Costi della Politica. E la crisi delle aziende pubbliche romagnole.

Costi della Politica. E la crisi delle aziende pubbliche romagnole.
interno dell'aeroporto di Forlì

I TAGLI ALLA POLITICA. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di tagli alla politica. Aumenta l’insofferenza e la rabbia dei cittadini verso una classe politica che sembra molto distante dalla vita reale del paese. La critica talvolta feroce dei cittadini però non riguarda solo la classe dirigente nazionale. In Romagna le cose non vanno meglio che a Roma.
Nelle decine di società, consorzi pubblici o partecipati da capitali pubblici la crisi economica ha contribuito a svelare anche gestioni non sempre cristalline e virtuose. Qualche esempio? I ravennati hanno dovuto assistere sbigottiti allo scioglimento del Consorzio dei Servizi Sociali provinciale che ha chiuso rovinosamente i battenti dissolvendosi, con quattordici avvisi di garanzia ed un buco di 9,5 milioni di euro. L’accusa per tutte le persone indagate è quella di falso. Non è andata meglio ai forlivesi e cesenati che hanno visto il fallimento con un buco di ben 110 milioni di euro della società pubblica SAPRO, nata per sviluppare le aree industriali, ma trasformatasi in un soggetto pubblico a cui venivano affidati compiti urbanistici di trasformazione di aree, diversi da quelli per cui era stato pensato. E che dire dell’azienda AUSL forlivese che nel 2008 aveva prodotto un debito da 38 milioni oggi faticosamente in ripianamento grazie allo sforzo economico della Regione? Oppure che pensare delle indagini della magistratura sugli appalti per la costruzione del Laboratorio di analisi di Area Vasta a Pievesistina di Cesena dove avrebbero costretto un paio di funzionarie dell’Ausl di Forlì a truccare i registri per manomettere una gara d’appalto da 13 milioni e mezzo di euro? Il tutto con un obiettivo: far vincere una ditta a discapito delle altre. Sempre negativi sono anche i bilanci della Fiera di Forlì che così com’è sempre stata ormai non ha più ragione di esistere.
LA SOCIETA’ SEAF E ALTRO ANCORA. Per non parlare della società SEAF che gestisce l’aeroporto forlivese, che continua a presentare bilanci dissestati di alcuni milioni di euro (2010), senza che si possa intravedere una soluzione per il rilancio. Insomma anche in Romagna non siamo esenti da critiche per quanto riguarda gli sprechi della cosa pubblica. Anzi proprio sul territorio della nostra regione un eccessivo dirigismo pubblico perseguito scientemente e pervicacemente ha creato le premesse di questa crisi. Anche una delle ultime pensate della regione Emilia Romagna di trasformare di tutte le vecchie IPAB in Azienda dei Servizi alla Persona sta creando ulteriori carrozzoni pubblici i cui bilanci e attività andrebbero già messi sotto la lente d’ingrandimento. Agli amministratori locali romagnoli dunque, prima che sia troppo tardi spettano due difficili compiti: chiudere le società che hanno fallito indicando con dovuta trasparenza le responsabilità; ridurre, accorpare e fondere società che da sole non hanno più senso di esistere (vedi Fiere ed Aeroporti); indicare nella gestione delle stesse non i soliti noti politicanti, magari trombati, ma persone capaci e adatte ai compiti. I cittadini aspettano, anche in Romagna, comportamenti politici più virtuosi, prima che sia troppo tardi. Su questo ci piacerebbe nelle prossime settimane aprire un dibattito pubblico sulle pagine del nostro sito. E cercheremo di dare la parola agli amministratori, ai politici che li hanno nominati ed ai cittadini che li votano. A presto.
Michele Fiumi

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