Ritratti ‘demografici’. Crescono gli stranieri a Forlì- Cesena.

Ritratti ‘demografici’. Crescono gli stranieri a Forlì- Cesena.
Stranieri. Immagine di repertorio 2

PROVINCIA FORLI’- CESENA. All’1 gennaio 2011 gli stranieri iscritti alle anagrafi dei 30 Comuni della provincia di Forlì-Cesena risultavano complessivamente 41.562, con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente. In crescita anche l’incidenza nel territorio provinciale della componente straniera sulla complessiva popolazione residente, che va dal 9,9% al 10,5%.

La popolazione femminile straniera continua a crescere rispetto a quella maschile, raggiungendo un peso del 50,9% sul totale. Per quanto riguarda l’età, la popolazione straniera risulta ancora sensibilmente più giovane di quella italiana: i minorenni sono il 22,7% (il picco a fine 2006 con il 24%); tra i 18 e i 35 anni si colloca il 37,3%, mentre tra i 36 e i 50 anni si registra il 28,7%. Nelle classi di età più adulte, in particolare a partire dai 45 anni e ancor più nettamente per le fasce di età più anziane, queste percentuali si contraggono considerevolmente, anche se gli stranieri, a testimonianza del carattere ormai non più così recente della loro presenza, cominciano ad ‘invecchiare’.

Come negli ultimi anni, i residenti stranieri provengono soprattutto dall’Europa centro-orientale (quasi il 30% degli stranieri residenti nel territorio provinciale) e dall’Unione Europea (26,9%); tra le nazionalità a livello provinciale, ai primi posti nell’ordine Albania, Romania e Marocco (anche se la distribuzione nei due circondari è abbastanza differenziata).

PERMESSI DI SOGGIORNO E CITTADINANZA. Le ragioni per cui sono stati rilasciati e rinnovati i permessi di soggiorno nel corso dell’anno sono principalmente due: in primo luogo, motivazioni di lavoro (63,2%, in aumento rispetto all’anno precedente), in secondo luogo motivazioni legate alla famiglia, compreso il ricongiungimento del nucleo, in sensibile diminuzione (31%, da 37%). Il ridimensionamento delle richieste di ricongiungimento è da ricondursi con ogni probabilità agli effetti della crisi economica sulle famiglie straniere già presenti sul territorio.

Le acquisizioni di cittadinanza sul territorio provinciale sono in aumento negli ultimi anni e quelle concesse per matrimonio o per residenza (secondo i criteri stabiliti nella legge 91/1992) costituiscono la quota maggioritaria, secondo una caratteristica che contraddistingue l’area romagnola, a fronte di casi – come Bologna o Modena – in cui la porzione più ampia di acquisizioni si riferisce a minori nati e/o cresciuti sul territorio e divenuti cittadini.

SANITA’.  Le modalità di permanenza per quanto riguarda scuola, salute, casa, lavoro illustrano aspetti essenziali del processo di inserimento socio-economico. Gli assistiti stranieri iscritti all’anagrafe sanitaria e aventi il medico di medicina generale o il pediatra nelle due Ausl di Cesena e Forlì sono aumentati costantemente nel corso degli ultimi anni: fra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2010 l’incremento è stato del 16% presso l’Ausl di Cesena (18.700) e del 7% presso l’Ausl di Forlì (17.431). Gli iscritti cesenati tornano ad essere di più di quelli forlivesi. Nel complesso l’89% degli stranieri è iscritto all’anagrafe sanitaria. Gli iscritti sono equamente distribuiti per genere in entrambe le Ausl. La fascia di età maggiormente rappresentata, in linea coi dati relativi alla popolazione straniera, è quella della popolazione tra i 18-50 anni (il 70%), ed è in aumento la presenza di minori (circa il 25% di tutti gli assistiti). Con riferimento alla provenienza, Romania, Albania, Marocco e Cina rappresentano, insieme, i Paesi di origine del 55% degli stranieri assistiti nella Ausl di Forlì. A Cesena si rilevano nell’ordine Albania, Marocco, Romania, Bulgaria (per oltre il 52% degli stranieri assistiti).

Nel 2010 sono stati registrati 9.570 accessi di cittadini stranieri (residenti e non) presso il Pronto Soccorso di Cesena e 7.233 presso quello di Forlì, per un totale complessivo di circa 16.800 accessi annui, con un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Si conferma, come per il passato, una prevalenza maschile negli accessi a Forlì, mentre a Cesena si evidenzia una sostanziale equi-distribuzione rispetto al genere. I tassi di accesso al Pronto Soccorso sono ancora superiori a quelli degli italiani delle classi di età corrispondenti, ma la forbice si sta riducendo (in particolare per l’Ausl di Cesena). Non si è di fronte a particolari emergenze sanitarie, quanto piuttosto ad una richiesta di assistenza di base che si orienta al Pronto Soccorso, struttura aperta 24 ore su 24; la tendenza ad un uso del Pronto Soccorso non solo per situazioni di emergenza e urgenza presenta peraltro caratteristiche del tutto identiche a quelle presenti nella popolazione italiana.

Nel 2010 si sono registrati nelle Ausl della provincia rispettivamente 1.702 ricoveri ordinari a Forlì (-3%) e 1.870 a Cesena (+ 8%). La distribuzione per genere, come in passato, vede il 60% circa dei ricoveri riguardanti donne, pur con significative differenze fra le varie nazionalità. Le più frequenti cause di ricovero sono legate alla gravidanza. In entrambe le Ausl, per gli uomini stranieri come per quelli italiani, la principale causa di ricovero è rappresentata dalle patologie dell’apparato respiratorio. La popolazione immigrata risulta essere relativamente più giovane rispetto a quella italiana e non si evidenziano malattie particolarmente diffuse fra gli immigrati. I principali bisogni di salute e domande di assistenza sono legati ad eventi fisiologici, come la gravidanza e la nascita e ad eventi traumatici come infortuni sul lavoro.

I bisogni e la domanda di salute della popolazione straniera sottolineano l’esigenza di favorire l’effettiva accessibilità dei servizi e di accrescere le conoscenze e competenze in tema di prevenzione collettiva e di promozione della salute, ma evidenziano anche l’esigenza di andare oltre forme di politiche sanitarie emergenziali, cercando invece di sviluppare politiche di integrazione ed inclusione sociale, basate sull’appropriatezza, equità e sostenibilità. Come già documentato nel precedente Report, le spese sanitarie per gli stranieri sono contenute e nel complesso il consumo di beni e servizi per la salute da parte degli immigrati si rivela molto inferiore rispetto all’apporto da essi fornito al finanziamento del Servizio Sanitario attraverso i contributi fiscali e previdenziali.

CASA. Per quanto concerne la questione abitativa, va evidenziato che i nuclei familiari stranieri assegnatari di alloggi ERP nella provincia di Forlì-Cesena risultano essere, all’1 gennaio 2011, 482 (a fronte dei 389 dell’anno precedente). Relativamente ai Paesi di appartenenza dei nuclei familiari stranieri assegnatari, quelli maggiormente rappresentate sono, nell’ordine, il Marocco (con un terzo delle assegnazioni totali), l’Albania, la Tunisia, la Romania e il Senegal.

Gli stranieri assegnatari, nel corso del 2010, di una soluzione abitativa (posto letto o alloggio per nucleo familiare) da parte della Società per l’Affitto di Forlì risultano essere 73 (a fronte dei 78 dell’anno precedente) su un totale di 273 richieste, provenienti principalmente da Marocco, Burkina Faso, Nigeria e Tunisia. Gli stranieri assegnatari, nel corso del 2010, di una soluzione abitativa (posto letto o alloggio per nucleo familiare) da parte della Fondazione per l’Affitto di Cesena risultano essere 125 (1 in più dell’anno precedente),

SCUOLA E ISTRUZIONE.  Gli studenti stranieri iscritti presso le scuole primarie e secondarie del territorio provinciale hanno raggiunto nell’a.s. 2010/11 le 5.404 unità, a fronte dei 5.068 registrati nell’a.s. 2009/10, con un conseguente incremento del 6,6% e un’incidenza sul totale della popolazione scolastica provinciale che ha raggiunto il 12,3%, in lieve crescita rispetto all’anno scolastico precedente. Le differenze fra i diversi ordini di istruzione sono sensibili: si passa da percentuali superiori al 14% per la scuola secondaria di primo grado e al 13% per la scuola primaria, al 9,7% evidenziato per la scuola secondaria superiore (peraltro in crescita dopo un calo nel 2008/09.

Quanto ai percorsi di formazione professionale gestiti dalla Provincia, gli stranieri coinvolti nel corso dell’anno sono stati 952, a fronte dei 750 registrati nei corsi dell’anno precedente (+27%). Poiché, tuttavia, anche gli iscritti di cittadinanza italiana sono aumentati, l’incidenza degli allievi stranieri sul totale dei partecipanti risulta aumentata soltanto dal 10% circa al 12,5% circa.

Se si osserva la presenza all’ università, dopo il forte calo del 2009/10 rispetto all’anno accademico precedente, si rileva per il 2010/11 un lieve incremento di studenti stranieri iscritti presso le facoltà presenti sul territorio provinciale, che ha riguardato entrambi i poli universitari: si passa da 140 a 153 (+9,3%). Gli studenti stranieri risultano concentrati principalmente ancora nel polo forlivese, che ne assorbe i due terzi (anche se si conferma la tendenza degli ultimi anni ad una diminuzione di peso rispetto al polo cesenate). Rimane prevalente la componente femminile (55%, in calo rispetto ai due anni accademici precedenti). I Paesi di provenienza maggiormente rappresentati presso le facoltà facenti capo ai Poli universitari di Forlì e di Cesena sono, nell’ordine, Albania, Cina, Romania (come nell’a.a. precedente).

LAVORO. Con riferimento al mercato del lavoro, nel corso del 2010 sono state 22.436 le persone straniere avviate, ossia che hanno registrato un rapporto di lavoro dipendente, per un ammontare complessivo di 32.211 avviamenti (rapporti di lavoro dipendenti). Nel 2009 se ne erano registrati 21.635: si registra dunque una ripresa non trascurabile (+ 3,7%), con il dato relativo al 2010 che si dimostra migliore di quelli del triennio precedente. La maggioranza dei rapporti di lavoro registrati nel corso del 2010 riguarda uomini (52,6%). Nel complesso il 72% di avviamenti riguarda persone fra i 25 e i 49 anni.

Per quanto concerne la provenienza dei lavoratori avviati nel corso del 2010, si evidenzia una netta prevalenza (42%) di assunti provenienti da Paesi dell’Unione Europea a 27 e, a seguire, dall’Europa Centro-orientale (21,3, in lieve flessione) e dall’Africa del nord (14,8%, in crescita). I paesi da cui provengono in maggioranza i lavoratori sono Romania (27,9%), Albania (11,9%) e Marocco (10,6%). L’84% dei contratti accesi è a tempo determinato, in ulteriore e sensibile aumento rispetto agli anni precedenti.

Oltre la metà (52%, in espansione rispetto al 2009) degli avviamenti di lavoratori stranieri è avvenuta nel terziario; seguono, seppur assai distanziati, l’agricoltura, che conferma la propria incidenza sul totale degli avviamenti al 26%, quindi il settore industriale, con il 20,3% degli avviamenti, a denotare un ulteriore decremento rispetto al 21,9% del 2009 (a sua volta in calo rispetto al 2008).

Gli stranieri disoccupati al 31 dicembre 2010 risultano in crescita rispetto a quelli registrati al 31 dicembre 2009: si tratta di 6.958 cittadini stranieri in cerca di occupazione, a fronte dei 6.100 dell’anno precedente (torna ad esserci, al loro interno, una maggioranza femminile).

Sono 3.964 i cittadini stranieri titolari di piccole imprese attive, in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, a conferma di una tendenza pluriennale, pur se via via più contenuta. I titolari, soprattutto uomini (76% circa), provengono principalmente dall’Albania (15,1%), seguita dalla Svizzera (10,8%), da Romania (8,3%) e Cina (8,2%) e dal Marocco (7,6%).
Le imprese con titolare straniero hanno un’incidenza del 5,8% sul totale delle imprese (5,7% l’anno precedente) e sono attive principalmente nel settore dell’edilizia e del commercio, ambiti in cui evidenziano un’incidenza sul totale delle imprese del settore, rispettivamente, del 14,7% e del 6,6%. Pur con numeri assoluti più contenuti, significativa è anche l’incidenza sul totale delle imprese alberghiero-ristorative (7,9%, in lieve aumento), di trasporti (5,6%, in lieve diminuzione) e manifatturiere (5,4%).

CENTRI SERVIZI E CENTRI DI ASCOLTO CARITAS. L’analisi condotta sui dati del 2010 ha preso in considerazione i Centri servizi per cittadini stranieri di Forlì, Cesena, Savignano, Cesenatico, Longiano, Mercato Saraceno e della Zona due Valli. Le utenze complessive registrate nel 2010 sono state pari a 6.493, con una diminuzione rispetto all’anno precedente di oltre 2.500 unità, evidenziando un andamento altalenante negli anni dell’utenza (il 2009 aveva visto una certa stabilità rispetto ai dati del 2008, ma il 2008 aveva fatto registrare un forte calo rispetto al 2007 pari al 23,5%). Le utenze diminuiscono sia per il centro di Forlì, che passa dalle 4.558 del 2009 alle 3.654 del 2010 (quasi –20%), sia per il centro di Cesena, che passa dalle 4.443 del 2009 alle 2.839 del 2010 (-36%). Tale dato è in controtendenza con il trend degli ultimi anni, in cui vi era stata una sostanziale convergenza tra i due centri servizi, che nel 2009 avevano registrato quasi le stesse utenze.

Considerando la distribuzione delle utenze dei singoli Centri servizi territoriali, si conferma la prevalenza, rispetto al dato complessivo, di Forlì che raccoglie il 32,83% dell’utenza, rispetto al 31,53% di Cesena, mentre Savignano raccoglie da solo il 13,36% dell’utenza, Cesenatico il 3,23%, Mercato Saraceno il 2,05%, Longiano l’1,78%, e la Zona delle due Valli assorbe il 10,40% sul totale dell’utenza.

Rispetto alle aree geopolitiche di provenienza, per quanto riguarda il dato complessivo relativo ai Centri Servizi di Forlì e Cesena per il 2010, l’Africa occidentale risulta essere la più rappresentata (26,47%), guadagnando tre punti percentuali rispetto al 2009; seguita dall’Africa settentrionale (25,15%) e dall’Europa centro – orientale (15,37%). Rispetto ai dati 2009, in cui le tre aree erano comunque quelle che raccoglievano il maggior bacino di utenza, si nota una diminuzione costante a favore di altre aree. Per quanto riguarda il dato complessivo relativo ai Centri servizi di Savignano e Cesenatico spicca con un 30,23% la presenza dell’Asia orientale, seguita con il 27,25% dall’Europa centro-orientale, e dall’Africa settentrionale (20,27%). Si evidenzia quindi una crescita netta dell’Asia orientale che guadagna quasi 6 punti percentuali, e un sostanziale ridimensionamento dell’Europa centro-orientale che invece ne perde circa 9. L’utenza maschile prevale diffusamente, toccando il 69% a Cesena; a Cesenatico prevale invece quella femminile.

I bisogni maggiormente espressi per l’area di Forlì e Cesena sono quelli relativi alle problematiche dell’ingresso e soggiorno (36%), della richiesta di orientamento e accompagnamento ai servizi (20%, in forte aumento) e della permanenza stabile sul territorio (16%). A Cesenatico prevalgono le problematiche dell’ingresso e soggiorno, mentre a Savignano la permanenza stabile sul territorio. Nella Zona due Valli la prima richiesta è relativa all’orientamento e accompagnamento (56%, in sensibile crescita).

Per il 2010 si sono analizzati i dati disponibili relativi ai Centri di ascolto Caritas di Forlì, Cesena, Sogliano, Roncofreddo e Savignano. Complessivamente gli utenti che hanno usufruito dei servizi dei Centri esaminati sono stati 1.783, con una prevalenza dell’utenza maschile (54,85%) su quella femminile (45,15%). Tale dato è in controtendenza rispetto a quelli registrati negli anni precedenti, che avevano visto un trend verso la parità tra utenza maschile e femminile, con il sorpasso di quella femminile nel 2008, dato confermato nel 2009, ma che vede un ridimensionamento di oltre 8 punti percentuali nel 2010. Rispetto al 2009 si assiste ad una diminuzione generale delle utenze femminili nei centri di Forlì, Cesena e Sogliano (il 2010 ha fatto registrare una diminuzione significativa di utenze in termini assoluti in tutti i centri anche rispetto ai maschi), mentre i centri di Roncofreddo e Savignano registrano una prevalenza di utenza femminile (rispettivamente il 62,07 e il 67,83).

La diminuzione degli utenti dei due Centri di Forlì e Cesena è da attribuire principalmente al centro di Forlì, anche se in termini assoluti la presenza di utenti rimane molto superiore a Forlì (1.187) rispetto agli altri centri Caritas (Cesena 408, Savignano 143, Sogliano 16 e Roncofreddo 29). I servizi maggiormente attivati a Forlì sono quelli legati agli alimenti (in calo rispetto al 2009), all’ospitalità notturna (in lieve contrazione) e al servizio di accoglienza diurna (in aumento). Rispetto al 2009 diminuiscono ancora i servizi relativi al vestiario (buoni abiti/lavanderia/biancheria) e i servizi legati alla cura e all’igiene personale (doccia/barba). Stabili i contributi economici. Per il Centro di Cesena i servizi maggiormente erogati sono legati al problema della casa e a quello dei pasti: in calo l’ospitalità notturna, il servizio doccia e la distribuzione di indumenti; in aumento i contributi economici. Per quanto riguarda la Caritas di Savignano i servizi erogati sono quelli essenziali legati al centro ascolto, al vestiario e buoni spesa e al cibo.

ESECUZIONE PENALE. Nel corso del 2010 si sono registrati complessivamente 324 ingressi di cittadini stranieri nella Casa circondariale di Forlì (352 nel 2007), riguardanti nell’87,5% dei casi maschi. Quanto alla nazionalità, si evidenzia una prevalenza di cittadini provenienti, nell’ordine, dall’Africa del Nord, seguiti dall’Europa centro-orientale e dall’Unione Europea.

L’esecuzione penale esterna ha riguardato nel 2010 91 cittadini stranieri (su 324 in esecuzione esterna). La distribuzione geografica delle provenienze rispecchia quella evidenziata per l’esecuzione penale interna.

Ti potrebbe interessare anche...