Caccia bombardieri da 15 miliardi. La crisi di un’Italia che spende per la guerra

Caccia bombardieri da 15 miliardi. La crisi di un’Italia che spende per la guerra
aereo militare (foto di repertorio)

ITALIA & SPESE MILITARI. L’Italia spenderà circa 15 miliardi di euro per l’acquisto di 131 caccia bombardieri d’attacco F35 1. Una spesa al centro delle polemiche di questi giorni. La questione, sentita da milioni italiani, è questa: ci ripetono che c’è la crisi e siamo in emergenza. E in nome di questa emergenza ci chiedono sacrifici. Che bisogno c’è di spendere tutti quei soldi per aerei da guerra? Non potrebbero servire a qualcosa di più utile e urgente?

MA QUESTA PENALE ESISTE DAVVERO? Di fronte alla manovra ‘lacrime e sangue’ il ministro Giampaolo Di Paola non vuole rinunciare ai caccia. L’uscita dal programma militare Joint Strike Fighter F-35, siglato a Washington dallo stesso Di Paola nel 2002, quando era Segretario generale per la Difesa e gli Armamenti, comporta il pagamento di una penale. E in nome di questa altissima penale, il ministro ha più volte spiegato la sua posizione. Arriva però un’inchiesta del mensile Altreconomia 2 che smentisce questo fatto. I maggiori quotidiani e agenzie di stampa riportano che l’analisi del Memorandum of Understanding, sancente l’accordo tra paesi compartecipanti firmato dall’Italia nel 2007 , fa emergere come ogni Stato può ritirarsi con un preavviso di 90 giorni. E non si parla di multe ma solo del fatto che il Paese ‘ritirato’ dovrà continuare a sostenere finanziariamente e operativamente l’accordo fino alla data effettiva di ritiro. Se non fosse ancora sufficiente per avere quantomeno dei dubbi sulla scelta del governo italiano e le sue giustificazioni, viene anche reso note che, secondo il principio della distribuzione degli oneri tra i partecipanti, per l’Italia la spesa massima totale del ritiro potrebbe ammontare a 904 milioni. Molto meno di 15 miliardi!

UNA SPESA IN AUMENTO. Ma non è finita qui: la spesa degli aerei farebbe aumentare il costo del contribuente. Quello inerente alle fasi già attuate che al momento ammonta a 2,7 miliardi di euro (come emerge dallo studio di Altraeconomia).  Ricordiamo infine che altri paesi hanno fatto un passo indietro: Norvegia, Canada, Australia e Turchia. Paesi che hanno messo in discussione la loro partecipazione al programma, alcuni arrivando alla sospensione. L’Italia dovrebbe acquistare i primi quattro aerei quest’anno, e gli altri entro il 2023. La spesa totale prevista è di 13 miliardi di euro, ma alcune recenti stime basate sui dati del Pentagono – rese note in questi giorni – parlano di un costo finale di ogni veicolo a più del doppio di quanto previsto. Dunque, per l’Italia la spesa potrebbe ammontare almeno a 15 miliardi di euro.

UN PAESE DI CUI ESSERE ORGOGLIOSI? Quindi? Cosa vogliamo fare? Chiediamo sacrifici a tutti gli italiani in nome di un Paese che ancora vede tra le sue priorità la spesa militare? Qualcuno mi dirà che non è così ma i numeri sono chiari. Allora mi chiedo: l’Italia non è un Paese in pace? Se questi soldi verranno spesi per quegli aerei, un pezzo d’orgoglio che gli italiani sentono per il proprio Paese, forse svanirà per sempre, e non sarà nemmeno piccolo.

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1 Commento

  • Francesco

    L’Italia è al decimo posto NEL MONDO per la spesa militare, con l’equivalente di 37 miliardi di dollari spesi. Lo dice il rapporto annuale Sipri.

    Questa spesa è aumentata dell’1,3% rispetto all’anno precedente.

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