Il discorso di Himmler, oltre la follia

Il discorso di Himmler, oltre la follia
Himmler visita un campo di prigionia (foto di repertorio)

Riporto uno dei discorsi più “famosi” della storia, tristemente famoso. Quello di Heinrich Himmler del 1943, il discorso di Posen (Polonia) ai suoi comandanti. Leggendo le parole che pronunciò ci si rende conto dell’enormità della follia di quel periodo. Sconvolge il modo fiero con cui quest’uomo – e con lui molti altri – credeva nel mito della razza e della superiorità di un popolo su un altro popolo. E’ da brividi sentire la decisione con cui comunica la necessità di fare pulizia di un popolo composto da quelli che lui definisce “animali umani”. E’ qualcosa che va oltre la follia, qualcosa che forse rimane indefinibile. Forse è meglio così, meglio non sforzarsi di comprendere simili convinzioni che causarono ingiustizie e atrocità, meglio ricordarle e basta. E ricordare non è una cosa da poco, ma è il minimo che bisogna fare affinchè una tragedia come quella causata dal nazismo non accada mai più.

Ecco il testo di Himmler, definirlo delirante è poco, secondo me.. e secondo voi?

È assolutamente sbagliato proiettare la nostra anima intrepida con i suoi sentimenti profondi, la nostra gentilezza, il nostro idealismo su popoli alieni. Un principio deve essere assoluto per una SS: dobbiamo essere onesti, corretti, leali e camerateschi con nostri consanguinei e con nessun altro. Quello che accade ai Russi, quello che accade ai Cechi, mi è assolutamente indifferente. Tutto il sangue buono che può trovarsi tra le diverse nazioni dovremo acquisirlo per noi, se necessario portando via i bambini e facendoli crescere tra noi. Che gli altri popoli vivano confortevolmente o muoiano di fame mi interessa solo nella misura in cui ne abbiamo bisogno come schiavi per la nostra cultura; a parte ciò, il loro destino non mi interessa affatto. Che 10.000 donne russe periscano per esaustione mentre scavano una trincea anticarro mi interessa solo nella misura in cui la trincea anticarro è completata per la Germania. Non dobbiamo essere rozzi e spietati se non necessario, è chiaro. Noi tedeschi che siamo il solo popolo al mondo ad avere un atteggiamento decente verso gli animali, assumeremo un atteggiamento decente anche verso questi animali umani, ma è un crimine contro il nostro stesso sangue preoccuparci di loro e attribuirgli ideali.
Vi parlerò qui con grande franchezza di un argomento molto serio. Dobbiamo ora discuterne apertamente tra di noi, ma non di meno mai accennarne in pubblico, così come non abbiamo parlato e non parleremo mai di quando il 30 giugno (1934) abbiamo eseguito senza esitare il dovere che ci era stato ordinato, mettendo al muro i camerati traditori e fucilandoli. E’ stata una forma di discrezione per noi ovvia, grazie a Dio, quella che ci ha spinto a non discuterne mai, a non accennarvi mai. La cosa ha fatto rabbrividire tutti, ma tutti sapevano che l’avrebbero rifatto se avessero ricevuto l’ordine e fosse stato necessario.
Mi riferisco alla evacuazione degli ebrei, allo sterminio del popolo ebraico. Si tratta di una di quelle cose che sono facili da dire. “Il popolo ebraico deve essere sterminato” sostiene ogni membro del partito. “E’ chiaro, è parte del nostro programma, la eliminazione degli ebrei, lo sterminio, ebbene, lo faremo”. Ma ecco che vengono tutti, gli 80 milioni di buoni tedeschi, e ognuno ha il suo ebreo decente da segnalare. Certamente gli altri sono maiali, ma questo è proprio un ebreo speciale. Di tutti coloro che parlano così nessuno ha dovuto assistere, nessuno ha dovuto sopportare. La maggioranza di voi sa che cosa significhi vedere cento cadaveri che giacciono insieme, cinquecento o mille. Essere passati attraverso tutto ciò e, a parte qualche caso, esempio di debolezza umana, essere rimasti decenti, questo ci ha reso duri. Questa è una pagina gloriosa nella nostra storia che non è mai stata scritta né sarà mai più scritta in futuro.
Noi però sappiamo quanto sarebbe tragico se oggi, con le incursioni aeree, le sofferenze e le privazioni della guerra, ci fossero ancora in tutte le città gli ebrei a sabotare, ad agitare e a provocare di nascosto. Ci troveremmo probabilmente nella stessa situazione del 1916 e del 1917, se gli ebrei fossero ancora avvinghiati al corpo del Volk tedesco.
Abbiamo sottratto agli ebrei le loro ricchezze. ho dato l’ordine tassativo – e l’Ober gruppenfuhrer delle SS Pohl l’ha eseguito – che tutte queste ricchezze siano, naturalmente, restituite al Reich. Per noi stessi non ne abbiamo trattenute. Individui che abbiano contravvenuto a questo principio saranno puniti conformemente a un ordine che ho emesso in principio e che minaccia: chiunque sottragga anche solo un marco morirà. Un certo numero di SS, non molti, hanno disobbedito a questo ordine e moriranno, senza pietà. Abbiamo il dovere morale, abbiamo il dovere verso il nostro stesso popolo di uccidere questo popolo che voleva ucciderci. Ma non abbiamo alcun diritto di arricchirci anche solo di una pelliccia, un orologio, un marco o una sigaretta o altro. Solo perchè abbiamo sterminato un bacillo, non vogliamo esserne infettati e morirne. Non permetterò che compaia anche un solo bubbone che metta radici. Se dovesse comparire, noi lo sradicheremo. Non rimarrò inerte a osservare che la minima infrazione trovi spazio qui. Laddove si verifichi, la cancelleremo insieme. Approssimativamente, comunque, possiamo dire di avere adempiuto questo compito per amore del nostro popolo. E non ne abbiamo sofferto danno nella nostra interiorità, nella nostra anima, nel nostro carattere.”

Eppure tutto questo è successo davvero.

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2 Commenti

  • Il professore

    Complimenti per questo sito perchè all’uomo di oggi bisogna raccontare cos’è stato il nazifascismo. Non paragono Himmler ad una bestia in quanto offenderei le bestie che amo tanto e vivono d’istinto e non godono dell’uso della ragione. Himmler è l’emblema del Satana sceso in terra. Una scena in particolare ricordo di lui: strappò un bambino alla madre per trasportarli entrambi, su camion diversi, nell’inferno del campo di sterminio.
    Il bambino, ovviamente, tentò di riaggrapparsi a sua madre, che cercò allo stesso modo di riprenderselo per mano.
    Satana Himmler scalciò la povera donna dopo aver spinto lontano il bambino. Aveva deciso, senza pietà, anche quelle due morti…
    Ricordiamole queste cose per non distrarci, rischiando di cascare nello stesso inferno.
    Amiamo la Democrazia anche quando, come oggi, tanti suoi nemici la maltrattano col loro losco comportamento imbrattandone l’immagine.
    E’ il nostro impegno di uomini liberi ed onesti, rispettosi di tutto e di tutti, che alla fine vincerà e muterà in meglio, com’è sempre avvenuto nella storia, il fiorire del nostro ” VIVERE LIBERI”.

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