Neve su di noi. Il ritmo della natura
La neve dice ‘basta’. La neve dice di fermarsi un attimo, anzi, meglio qualche giorno. Vi scrivo dalla Romagna, e sapete che bianca situazione sta vivendo questa solare terra nelle ultime giornate. La costa è sotto la neve da diverse ore, l’entroterra è sommerso dalla neve da giorni, soprattutto il forlivese e il cesenate. Per non parlare delle zone di collina e di montagna, in cui sono ormai decine i paesini e le frazioni isolate.
In alcune città è stato chiesto aiuto anche all’esercito. Servono braccia forti e veloci! Nonostante molti comuni avessero comunicato di essere pronti ad affrontare l’emergenza neve, alla prova dei fatti non tutto è andato liscio. Oltre al ‘famoso’ treno fermo per ore tra Forlì e Cesena, tanti i disagi sulla E45 che è stata chiusa e su altre strade i problemi sono notevoli. Da ogni parte della Romagna sono arrivate notizie di tetti che hanno ceduto, di rami caduti sotto il peso della neve, e poi, ancora peggio, di famiglie rimaste senza luce, acqua o riscaldamento.
Tutti operativi: tecnici comunali, forze di polizia, Protezione Civile e tanti altri ‘personaggi’ che lottano contro questa emergenza.
Io, che vivo in un paese attraversato dalla Via Emilia, posso dire che l’antica strada romana è agevolmente praticabile, andando piano e con le catene, o gomme antineve. Questo vale per il tratto che posso ‘vivere’ io e che va circa da Cesena a Rimini.
Le macchine, con la neve, vanno più piano o rimangono nel garage. Così, pensavo oggi che, emergenze a parte, la neve non è poi un gran male.
Tralasciando l’aspetto della bellezza che dona al paesaggio (che meriterebbe un lungo discorso a parte), direi che questa bianca ‘cosa’ che scende dal cielo ci ricorda che se vuole la natura decide ancora sugli uomini. Se ne ha voglia, è ancora lei a dare il ritmo alla nostra vita.
E quando gli uomini ne prendono atto e si adoperano senza agitarsi per aiutarsi a vicenda e godersi – per quello che è possibile – lo spettacolo della neve – credo che sia una buona cosa. Si percepisce una comunione tra uomo e natura, come se la neve fosse venuta ad accorciare la distanza tra la terra e il cielo, tra gli uomini e quello che hanno sulla testa. Chissà quante persone in questi giorni hanno alzato gli occhi al cielo, dopo tanto tempo che non lo facevano.




at 16:40
spero che tutto cio’ serva a riflettere sul nostro ESSERE NIENTE…possiamo comunicare in secondi, viaggiare a tempi record, andare nello spazio, possiamo devastare le leggi naturale sulle nascite di uomini e animali, cambiamo le origini della flora, ma NIENTE E NESSUNO puo’ fermare il Creato. Dunque forse sarebbe bene riflettere sul male che facciamo mancando di rispetto al Creatore che ci ha regalato un paradiso, che noi non apprezziamo…forse bene riflettere se un giorno questo nostro PADRONE di casa decidesse di darci lo sfratto e sostituire gli inquilini….non avrebbe bisogno di molti atti…gli basta muovere le SUE creazioni…