Una bella e sana acqua di mare. Daphne promuove l’Emilia Romagna

Una bella e sana acqua di mare. Daphne promuove l’Emilia Romagna
Il mare adriatico in Romagna

EMILIA ROMAGNA  & ACQUA. Un mare in buone condizioni. E’ la conclusione dell’attività di monitoraggio sullo stato di salute delle acque tra Goro e Cattolica, compiuta dalla struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia-Romagna, che svolge questi studi ogni anno dal 1977, e che è stata illustrata a Cesenatico.
La rilevante immissione in mare di acqua dolce dal Po, che ha caratterizzato il 2011, e l’abbassamento della temperatura dell’acqua registrato la scorsa primavera hanno provocato qualche sofferenza nella popolazione animale senza però pregiudicare l’ambiente marino.

MIGLIORAMENTO AMBIENTALE. “I dati confermano la tendenza di un progressivo miglioramento della qualità delle acque della costa emiliano-romagnola”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda. “La mucillagine da anni non si ripresenta e il fenomeno dell’eutrofizzazione è in progressivo calo. Rispetto agli anni ‘70-‘80 l’inquinamento si è ridotto e grazie alla continua attività di monitoraggio svolta da Arpa abbiamo le conoscenze per poter definire i piani di salvaguardia e di ulteriore miglioramento della qualità delle acque”.
“Il 2011 è stato relativamente tranquillo”, ha spiegato la responsabile di Daphne Carla Rita Ferrari. “E’ stato un anno caratterizzato da un significativo afflusso di acque dolci provenienti dal Po, che ha causato un abbassamento della salinità e innescato eventi eutrofici, provocando sofferenza agli organismi che vivono sul fondo e uno spiaggiamento di pesce nell’area meridionale della costa regionale. Inoltre – ha proseguito la Ferrari – c’è da registrare qualche problema primaverile per le basse temperature dell’acqua, con spiaggiamenti di tartarughe. Nei mesi estivi sono state quasi assenti le microalghe (maree rosse) e non si è avuta alcuna traccia di mucillagini e microalghe tossiche. Un anno dunque relativamente tranquillo caratterizzato da fenomeni naturali che, sebbene abbiano provocato sofferenza in alcuni organismi viventi, rientrano nella norma e non hanno pregiudicato l’ambiente marino”.

Stato generale delle acque marine
Le portate del fiume Po hanno fatto sentire la loro influenza già dai primi mesi dell’anno per gli elevati apporti che si sono verificati a fine 2010 (4.773 mc/sec il 27 dicembre 2010). Tre i picchi con valori significativi nel 2011: il 19 marzo con 5.058 mc/sec, il 10 giugno con 3.130 e l’11 novembre con 5.748. La rilevante immissioni di acque dolci ha determinato un generalizzato abbassamento dei valori di salinità, innescando eventi eutrofici e provocando una diminuzione di ossigeno nelle acque di fondo.
Il valore medio annuale di portata del Po (alla data odierna) è di 1.390 mc/sec, un valore prossimo alla media annuale calcolata sul lungo periodo (1917-2010) pari a 1.493 mc/sec.
Anche per il 2011, analogamente a quanto si è verificato nel 2010, a seguito delle basse temperature delle acque del mese di gennaio (5-6° C), si sono verificati stati di sofferenza per ipotermia di pesci e tartarughe Caretta caretta con conseguenti locali episodi di spiaggiamento.
Il processo eutrofico, alimentato dai bassi valori di salinità in tutta l’area monitorata, si è mantenuto in gran parte della costa fino a maggio ed è ripreso a fine giugno. Le fioriture da Diatomee che si sono verificate in questo periodo hanno peraltro svolto un importante ruolo nell’innesco della catena alimentare senza provocare problemi.
Nei mesi di luglio, agosto e quasi tutto settembre si sono registrate buone condizioni. Le maree rosse, provocate dalla microalga “Fibrocapsa japonica”, nell’estate 2011 hanno assunto un carattere locale e occasionale con effetti del tutto marginali nei confronti del comparto balneare.
Nelle acque superficiali costiere, tra la fine di settembre e i primi di ottobre, si è sviluppato materiale schiumoso (composto da tensioattivi organici prodotti dalle microalghe Diatomee). Il fenomeno è anomalo ma naturale e assolutamente non dannoso né per l’uomo né per l’ambiente marino; è stato determinato da una serie concomitante di fattori: l’elevata temperatura e lo scarso moto ondoso delle acque; gli apporti di diverse sostanze nutritive immessi dalle acque fluviali dopo un lungo periodo di magra; la presenza di scirocco che, oltre a “shekerare” lo strato d’acqua superficiale, ha sospinto e accumulato il materiale all’interno delle barriere frangiflutti e nei porti-canale.
Anche nel 2011 i controlli estivi sulla presenza della microalga tossica “Ostreopsis ovata” hanno dato esito negativo, così come non sono state riscontrate presenze di mucillagini lungo le coste dell’Emilia-Romagna. Il fenomeno non si manifesta nell’Adriatico nord-occidentale dal 2004.
Per quanto riguarda, infine, le meduse, è stata segnalata la presenza della specie non urticante “Aurelia aurita” nel periodo maggio-metà giugno, mentre tra luglio e agosto della Carybdea marsupialis, una specie con potere urticante medio.

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