Spiagge italiane. ‘Rivoluzione commerciale’ in arrivo sulle aree del Demanio?

Spiagge italiane. ‘Rivoluzione commerciale’ in arrivo sulle aree del Demanio?
Spiaggia Rimini. Immagine di repertorio

DIRETTIVA EUROPEA BOLKESTEIN. Con la legge 217 del 15 dicembre parte il conto alla rovescia che dovrà portare in quindici mesi al recepimento della direttiva europea Bolkestein sull’utilizzo delle nostre spiagge. Una vera e propria bomba ad orologeria che colpirà tutto il settore del turismo balneare, cuore pulsante del costa romagnola. La legge infatti prevede che le attuali concessioni nella mani dei bagnini vengano assegnate secondo i principi della concorrenza, attraverso modalità che andranno definite nei regolamenti attuativi entro aprile 2013. Per chi lascerà la legge prevede la formula dell’equo indennizzo. Ci si interroga però sul criterio con cui si andrà risarcire chi eventualmente ha effettuato nello stabilimento balneare interventi milionari con piscine, discoteche, o vere e proprie beauty farm on the beach.
Varrà il valore di mercato dello stabilimento, oppure semplicemente il valore economico dell’attività ivi esercitata? Questo è il dilemma. Se il criterio fosse il primo si tratterebbe di cifre spesso superiori al milione di euro, se il metodo fosse il secondo i redditi dichiarati dai bagnini è nella maggioranza dei casi inferiore ai 10.000 euro. Cosa succederà di qui ad aprile 2013 è facile immaginarlo. Si tenterà di disinnescare la bomba facendo leva sulla peculiarità di questi esercizi commerciali e facendoli in qualche maniera uscire dalle competenze della direttiva europea. Associazioni di categoria, Amministrazioni locali ed esercenti gli stabilimenti balneari sono già al lavoro da alcuni mesi, ma per ora senza successo considerata la mossa prenatalizia del Governo Monti.


UNA BOMBA PRONTA AD ESPLODERE. La bomba se non verrà disinnescata esploderà pesantemente anche per le Amministrazioni locali che devono regolare le attività di intrattenimento sul territorio. La legge 217 prevede infatti che per favorire le attività turistico-balneari ai futuri concessionari non possano essere poste limitazioni di orario diverse a quelle delle altre attività turistiche e soprattutto che decadono tutti i vincoli stagionali, liberalizzando di fatto tutte le attività commerciali in aree demaniali. In sintesi stando alla legge ogni Bagno potrà avere il suo ristorante, il suo Bar o la sua Discoteca e tenerlo aperto tutto l’anno. E’ chiaro che sarà una manna dal cielo per tutti quegli operatori che vogliono fare feste in spiaggia, o ampliare la gamma dei servizi offerti, ma è anche lapalissiano che la decisione non tiene conto, almeno per ora, dei fragili equilibri tra attività esistenti sullo stesso territorio. Come potrà reagire un albergo sul mare alle ricorrenti feste, con frastuono e schiamazzi del bagnino? E soprattutto come potranno gli amministratori locali pianificare e regolamentare le attività di intrattenimento? Qui forse, sta il bandolo della matassa da cui potrebbe uscire qualche idea innovativa per migliorare il decreto del governo Monti attraverso i regolamenti attuativi su cui si lavorerà nei prossimi mesi.

MUOVI MODELLI. Le Amministrazioni locali infatti, dovranno cercare di elaborare un modello condiviso ed equilibrato di offerta turistica governando i rapporti tra imprese singole ed associate. Se la nostra Regione ed i nostri Comuni rivieraschi avranno la voglia politica ed il coraggio di esprimere un parere chiaro ed univoco anche il Governo Monti dovrà per forza tenerne conto. Si parla tanto di federalismo e di autonomie locali, ma quando si tratta di definire le strategie commerciali e di sicurezza ambientale delle spiagge si demandano tutte le decisioni a Roma? Che strano federalismo! Anche alle forze economiche e politiche locali spetta dunque l’ingrato compito di esprimere con chiarezza il proprio pensiero elaborando una proposta assennata. Per ora di amministratori con la fascia che preparano pullman di protesta a Roma non se ne vedono. Le idee in verità sembrano abbastanza confuse e le prime dichiarazioni pubbliche dei politici, lasciano pensare che nessuno abbia voglia di combattere una battaglia per garantire la voce delle autonomie locali e l’equilibrio economico del nostro modello turistico. E’ un’impressione, spero, sbagliata.

Michele Fiumi

Ti potrebbe interessare anche...

1 Commento

  • Faber

    Da contribuente mi auguro che il Governo faccia aste pubbliche tali da permettere allo Stato di incassare cifre importanti, revisionando, contestualmente, i canoni demaniali e assogettandoli ai valori di mercato (per tutti gli stabilimenti, non solo quelli incamerati).

Inserisci un commento

l'email non verrà visualizzata

opzionale