Grecia come un’ombra ma Monti è ottimista. L’Italia uscirà dalla crisi?

Grecia come un’ombra ma Monti è ottimista. L’Italia uscirà dalla crisi?
Crisi (foto di repertorio)

ITALIA VERSO LA SALVEZZA? Tra Mario Monti e Angela Merkel c’è sintonia su almeno una cosa, e cioè che per affrontare e superare la crisi occorre puntare su riforme e mercato del lavoro. Credo che anche tanti italiani ed europei in generale, siano d’accordo su questo. Nel suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, la cancelliera tedesca ha chiesto ai leader economici e politici di dare tempo alla soluzione della crisi del debito, assicurando che l’Europa resterà unita. Dall’altro lato ha riaffermato che la vera sfida dei Paesi europei è quella di lavorare a riforme strutturali che creino più posti di lavoro, parallelamente alle misure di austerità già avviate.

IL TEMPO C’E'? Più posti di lavoro dunque, è questa la frase “magica”, il passaggio chiave che l’Italia – ed altri Paesi europei che non se la passano troppo bene – deve affrontare. Qualcosa si sta già facendo, almeno secondo la Merkel, la quale ha affermato che ciò che è stato fatto in Portogallo, Grecia, Spagna e Italia è molto più di quello che è stato fatto in passato.
Allora, forse, anche per noi italiani, si tratta di dare tempo al tempo? Tempo alle manovre affinché diano frutto? Probabilmente sì, probabilmente è abbastanza naturale che questa crisi sciolga i suoi nodi un po’ alla volta.
Più passa il tempo però e più sembra che questo tempo non ci sia più. Le tv raccontano di situazioni al limite, dentro e fuori le categorie che protestano. Le immagini che arrivano dalla Grecia fanno paura, sono come un’ombra che rischia di concretizzarsi anche in Italia: in tanti sono rimasti “sconvolti” nel vedere file di greci che consegnano le targhe delle auto perchè non possono più pagare l’assicurazione, o che vanno nei boschi a fare legna per riscaldarsi, perchè il gas non se lo possono permettere.

MONTI OTTIMISTA, GLI ALTRI? Eppure Monti è ottimista, e forse non può fare altrimenti se vuole continuare il suo lavoro. Dopo la riunione dell’Ecofin a Bruxelles, ha affermato: “Dal punto di vista politico queste tre settimane – ha precisato – hanno portato ad una evoluzione in senso positivo di sensibilità che sembravano cristallizzate”. “Il quadro è in evoluzione” ha detto, aggiungendo anche che iniziano a prendere forma i contorni per una via d’uscita dalla crisi. Eppure non sembrano crederci in molti e così la Confederazione dei sindacati europei (84 organizzazioni) ha proclamato per il 29 febbraio una “giornata di azione europea”, alla vigilia del vertice Ue, per protestare contro una risposta alla crisi che punta – secondo loro – solo sull’austerità.

 

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