Liberalizzazioni & spiagge. La fine del turismo balneare italiano?

Liberalizzazioni & spiagge. La fine del turismo balneare italiano?
in spiaggia (foto di repertorio)

LIBERALIZZAZIONI & SPIAGGE. La questione delle liberalizzazioni sta animando non poco il dibattito e il confronto italiano. In particolare, nelle aree sulla costa, risulta particolarmente caldo l’articolo 26, quello dedicato alle spiagge. 

GARA OGNI 4 ANNI. La novità al centro dell’attenzione è che in esso si prevede la gara pubblica per le concessioni del demanio marittimo per le attività turistico-balneari. Concessioni che dovrebbero avere una durata di 4 anni e che non sarebbero rinnovabili automaticamente. La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà, dunque, attraverso procedure a evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ai precedenti concessionari viene riconosciuto un diritto di prelazione, quando adeguino la propria offerta a quella del concorrente vincitore.

AL SINDACATO NON PIACE. Novità che non è vista di buon occhio dal presidente del Sib (Sindacato italiano balneari), Riccardo Borgo, secondo cui in questo modo sono favorite solo le grandi aziende come Eni o Snam, mentre il settore balneare italiano è composto soprattutto da migliaia di realtà a carattere familiare. Secondo Borgo coloro che potrebbero partecipare alle gare quadriennali, sarebbero solo i “grandi” con grandi somme di denaro a disposizione. Insomma il sindacato vede in questa novità un possibile tramonto dell’offerta turistica balneare italiana che da decenni poggia sul lavoro di tante famiglie.

 

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