Standard and Poor’s & Rating. Finalmente, l’Italia s’è desta?

Standard and Poor’s & Rating. Finalmente, l’Italia s’è desta?
Standard Poor's (foto di repertorio)

L’ITALIA & LA SERIE B. Finalmente!  Ci declassano, chissà perchè, è tutto da chiarire, ma reagiamo. Cominciando ( finalmente) col fare chiarezza su  chi sono  i ‘declassatori’, che ‘angeli del focolare‘ ( da quel che si sa) non sono e non lo sono mai stati. Per accendere la luce, quindi,  la  Guardia di Finanza ha avviato, con qualche inevitabile clamore,  le sue verifiche nella sede milanese nell’agenzia di rating Standard & Poor’s, su mandato della Procura della Repubblica di Trani. L’inchiesta prende in considerazione anche l’ultimo declassamento del rating dell’Italia, dello scorso 13 gennaio.

PM, LAVORIAMO A 360 GRADI E NON RISPARMIAMO NESSUNO. “Siamo qua a fare il nostro lavoro, stiamo lavorando a tutto tondo, a 360 gradi, senza risparmiare niente e nessuno”  ha detto  il sostituto procuratore di Trani Michele Ruggiero, che si è trasferito a Milano proprio per seguire le operazioni investigative in corso negli uffici di Standard & Poor’s. Il Pm non ha voluto aggiungere altro. In ogni caso, questa volta, pare non abbia l’intenzione di schiacciarsi un pisolino.

S’INDAGA ANCHE SU REPORT ANTICIPATI. Le perquisizioni avvengono anche in relazione all’anticipazione da parte di Standard&Poor’s dei report di declassamento e che quindi condizionerebbero a maggior ragione i mercati finanziari. Per questo sono indagati gli analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer che hanno firmato report negativi per l’Italia, tra maggio e luglio scorsi: sono inquisiti per insider trading (abuso di informazioni privilegiate) e market abuse. A proposito delle anticipazioni, per esempio, il 20 maggio 2011 gli analisti Zhang e Gill con la collaborazione e supervisione di Kraemer “divulgavano in un report l’avvenuto taglio dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo (‘Republic of Italy Outlook Revised to Negative On Risk Of Persistent High Debt Ratio; ‘A+/A-1+’)”. Non contestualmente ma solo il 23 maggio 2011 fu diffuso un altro report che spiegava perché la rivisitazione dell’outlook (‘Why we revised the Outlook on Italy To negative’): la semplice anticipazione – secondo gli investigatori tranesi – avrebbe contribuito a provocare “sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali”.

S&P: ACCUSE SENZA FONDAMENTO.  ”Standard and Poor’s è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti”. E’  stata la replica dell’agenzia di rating alle verifiche nella sede milanese ad opera della Guardia di Finanza e alle indagini della magistratura di Trani. Il problema per loro è che, questa volta, a difendere la propria reputazione c’è anche l’Italia. Stufa, da un capo all altro della Penisola, di vedersi bistrattare dal primo ‘pirla’ che ha voglia di dare aria alla bocca e  sparare sentenze ( talvolta) devastanti .
In Italia c’è la mafia, è vero,  come in tutti ( o quasi) i paesi del mondo, ma da noi ci sono anche i Falcone e i Borsellino. Da noi c’è Calciopoli, che non è un fenomeno gestito in Italia , ma da noi c’è anche Farina, il giovane calciatore del Gubbio che ha fatto saltare il ‘tappo’ dell’omertà. Da noi c’è un comandante alla Schettino, che abbandona la sua nave, ma anche un comandante alla De Falco o la gente del Giglio, rimasti sempre  ’sul pezzo’ quand’era urgente soccorrere e salvare vite umane.

Forse è ora che molti, dentro e fuori il Belpaese, comincino a raccontare le cose come stanno. Evidenziando del solito bicchiere, quanto è vuoto e quanto è pieno. Per ‘cogliere’ una complessità forse unica, ma  che può ancora ‘dire’ qualcosa. Perchè l’Italia se ha bisogno di rinnovare, non ha però perso  la sua inesauribile creatività. Utile a sè, ma anche agli amici attorno. ‘Crucchi’ compresi. Del resto,   nel suo millenario passato,  non ha forse fatto così,  più e più volte?

LE INDAGINI DI TRANI SU SPECULAZIONE RATING ITALIA . Comunque, sarebbero due i procedimenti paralleli in corso da parte del sostituto procuratore di Trani Michele Ruggiero sull’attività di agenzie internazionali di rating: il pm ipotizza i reati di aggiotaggio, manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate. Il primo procedimento, aperto nel giugno 2010 su denuncia di Adusbef e Federconsumatori, riguarda l’agenzia Moody’s e si riferisce al report diffuso il 6 maggio del 2010 a mercati aperti in cui si affermava che il sistema bancario italiano, in seguito al tracollo già allora in atto della Grecia, era tra quelli a rischio. La diffusione del report, che la Procura riteneva basato su “giudizi infondati e imprudenti”, provocò il crollo del mercato dei titoli italiani. Il secondo procedimento è stato avviato nella primavera 2011 sempre sulla base di denunce delle due associazioni per la tutela dei consumatori, e riguarda i giudizi espressi sul sistema italiano in tre differenti circostanze dall’agenzia Standard&Poor’s. In uno questi report, emesso il primo luglio 2011, l’agenzia di rating espresse giudizi negativi sulla manovra finanziaria aggiuntiva che il governo Berlusconi stava preparando e li espresse quando i mercati erano aperti, prima ancora che esistesse un testo definitivo della manovra e prima ancora che questo venisse presentato al Consiglio dei ministri. Gli altri due report messi sotto la lente di ingrandimento della Procura di Trani sono quelli espressi dalla stessa agenzia il 20 e il 23 maggio 2011 con giudizi negativi sul debito pubblico italiano. Le valutazioni di Standard&Poor’s in quelle circostanze determinarono, secondo la Procura, “la svendita dei titoli del mercato bancario e di quelli pubblici”. Nell’ambito di queste indagini la Procura di Trani ha sentito vari esponenti delle istituzioni italiane, tra cui l’ex premier Romano Prodi, Mario Draghi quando era governatore di Bankitalia, e Giulio Tremonti, quando era ministro. Sempre nel luglio 2011, il pm Ruggiero, accompagnato da alcuni ufficiali della Guardia di Finanza, si recò a Roma nella sede della Consob, per raccogliere dati e informazioni sul confronto che la stessa Autorità di Borsa aveva avviato con le agenzie di rating dopo la diffusione dei report. Dopo le valutaziioni negative di Standard’s&Poor dellla primavera estate 2011, infatti, la Consob aveva chiamato i vertici italiani delle agenzie di rating per chiedere chiarimenti e valutazioni.

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