Sette nomi per sette vie. A Ravenna sette strade intitolate a personaggi di cultura e di coraggio

Sette nomi per sette vie. A Ravenna sette strade intitolate a personaggi di cultura e di coraggio
Resistenza (foto di repertorio). A Ravenna alcune vie sono state dedicate a personaggi della Resistenza

RAVENNA & NOMI STRADE. Su proposta di Massimo Cameliani, assessore ai Servizi demografici, la giunta ha approvato l’attribuzione di sette nuove denominazioni ad altrettante strade del territorio comunale, scaturite dalla prima riunione della nuova commissione toponomastica, che ha esaminato proposte pervenute dagli stessi suoi componenti o da soggetti esterni.
La commissione toponomastica, presieduta dallo stesso Cameliani, è composta da: Roberta Baldassari, Franco Gabici, Claudia Giuliani, Anna Maria Iannucci, Antonio Nivellini, Enzo Tramontani, Filippo Trerè, Gloria Dradi e Giovanni Montanari.

NOMI E VIE. A Madonna dell’Albero, una strada di pertinenza di una nuova lottizzazione su via Cinquantasei martiri sarà intitolata a Domenico Marzaloni, di Madonna dell’Albero, morto a 19 anni il 16 novembre 1944 per l’esplosione di una mina che stava cercando di rimuovere per evitare che qualcuno si ferisse o morisse.
La nuova strada di Fosso Ghiaia prospiciente via Tre lati si chiamerà via dei Continenti.
L’area verde attrezzata prospiciente via del Liscio assumerà la denominazione di giardino Romagna Mia. La strada parallela a via Lama, in zona Bassette, sarà intitolata a Maria Bassi, figura di spicco della Resistenza, insignita della stella al valore del comando delle Brigate garibaldine, attivista sindacale protagonista delle lotte del dopoguerra alla guida del sindacato tessile della Cgil.
A Castiglione, due strade della nuova lottizzazione su via Marino Morini saranno intitolate a don Giuseppe Bartoli, arciprete della parrocchia e fondatore del ricovero per anziani, e a Umberto Foschi, docente di lettere, insigne studioso di tradizioni romagnole.
L’area verde di Gambellara tra via Chiesa e via Gambellara sarà intitolata ad Anacleto Benedetti, ufficiale fatto prigioniero dai tedeschi nel 1943 e trasferito in vari lager della Germania, poi direttore dell’ufficio studi dell’Unione italiana imprenditori dirigenti, pubblicista di riviste italiane e straniere, autore di contributi vari sui problemi educativi.
Si è inoltre deciso di denominare Bacino di largo Trattaroli la zona comprendente le aree di circolazione via Baiona e via Trattaroli e di attribuire alla via Castello di Ravenna, in borgo San Rocco, la precedente denominazione di vicolo Castello di Ravenna, per evitare anche l’omonimia con una strada di San Pietro in Vincoli.
Infine via Bendazza, a Sant’Antonio, a seguito di lavori di messa in sicurezza volti a separarla da via Canalazzo tramite una aiuola spartitraffico, inizierà dall’incrocio con via Pile e il tratto tra via Pile e via Guiccioli, che prima faceva parte di via Bendazza, diventerà parte di via Canalazzo.

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