Dai giovani ai business-man. Quando la droga sembra normale!

Dai giovani ai business-man. Quando la droga sembra normale!
Cocaina (foto di repertorio)

RIMINI DROGA. Pare sia diffusa l’idea che la droga sia una ‘cosa normale’.. Forse il motivo di questa inquietante opinione – piuttosto diffusa – sta nel suo uso massiccio che si allarga a macchia d’olio. Sembra scontato dirlo ma non lo è: La droga rovina la vita. La droga rovina la vita a chi la usa e a chi a queste persone vuole bene.

All’indomani della triste vicenda di un giovane che ha rischiato di morire per abuso di droga, ecco la dichiarazione del Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali. Nel suo scritto, Vitali sottolinea la gravità di questa piaga che ormai è trasversale, colpendo ogni tipo di ceto sociale, senza distinzioni economiche o di cultura, e di età. Un male, quello della droga, che spesso è visto come un trampolino sociale per tuffarsi nell’accettazione, oltre le proprie insicurezze. A ciò si aggiunge il pericolo aggiuntivo della ‘poliassunzione’ cioè l’abuso simultaneo di più sostanze stupefacenti.
… Ma un cambiamento è possibile…

Ecco l’intervento di Vitali

“Ancora un ragazzo poco più che maggiorenne in coma per abuso di stupefacenti, ancora una famiglia in ansia per le sorti del proprio figlio, ancora tanti adulti e amici a chiedersi come possa essere successo. Eppure domenica mattina i medici dell’Ospedale di Riccione hanno dovuto correre contro il tempo per strappare dalla morte un giovanissimo cattolichino, appena maggiorenne, stravolto dall’abuso di droga. Un dramma quello del consumo di sostanze stupefacenti, tremendamente attuale, che non appartiene a luoghi lontani ma investe anche noi che viviamo in questo territorio. Un verminaio articolato, quello che gira intorno allo spaccio e al consumo, che si caratterizza sempre più per la sua trasversalità e persino ‘attrattività’ sociale. Non più solo una sacca di disagio isolata e circoscritta, e nemmeno più solo il consumo di cocaina da “business – man”, ma una diffusione oramai calata nella quotidianità di tante vite apparentemente normali e inserite in un contesto sociale ‘normale’. Tutto questo rende ancora più difficile trovare i giusti strumenti per intervenire ad arginare quella che non ho timore di definire una vera e propria “emergenza sociale”. A complicare ulteriormente il quadro, la differenziazione che oramai caratterizza il mercato delle droghe, con sostanze di nuova generazione che contribuiscono a creare quel nuovo fenomeno, in grande espansione, rappresentato dalla “poliassunzione”, cioè l’uso combinato di più sostanze.

È allora evidente che da questo quadro sconfortante se ne esce solo tutti insieme, con un moto di indignazione del corpo sociale italiano e riminese. Senza una comunità sana, una famiglia vicina, genitori attenti e presenti, un sistema educativo sensibile, nessuno può fare nulla di veramente incisivo, neanche i migliori servizi di prevenzione. Serve una nuova cultura di vita di tutto il corpo sociale e civile delle nostre comunità. Questi drammi, che non devono passare nel dimenticatoio ma affrontati con il coraggio di guardarsi negli occhi, sono punte estreme di uno stile di vita malato che deve essere fermamente condannato, contrastato, e radicalmente cambiato. Sono convinto che la nostra società ha nel suo dna gli anticorpi per riuscire nel cambiamento, ma la frequenza di questi drammatici episodi (solo un anno fa vi fu una vittima) mi fa pensare che il tempo stringa e la lotta contro questa piaga stia diventando difficile. Il ‘fascino del male’ è diventato ‘la moda del male’. Se non vi sarà una reazione uguale e contraria dal punto di vista culturale e nella quotidianità dei nostri ragazzi, tali tragedie non solo non si fermeranno ma rischiano di aumentare”.

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