Ravenna. Via alle iscrizioni per le Scuole comunali dell’infanzia.

Ravenna. Via alle iscrizioni per le Scuole comunali dell’infanzia.
Scuola di infanzia. immagine di repertorio

RAVENNA & SCUOLE DELL’INFANZIA COMUNALI. Dal 17 gennaio al 3 febbraio si potrà presentare domanda di iscrizione alle 22 scuole comunali dell’infanzia per l’anno scolastico 2012/2013.Potranno fare domanda i genitori dei bambini nati negli anni 2007, 2008 e 2009 “ per i quali – sottolinea l’assessore all’Istruzione e Infanzia Ouidad Bakkali – ci sono però anche le opportunità di iscrivere i propri figli alle scuole d’infanzia statali e paritarie Fism. E’ bene ricordarlo, dal momento che queste due tipologie rappresentano altrettanti pilastri fondamentali sui quali si basa, con quello delle scuole comunali, il sistema integrato grazie al quale si riesce a garantire la quasi totale copertura della domanda sul territorio”. Per quanto riguarda le scuole statali, dove il costo del servizio è limitato alla sola ristorazione, e le paritarie Fism, che ricevono contributi dal Comune anche per il contenimento delle rette, la domanda va fatta alle relative segreterie.

Tornando alle domande di iscrizione alle scuole comunali, i moduli sono scaricabili da Internet all’indirizzo www.istruzioneinfanzia.ra.it (Notizie – Iscrizioni alle scuole dell’infanzia comunali a. s. 2012/2013) oppure si possono trovare all’Urp (via Da Polente 4, tel. 0544.482482) o nelle sedi degli uffici decentrati del Comune. Dal sito www.istruzioneinfanzia.ra.it è possibile anche effettuare l’iscrizione in modalità on line; sfruttando questa opportunità i cittadini potranno evitare spostamenti e lunghe attese. In alternativa il modulo va consegnato all’Urp (via Da Polenta 4, tel. 0544.482482) dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30, il martedì e il giovedì anche dalle 14.30 alle 16.30, oppure inviato tramite fax allo 0544.546018.
INFORMAZIONI IN LINGUA STRANIERA. Le famiglie che necessitano di informazioni in lingua straniera possono rivolgersi agli operatori della Casa delle Culture ( piazza Medaglie d’Oro 4, tel. 0544.591876) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
Rispetto alle attribuzioni dei punteggi, si è deciso di restringere la definizione di famiglia monogenitoriale ai seguenti casi: vedovanza, non riconoscimento da parte di un genitore, divorzio o separazione legale. Il doppio punteggio riconosciuto alle famiglie monogenitoriali relativamente alla situazione occupazionale dell’unico genitore presente sarà dunque attribuito solo in questi casi (nei casi di genitori non sposati e con due residenze diverse che di fatto convivono si riconosce il punteggio relativo al lavoro di entrambi i genitori, anche se con residenze anagrafiche diverse).
Inoltre, sulla scorta di quanto già avvenuto negli ultimi anni, continueranno i controlli a campione, o in caso di ragionevoli dubbi, sulla veridicità delle autocertificazioni rilasciate all’atto dell’iscrizione. I controlli sono effettuati direttamente dal Servizio nidi e scuole dell’infanzia oppure avvalendosi della collaborazione di altri uffici ed enti quali la Guardia di Finanza. Qualora dai controlli effettuati emerga la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, il dichiarante perde i benefici acquisiti con conseguente decadenza del posto assegnato e collocazione in fondo alla graduatoria e/o pagamento della tariffa massima e recupero degli eventuali arretrati. Incorre, inoltre, nelle sanzioni penali previste per le false dichiarazioni in materia di autocertificazione.

REGOLE &  MOTIVAZIONI.“Siamo consapevoli – dichiara l’assessore Bakkali a questo proposito – di quanto sia fondamentale l’accesso alle scuole dell’infanzia e a tutti i servizi collegati, sia in termini educativi per il bambino che in termini di sostegno alla famiglia. Proprio per questo riteniamo altrettanto fondamentale che ciascuno ne fruisca nel rispetto delle regole, perché si tratta di un rispetto dovuto a tutta la comunità. La collaborazione con la Guardia di Finanza ha già dato e continua a dare risultati. Recentemente ci è stata segnalata una situazione di dichiarazione mendace e si è quindi proceduto al recupero delle rette in quota massima, senza le agevolazioni ottenute con la falsa certificazione Isee, e alla relativa denuncia penale”.

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