Washington – Roma, un’alleanza che ora conta di più. Tre ottimi risultati per Mario Monti.

Washington – Roma, un’alleanza che ora conta di più. Tre ottimi risultati per Mario Monti.
Mario Monti, uomo di copertina di Time. Immagine di repertorio

WASHINGTON – ITALIA. Tre strike in un colpo solo per il prof. Mario Monti. Ieri  ha portato a casa ben tre ottimi risultati positivi dall’incontro con Barak Obama: la piena “fiducia” del Presidente degli Stati Uniti, il riconoscimento del Congresso Usa che guarda con grande interesse alla “svolta” italiana ed infine la copertina del prestigioso settimanale Time che gli dedica la prima pagina chiedendosi se riuscirà a salvare l’Europa.

Ho piena fiducia nella leadership di Monti e spero possa traghettare l’Italia attraverso questi tempi difficili”, è stato il commento di Obama dopo aver ricevuto Monti alla Casa Bianca.
Voglio solo dire quanto noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il governo di Mario Monti in Italia. E’ importante vedere che in una fase come questa, la collaborazione può e deve crescere. La relazione tra Italia e Stati Uniti non è mai stata così forte“, ha aggiunto il presidente americano. Parole molto importanti, che vanno ben oltre il significato letterale o retorico poichè rappresentano quella ‘dose di fiducia’ che è indispensabile all’Italia per riacquistare credibilità a livello internazionale e uscire dal ‘girone dantesco’ della Tripla B.

Non a caso, proprio ieri, sulle piazze finanziarie, lo spread BTP-BUND ha continuato a calare attestandosi sotto quota 350 alla chiusura della borsa, il minino dall’inizio dello scorso settembre, mentre l’interesse del BTP è sceso sotto la soglia del 5.5%.

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha espresso soddisfazione per le riforme messe in campo dal governo Monti: “Il Fmi plaude alle ambiziose misure di correzione prese dal governo italiano e stimiamo che il consolidamento del debito in corso porterà al risanamento del bilancio. Vorrei sottolineare la grande fiducia che abbiamo nei confronti dell’Italia e del suo futuro, del governo Monti e verso il popolo italiano“.

L’Italia ce la farà, quindi? Se ci crede ‘Mario’, perchè non crederci tutti?

OBAMA GIOCA LA CARTA MONTI PER L’EUROPA. Monti l’uomo che può salvare l’Europa, ma da che cosa? Alla copertina dell’edizione europea di Time magazine risponde il presidente Obama nell’incontro alla casa Bianca, ieri, con il presidente del Consiglio: l’eurozona deve investire in programmi di crescita, il rigore teutonico della gestione dei conti pubblici non è la soluzione.

L’amministrazione Obama combatte da mesi in America una strenua battaglia contro la ‘ricetta-tutta-tagli-alla-spesa’ dei Repubblicani e i primi segnali di ripresa dell’economia hanno bisogno di tutto tranne che di un’Europa che contrae consumi e investimenti e precipita in recessione, magari con il plauso dei paladini dell’austerity e del rigore, proprio prima delle elezioni di novembre per la Casa Bianca.
E’ lo stesso Obama, quindi,  a dire che occorre potenziare i firewall. Lo stesso messaggio più volte lanciato dal premier italiano che ritiene insufficienti le risorse attualmente attribuite al fondo salva Stati europeo. E proprio la cancelliera tedesca è stata la convitata di pietra nel colloquio alla Casa Bianca. E’ stato lo stesso Monti a rivelarlo ai giornalisti incontrando la stampa all’ambasciata italiana. Obama ha voluto sapere una nostra “valutazione” su come interagire con Berlino, ha spiegato il professore.

COME CONVINCERE ANGELA?  Obama , in altre parole, ha chiesto a Monti la chiave magica in grado di scardinare la rigidità di Angela Merkel sulla ricetta anti crisi:  ” Il suo suggerimento è di non insistere nel chiedere di usare il surplus commerciale della Germania e l’avanzo di bilancio per sostenere la crescita perché, ha spiegato, i tedeschi hanno una visione “morale” dell’economia“. Ma scettico Monti che afferma  è come se non avessero fatto propria la lezione di Adam Smith e fossero rimasti ancorati all’economia ramo collaterale della filosofia morale” .
Meglio, piuttosto, chiedere a Berlino di far propri i ‘consigli’ dell’Ocse: aprire di più il mercato interno tedesco, introdurre liberalizzazioni nei servizi. Anche se la Germania, ha riconosciuto Monti, è “poco sensibile” a queste argomentazioni.

La Germania, ha aggiunto Monti, è “poco sensibile” a queste argomentazioni ma ciò “non significa che sia chiusa la linea della persuasione”. E su questo, ha rimarcato, Roma e Washington hanno “appunti condivisi” e cioé una identica visione su come si debba procedere. Tra l’altro, ha riferito ancora Monti, “ho portato due o tre messaggi di Angela Merkel in materia di politica economica”. C’é anche molta Italia nella trasferta americana di Monti. In un’intervista alla rivista americana Time il premier auspica di poter cambiare modo di vivere e cultura degli italiani, ma anche di superare gli impedimenti alla crescita eretti dal potere di gruppi di interesse legati al potere pubblico. L’auspicio con cui Obama si è congedato da Monti (“Le auguro il meglio possibile nei mesi a venire”) forse si riferiva anche a questo.

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