Start Romagna: I debiti dell’Emilia alla Romagna? Bartolini interroga

Start Romagna: I debiti dell’Emilia alla Romagna? Bartolini interroga
Luca Bartolini consigliere regionale PDL - Emilia Romagna

EMILIA ROMAGNA. Il consigliere Luca Bartolini del Pdl pone un’interrogazione sulla situazione Start Romagna e riorganizzazione trasporto pubblico. “Sulla riorganizzazione del trasporto pubblico ci troviamo davanti all’ennesimo tentativo dell’Emilia di far pagare i suoi debiti alla Romagna”, spiega l’esponente del Pdl. “A Bologna e in altre città dell’Emilia è infatti in corso la costituzione di una nuova società nell’ambito del progetto di fusione di Ferrovie Emilia Romagna (Fer) e Atc Bologna. Secondo Bartolini è tutto chiaro: “Mentre in Romagna si è lavorato per creare la società unica dei trasporti con un chiaro piano industriale per attirare capitali stranieri utili a garantire servizi futuri migliori per i cittadini , a Bologna si è pensato come poter sfruttare questo riassetto. Start Romagna, infatti, nonostante le difficoltà del settore e le note spartizioni politiche fino ad oggi perpetrate, presenta comunque appetibili bilanci in attivo. Ed è proprio per questo che la Regione caldeggia il “matrimonio” in modo che i debiti emiliani siano spalmati anche sul territorio romagnolo”.

Ecco l’interrogazione:

Il sottoscritto Consigliere,

PREMESSO

che in Romagna START ROMAGNA è la società di trasporto pubblico dell’area romagnola nella quale sono confluite le tre Aziende storiche di gestione del trasporto:AVM del bacino di Forlì-Cesena, ATM di Ravenna e TRAM di Rimini.

Che START ROMAGNA ha già una struttura riconosciuta di dimensione regionale disponendo di 900 dipendenti che servono un bacino di 1.100.000 abitanti, superando quindi la soglia minima costituzionale di un milione di abitanti prevista per la costituzione di una nuova Regione;

che START ROMAGNA è nata dopo l’elaborazione di un piano industriale e che, nonostante le note difficoltà del settore e dall’eredità di società pubbliche locali appesantite dalla mano pubblica nella gestione, oggi comunque vanta bilanci in attivo;

che a Bologna il trasporto pubblico è oggi affidato ad ATC , una società con un capitale ripartito in quote tra Comune di Bologna (59,65%), Provincia di Bologna (37,15%), Provincia di Ferrara (1,91%) e Comune di Ferrara (1,29%).

Che Fer (Ferrovie Emilia Romagna) è una srl che si occupa di trasporti ferroviari ed automobilistici

Che la Regione Emilia-Romagna detiene il 59,44% del capitale di Fer mentre il rimanente è stato suddiviso in quote paritarie del 5,7% tra le Province di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini .

Che le Province di Forlì-Cesena e di Piacenza non detengono quote in Fer e quindi anche impossibilitate a visionare o programmare scenari futuri diversi da quelli attuali e che vedano un loro interessamento su progetti futuri di scala regionale;

che la situazione economico finanziaria di FER si regge soltanto grazie ai continui e ripetuti sforzi economici della Regione Emilia-Romagna;

RICHIAMATO

Che a Bologna come in altre città dell’Emilia è in corso di approvazione nei consigli comunali e provinciali dei soci interessati la costituzione di una società , una newco dove la Regione Emilia-Romagna godrà del 46,13% , seguita dal Comune di Bologna (30,11%), dall’Act di Reggio Emilia (3,06%) e da altri soci, tutti pubblici, con partecipazioni minori.

Che tra i soci con partecipazioni minori figurano sei Province, ad esempio, parteciperanno alla newco con lo 0,04% e che l’Assessore Regionale Alfredo Peri, durante una commissione consiliare al Comune di Bologna ha testualmente dichiarato: “E’ importante mantenere la presenza della sette Provincie perche’ possono essere un futuro embrione per la realizzazione di un operatore unico del trasporto a livello regionale”.

che comunque mancherebbero all’appello delle Provincie coinvolte quelle di Forlì-Cesena e Piacenza che non sono rappresentate in FER;

Che tale scelta pare non essere ancora supportata da nessun piano industriale e servirebbe unicamente per creare un ennesimo grosso “CARROZZONE” utile solo per salvare i bilanci disastrati di FER andando a “saccheggiare” realtà più virtuose come quelle della Romagna per un input politico emiliano che certamente danneggia gli interessi dei cittadini romagnoli;

SI INTERROGA la giunta:

* se corrisponde al vero che è obiettivo della giunta quello di realizzare già nel 2012 un nuovo unico operatore del trasporto a livello regionale senza neppure alcun piano industriale a monte ma solo per spalmare su tutto il territorio regionale (quindi anche quello romagnolo) la situazione deficitaria di FER;

* come reputa possibile questo , salvo che non si continuino a trattare alcuni territori come delle vere e proprie colonie agli ordini di Bologna, quando due Province (Forlì-Cesena e Piacenza) non sono neppure presenti in FER;

* se non ritiene che con questa operazione non si vada ad alterare i processi di gara già in essere e quindi a compromettere quel processo di privatizzazione, di apertura anche a potenziali nuovi capitali stranieri, così come ad esempio si era definito in ambito di START ROMAGNA con la messa in vendita sul mercato di quote anche considerevoli (metà) delle società pubbliche per il trasporto, capitali indispensabili per il rinnovo del parco mezzi di cui START ha impellente necessità ;

* se non reputa anomalo procedere in tale direzione dato che Parma ha già in essere una propria gara salvo che FER-ATC, con soldi pubblici, non vogliano comportarsi come a Modena dove hanno vinto loro la gara, negando quindi la possibilità di far pervenire nel nostro territorio capitali esterni;

* quali vantaggi avrebbe la Romagna nel caso di fusione con la newco FER-ATC ?

* se non reputa che questo ennesimo carrozzone , che allontanerebbe potenziali investitori privati, non rappresenti l’ennesimo spreco di risorse pubbliche necessario a coprire un fallimento politico nelle politiche del trasporto pubblico dato che si andrebbe a saccheggiare quei territorio considerati virtuosi ai quali di fatto si negherebbero gli investimenti necessari per il rinnovo dei mezzi pubblici in circolazione visto che, così facendo, si comprometterebbe definitivamente il processo di privatizzazione programmato;

* se con questa operazione, non si vada definitivamente ad evidenziare la disparità di trattamento tra il territorio romagnolo e quello emiliano visto che, a parti invertite, nella vicenda aeroporti in passato Bologna ha prima sfruttato Forlì durante i lavori di allargamento delle proprie piste salvo poi, con il placet della Regione, scippargli i voli low cost ;

* se non reputa, che così facendo, la Regione Emilia-Romagna, con questa nuova operazione prospettata dall’Assessore Peri, non dimostri per l’ennesima volta di svolgere non tanto un ruolo di arbitro quanto di giocatore a favore del territorio emiliano dato che FER, con la gomma, serve solo poche migliaia di KM (la Rimini Valmarecchia) il territorio romagnolo che però dovrebbe rinunciare alle proprie società e al rinnovo del proprio parco mezzi solo per andare ad appianare i disastri politico/finanziari delle malagestioni emiliane.

* se non reputa anomalo che Fer, in note difficoltà finanziarie, possa permettersi di partecipare e vincere la gara di privatizzazione di START Romagna, salvo che non pretenda di raggiungere lo stesso obiettivo con uno sterile scambio di azioni che nessun vantaggio concreto porterebbe al territorio romagnolo e ai cittadini ivi residenti costretti a non godere di un ormai necessario rinnovamento del parco mezzi.

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