L’eterno mito dell’eros come libertà. Il Don Giovanni di Mozart al Tiberio

L’eterno mito dell’eros come libertà. Il Don Giovanni di Mozart al Tiberio
Don Giovanni di Mozart (foto di repertorio)

RIMINI. La stagione 2011 di Opera Live al Cinema Tiberio di Rimini (via San Giuliano, 16) presenta mercoledì 7 dicembre, alle ore 17.30, l’attesa diretta della prima del Teatro Alla Scala di Milano con Don Giovanni di Mozart, diretto da Daniel Barenboim per la regia di Robert Carsen con Peter Mattei, Barbara Frittoli e Anna Netrebko nei ruoli principali. Le luci sono di Michael Levine ed i costumi di Brigitte Reifenstuel.

MITO DON GIOVANNI. L’eterno mito di Don Giovanni nel capolavoro di Mozart (il secondo su libretto di Lorenzo Da Ponte) diventa un “eroe” dell’Eros come motore di libertà, che combatte per i propri ideali fino a sfidare la morte. La regia di Robert Carsen, nel suo primo allestimento pensato appositamente per il Teatro milanese, è in linea con quest’idea. Daniel Barenboim dirige un cast stellare, nel quale spiccano Peter Mattei (Don Giovanni), Anna Netrebko (Donna Anna), Giuseppe Filianoti (Don Ottavio), Barbara Frittoli (Donna Elvira) e Bryn Terfel (Leporello).
Il Don Giovanni (titolo originale: Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni, K 527), opera lirica, in due atti. è la seconda delle tre opere italiane che Mozart scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte, un librettista dell’epoca al servizio dell’imperatore d’Austria; essa precede Così fan tutte (K 588) e segue Le nozze di Figaro (K 492). L’opera venne composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni. Commissionata dall’imperatore Giuseppe II essa non andò tuttavia in scena per la prima volta a Vienna (al Burgtheater), bensì a Praga (al Teatro degli Stati Generali). Da Ponte attinse per il libretto a numerose fonti letterarie dell’epoca. Il filosofo danese Søren Kierkegaard ha scritto un lungo saggio in cui afferma, citando Charles Gounod, che il Don Giovanni di Mozart è “un lavoro senza macchia, di ininterrotta perfezione”. Il finale, in cui Don Giovanni rifiuta di pentirsi, ha rappresentato argomentazione accattivante per filosofiche e artistiche dissertazioni di molti scrittori tra cui George Bernard Shaw, che nel Man e Superman parodiò l’opera (con esplicita menzione a Mozart per il cliente della scena finale tra il Commendatore e Don Giovanni). Il Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori della storia della musica, della cultura occidentale e dello stesso Mozart. In esso vi è il riflesso di tutto il genio mozartiano nei diversi stili e modalità compositive e di un Settecento musicale giunto ormai all’apice del suo fulgore e alle porte dell’ormai prossimo Romanticismo.

Biglietto unico €12,00. Apertura biglietteria alle ore 16.30
Per informazioni: tel. 328/2571483 www.cinematiberio.it

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