’assessore provinciale all’Ambiente Luciana Garbuglia ha presentato ieri, mercoledì 23 novembre, agli assessori comunali con delega alle tematiche ambientali ed energetiche il bilancio ambientale 2010 del Piano provinciale di gestione della qualità dell’aria, lo strumento di monitoraggio del grado di attuazione delle azioni del piano e dei risultati conseguiti. Già dal 2007, anno di approvazione del Piano, è stato prodotto annualmente un rapporto di monitoraggio. Dal 2010, inoltre, la Provincia di Forlì-Cesena è “provincia pilota”, insieme a Modena e Reggio Emilia, nel gruppo di lavoro costituito dalla Regione e da Arpa per migliorare il sistema di monitoraggio e la modalità di raccolta dei dati.

GLI INQUINANTI.  La situazione degli inquinanti critici per la qualità dell’aria mostra segni di miglioramento a livello provinciale, come pure regionale, nell’ultimo decennio, anche se nel 2010 si è registrata una situazione leggermente peggiore rispetto al 2009, comunque nell’ambito delle oscillazioni per fenomeni così complessi. L’analisi dei dati rilevati nel lungo periodo dalle centraline di monitoraggio della rete regionale, installate nel territorio della Provincia di Forlì-Cesena, evidenzia chiaramente una riduzione delle concentrazioni medie annuali di polveri fini PM10 e di biossido di azoto NO2.. Rimane invece ancora troppo elevato il numero di giornate con sforamento per le polveri fini: nel 2010 38 giorni a Cesena, 45 a Forlì e 58 a Savignano rispetto al limite ammesso di 35 giorni di superamento all’anno. Anche l’ozono rimane un inquinante critico nel periodo estivo, pur presentando un trend di lieve miglioramento.
Secondo una stima approfondita realizzata nel 2007, l’analisi del contributo dei diversi macrosettori evidenzia che i trasporti abbiano un peso preponderante per quanto riguarda le emissioni di NOx, con una percentuale di circa l’80%. Nel caso del PM10, invece, c’è una sostanziale parità tra i trasporti (35%), riscaldamenti (35%, quasi esclusivamente influenzato dalla combustione a legna) e allevamenti (10%).

PARCO VEICOLARE. Per quanto riguarda il settore dei trasporti, il parco veicolare immatricolato nella provincia di Forlì-Cesena continua a rinnovarsi con una buona velocità per quanto riguarda le auto, anche grazie alle incentivazioni statali in vigore nel 2009-2010: ad oggi rimane solo un 9% di Euro 0 più vecchi ed inquinanti. I veicoli commerciali leggeri e pesanti hanno un tasso di rinnovamento molto più basso: permane ancora un 17% di leggeri e 41% di pesanti Euro 0. L’alimentazione a gasolio, più inquinante in termini di polveri ed ossidi di azoto, continua a crescere per le auto e ad essere praticamente la totalità per i veicoli commerciali. Nel 2009 il carburante erogato in provincia (esclusa la rete autostradale) è ammontato a 140 milioni di litri di gasolio, 90 milioni di litri di benzina, 20 milioni di litri di GPL e 20 milioni di metricubi di metano. I consumi di carburanti hanno mostrato una lieve contrazione complessiva negli ultimi due anni. I veicoli a metano e GPL hanno fatto registrare una notevole crescita nel 2009-2010 per quanto riguarda le auto (sono il 12% del totale, nel 2004 erano il 7,6%). Per i veicoli commerciali è divenuta apprezzabile la quota alimentata a metano. Il veicolo elettrico è ancora praticamente inesistente (0,03%).

I CONSUMI DI METANO E DI ENERGIA ELETTRICA.  I consumi di metano per riscaldamento variano in funzione delle condizioni climatiche annuali e non è possibile apprezzare eventuali variazioni. Il numero di bollini “Calore pulito” rilasciati sugli impianti di riscaldamento sono stati nel 2010 52.557, con 3.070 verifiche effettuate. Per quanto riguarda i consumi elettrici, quelli domestici mostrano una costanza negli ultimi 5 anni (1,11 MWh/abitante), mentre per il settore terziario si registra una crescita costante. Il settore industriale ha mostrato riduzioni di consumi elettrici probabilmente più correlabili alla riduzione della produzione per effetto della crisi che per un reale efficientamento energetico. Per quanto concerne le energie rinnovabili, nel 2010 si contano 20 impianti di “idrico” (73,3 GWh di produzione), 12 di “termoelettrico-biomasse” (74,8 GWh), 3 di “eolico”, 1.811 di “fotovoltaico” (17,6 GWh), per un totale di produzione di 165,7 GWh. Infine, per quanto riguarda i controlli delle emissioni in atmosfera delle attività produttive, nel 2010 si contano 200 attività ispezionate da ARPA, di cui 85 in procedure di Autorizzazione integrata ambientale.

IL MONITORAGGIO DELLE AZIONI DEL PIANO. Le azioni del Piano che mirano a ridurre l’utilizzo dell’auto privata mostrano una situazione di stallo per quanto riguarda l’istituzione di zone a traffico limitato (ZTL) e zone pedonali; cresce la dotazione di piste ciclabili, crescono le iniziative di gestione della mobilità scuola-casa mentre non è decollata la gestione della mobilità casa-lavoro (mobility manager). Aumentano i Comuni che si sono dotati del Piano Urbano del Traffico (PUT). Le emissioni dovute al sistema insediativo dovrebbero subire in prospettiva una riduzione grazie alla messa a regime del sistema regionale di certificazione energetica degli edifici. Si registra un positivo aumento della dotazione di reti per il teleriscaldamento. Un problema che sta emergendo risulta essere quello della combustione della legna per il riscaldamento domestico, in impianti non avanzati tecnologicamente con elevate emissioni di polveri.
Le risorse che gli enti locali hanno impiegato per realizzare le azioni di piano mostrano una drastica riduzione nell’ultimo anno 2010. Rimane quindi importante proseguire nella realizzazione delle azioni individuate dal Piano, compatibilmente con le risorse disponibili, consapevoli che l’azione della Provincia e dei Comuni è importante per contribuire a ridurre le emissioni e per andare ad agire nelle zone di maggiore criticità ma è fondamentale l’azione di tutta la Regione e delle altre Regioni del bacino padano, con il sostegno dello Stato, per ridurre i valori di fondo.

NUOVO PROTOCOLLO DI INTESA PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO.Ieri, mercoledì 23 novembre, la Provincia e diversi Comuni (Forlì, Forlimpopoli, Meldola, Bertinoro, Cesena, Cesenatico, Longiano, Gambettola, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone) hanno sottoscritto un protocollo di intesa per applicare in tutto il territorio caratterizzato da criticità per la qualità dell’aria le limitazioni del traffico proposte come ogni anno nel periodo invernale dalla Regione. I Comuni, che non hanno già provveduto, si sono impegnati a definire entro breve le aree di applicazione delle restrizioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti che saranno in vigore nelle giornate da lunedì a venerdì, con orario dalle 8,30 alle 18,30, fino al 31 marzo 2012. Non potranno accedere alle aree individuate i veicoli a benzina pre euro cioè non dotati di marmitta catalitica, i veicoli diesel pre euro, euro 1 e 2 non dotati di sistemi di abbattimento del particolato, i ciclomotori e motocicli a due tempi pre euro, anche se dotati di bollino blu. Potranno comunque liberamente circolare i veicoli a metano, gpl, ibridi ed elettrici e i veicoli con almeno tre persone a bordo. Infine è ripartita anche la campagna di informazione “Liberiamo l´aria” con locandine, pieghevoli, aggiornamenti costanti sugli stop nei vari Comuni sul sito

Commenta a riguardo l’assessore provinciale all’Ambiente Luciana Garbuglia: “Il proficuo lavoro di collaborazione con i Comuni della fascia A, quelli della pianura, ha dato buoni frutti. Una sensibilità rinnovata da parte dei cittadini nei confronti dell’ambiente, in particolare per la qualità dell’aria, il rinnovo del parco mezzi della provincia di Forlì-Cesena ha contribuito, negli ultimi anni, ad un leggero miglioramento dell’aria che respiriamo. Come è noto, il riscaldamento e il traffico restano le principali cause di emissioni. Abbiamo la convinzione che occorra non abbassare la guardia e favorire un’ulteriore miglioramento delle emissioni inquinanti generato dalle attività umane, e il nuovo protocollo firmato in Provincia mira a questo obiettivo”.

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