Giorno della Befana. Come re magi, in viaggio verso gli altri

Giorno della Befana. Come re magi, in viaggio verso gli altri
poveri (foto di repertorio)

ITALIA & MARGINI. Sono sempre loro, le persone “ai margini”, quelle di cui ci si dimentica. Tornano alla mente quando le si incontrano per strada o quando si legge un numero su un giornale. Secondo la Federazione Italiana organismi per le persone senza dimore, sono 60 mila. Stiamo parlando di chi vive in strada: stranieri che chiedono asilo, tossicodipendenti, homless… Sono tanti i cosiddetti “barboni”, termine secondo me poco bello. E secondo me sono anche di più, difficile avere un conto preciso.

ESERCITO DI INVISIBILI. Viene chiamato “l’esercito degli invisibili”. Esercito mica tanto, non ne hanno l’aspetto e di certo non sono così agguerriti, ma invisibili si. Invisibili nel senso che non li vediamo e se li vediamo, ci basta poco per dimenticarci che esistono. Ma esistono, sempre, anche nei giorni di festa come questi.  Mentre ci accingiamo a vivere questo ultimo giorno di festa natalizia, penso proprio all’origine dell‘Epifania, all’apparizione dei Re magi alla sacra famiglia. Al loro omaggio fatto di oro, incenso e mirra, alla strada che hanno percorso guidati da una stella. Alla fiducia con cui hanno intrapreso il cammino, certo che avrebbero trovato il bambin Gesù, colui che avrebbe cambiato la storia. E così, dopo due millenni, ricordiamo questi tre viaggiatori che portarono i doni al nuovo venuto. Anche loro sono rimasti nella storia, anche loro l’hanno cambiata.

IN VIAGGIO VERSO L’ALTRO. Al di là dell’aspetto religioso di questa ricorrenza e sorvolando sul fatto che i tre abbiano effettivamente seguito la cometa o meno, credo che questa storia valga la pena di essere ricordata. Ben vengano le calze piene di dolci che fanno contenti i bambini, ma ben venga anche – e soprattutto – il messaggio di questo “magico” viaggio che i tre magi compirono. Ben venga il messaggio secondo cui è giusto fare un lungo viaggio per cercare l’altro, il prossimo. Un prossimo a cui portare doni, e non solo simbolici. Portare qualcosa a chi non può riempire nessuna calza perchè non ha nulla, perchè la calza è  bucata, vecchia, rattoppata.

LA GENEROSITA’ OLTRE LA CRISI. E allora, sul finire di questo Natale, nel giorno della Befana, proviamo a guardare fuori e anche se fa male, proviamo a vedere gli altri, gli “invisibili” che invisibili non sono affatto. E’ stato un Natale di crisi? Per molti di noi sì, ma sono certa che la maggior parte delle persone anche quest’anno, arrivati al 6 gennaio, hanno la pancia che scoppia di cibo e magari, sotto l’albero, hanno ancora panettoni, spumanti e zamponi. Basta, non mangiamoli, non sforziamoci di mettere a tavola qualcosa che magari non ci va più. E anche se ci va, priviamocene. Sicuramente in ogni città c’è un luogo in cui si raccolgono cibo o coperte per i poveri e i senza tetto, che sia una parrocchia o la Caritas, o qualsiasi altra realtà del genere.. va bene tutto. Ancora più bello sarebbe scendere in strada e portare personalmente qualcosa a chi non ha nulla e possibilmente fare due chiacchere insieme. Esagero? sono sogni? Cominciamo a pensarlo e cominceremo a farlo. Ognuno di noi può fare qualcosa, e non solo per l’Epifania.

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