Niente ‘pezzi di carta’, ma solo concorsi nel Pubblico impiego.

Niente ‘pezzi di carta’, ma solo concorsi nel Pubblico impiego.
Universitari

 CONCORSI E DIPLOMI DI LAUREA. Ma che cavolo sta succedendo? Liberalizzazioni, sì, ma come, dove, quando e quanto? Ne parlano un po’ tutti. A proposito e a sproposito, in un paese che ( se lo si sfida) ama poco ‘cambiare’. E dove i ‘forti’ difficilmente mollano ‘l’osso’ anche se questo, meglio ‘ciucciato’, renderebbe meno problematica ed ingiusta la nostra millenaria comunità.

D’ora in poi, infatti, sarà dato  meno peso ai titoli di studio nei concorsi pubblici, anche se ( formalmente) resta in piedi il valore legale degli stessi. ‘ Fatta la legge trovato l’inganno’, dicevano una volta. Nel senso che in un Paese dove ‘i furbi’ restano tuttora un gloria nazionale, ci si potrebbe trovare in posti di responsabilità davanti a soggetti ‘scelti’,
se non più dal titolo, dai soliti ‘amici degli amici’.
“ A me ‘scoccerebbe’ che il titolo perdesse il valore legale” ha sbottato – all’annuncio, anticipato sul giornale – un amico che, anni fa, prese la laurea con grave sacrificio suo e dei suoi ( non benestanti), tanto più che per raggiungere dalle colline dell’entroterra la città di Bologna dovette passarne di cotte e di crude, soprattutto nei rigidi e lunghi mesi invernali.

Ma, ‘ a scocciarsi questa volta ci sarà soltanto lui?

LE NUOVE DISPOSIZIONI. Vediamo cosa stanno progettando i Professori sull’argomento. “ A parte alcuni casi – recita il giornale – come la laurea in Medicina, dove non esiste disciplina comunitaria, la laurea peserà meno nelle selezioni per la Pubblica amministrazione. Non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea ( Economia o Giurisprudenza) e neanche in base al voto. Nella graduatoria finale, quindi, peseranno di più le prove di concorso ( che dovranno avere il via libera dell’Anvur) rispetto ai titoli di studio”.
Le prove del concorso. Vigilato da Anvur, ma deciso da chi, quando, come? Le solite domande, da cinici Italiani, con dentro le solite preoccupazioni. In questa maniera, magari benedetta in un Paese diverso, chi s’aggiudicherà le prove? Gli amici di chi indice il concorso o ( finalmente) i più meritevoli?

Un amico, anni fa, confessò ad un altro amico che venne chiamato a far parte d’una privatissima ‘commissioncina’ che avrebbe dovuto ‘preparare’ un certo manipolo di candidati da assumere in un ente elettrico lombardo. Gli organizzatori della ‘trovata’ fecero affluire candidati, di sera, e fino a tarda notte, da tutta le Regione. Lo scopo della ‘commissioncina’ , da quel che si capì che era quello di fornire ( anticipatamente) ‘chiarimenti’ sui test da risolvere. Secondo quella lontana esperienza bastava, dunque, prendere appunti, tenere bene in mente ‘i chiarimenti’, presentarsi al concorso e … fare bella figura!

Siamo cambiati da quella volta? O non sussiste tuttora il pericolo, più o meno diffuso a seconda dei casi, di umilianti ‘sorprese’ ? Non sarebbe meglio, nonostante tutto, mantenere una ‘base’ legale di titoli da cui attingere, sia pure  attraverso un concorso, controllatissimo, ci mancherebbe, dove fare emergere i più bravi?

Le intenzioni dei Professori al Governo sono buone e sante. Ma è sicuro che, costoro, normalmente relegati tra una biblioteca e l’altra, tra qualche cattedra e qualche viaggio, siano correttamente consapevoli su dove stanno ‘calando’ l’innovazione?  Non è che, qui, andremo di meglio in peggio?

Un ragazzo si chiede: “ Oggi, molti, tanti, troppi, vanno a scuola per il pezzo di carta, domani non c’è neanche più quell’incentivo”.
Che se anche così fosse, non creerebbe un dramma. Andare a scuola per un ‘pezzo di carta’ non giustifica esborsi, fatica e tempo perso, in nessun caso, anche se questo t’apre le porte di qualche concorso pubblico. A scuola bisognerebbe andare per conoscere e per prepararsi. Tutto giusto. Il problema però che resta è quello che, per selezionare la gente giusta al posto giusto, non è dato a sapere se bastino  concorsi più o meno autorizzati in un Paese dove anche un bambino ti può sbattere in faccia, con tutto il candore di questo mondo,
l’adagio: “ Fatta la legge trovato l’inganno!”.

In compenso, in altro versante, tutti i certificati saranno fatti on line e in tempo reale, dalla nascita alle nozze.

Ro. Va.

 

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