Neve, diario di bordo del viaggio nell’inferno bianco.

Neve, diario di bordo del viaggio nell’inferno bianco.
Neve , foto di Michele Fiumi

FORLI’, STRADA PROVINCIALE 254. Alle 15 di ieri mi trovavo sulla cervese, la strada provinciale 254 che collega Forlì a Cervia. Dopo parecchie ore di intensa precipitazione nevosa risultava una impraticabile lastra di ghiaccio e neve. Sembrava di essere caduti dentro un incubo, un vero e proprio inferno bianco, con la coltre nevosa che cresceva a vista d’occhio, le macchine a passo d’uomo e i camion e bus di traverso sulla carreggiata.

CAMION E AUTOBUS NEL PANICO. Nel tratto tra la zona industriale di Forlì e Carpinello subito dopo il ponte, un bus dell’ATR di linea era appena scivolato con la ruota nel fosso e aveva creato il primo di una serie di ingorghi infiniti.
A poca distanza, 500 metri più avanti, il tram nr. 12 si era invece adagiato tra il fosso e una cancellata. Poco più avanti prima dell’ingresso a Carpinello due camion rimorchio, per evitare di toccarsi al centro della carreggiata stavano pericolosamente slittando verso il fosso ed avevano completamente bloccato la circolazione. Nel frattempo ovviamente la fila dei mezzi attendeva che qualcuno intervenisse a sbloccare la situazione, ma non si vedeva uno straccio di soccorritore!

Dopo circa mezz’ora, grazie all’intervento salvifico di un trattore dotato di spalaneve uno dei camion è stato spinto da tergo e la situazione su quel tratto si è sbloccata. Macchine e Camion di dimensioni enormi continuavano ad affluire nell’arteria senza che nessuno avesse avuto l’idea di bloccare il traffico della cervese. Bilici, rimorchi, camion frigor tutti allegramente su quel tratto di viabilità che notoriamente è una carreggiata molto ristretta e che, causa la forte nevicata, si era ulteriormente resa ostile al passaggio dei mezzi pesanti. Superata la rotonda di Pievequinta un sospiro di sollievo mi sopraggiungeva, ignaro che le sorprese sarebbero proseguite.

Nel tratto fino a Caserma alcune auto erano ai lati nei fossati, una addirittura capovolta. Molti avevano parcheggiato o abbandonato l’auto o il furgoncino stante l’impossibilità, senza gomme termiche o catene da neve, di condurre i mezzi in salvo. Nel frattempo arrivato a Caserma un altro camion articolato si era posizionato di traverso all’incrocio principale ed attendeva trattore di turno che lo spingesse di nuovo in carreggiata. Poco più avanti vicino ad una delle tante curve pericolose un camion da trasporto con rimorchio si era posizionato come una freccia in mezzo alla strada lasciando solo un pertugio al passaggio delle auto sul filo del fossato. Poco prima dell’ingresso sulla E45 a Casemurate anche un trattore si era arreso alla grande neve, nel fosso. Un viaggio nell’inferno bianco dal quale sono uscito, con qualche stress, miracolosamente illeso. Dopo circa tre ora di viaggio nel blizzard ero arrivato a Cervia!

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