Panico neve sul Cesenate. Sogliano a/R e la ventenne di Trento.
L’EMERGENZA NEVE SU RIMINESE E CESENATE. Quando questi giorni, queste ore, saranno solo un ricordo statistico, si perderà anche la preoccupazione al limite del panico che ha preso a serpeggiare, soprattutto nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 , sulle colline dell’Alta Valmarecchia e del Cesenate. Sono stati i borghi più antichi ma anche i più isolati a dover sostenere un assalto nevoso di cui, anche i più anziani, non ricordano confronto. Da una parte sulla Valmarecchia, oltre Novafeltria, Torricella, Perticara, Miratoio, Cateldelci, solo per citarne alcuni; dall’altra, sull’Alto Rubicone, oltre a Sogliano, Savignano di Rigo, Montetiffi, Monte Petra, anche qui solo per citarne alcuni.
ULTIMA ORA DA SOGLIANO AL RUBICONE. L’assessore Dante Orlandi, del comune di Sogliano al Rubicone, stamane aggiorna: “ Stiamo cercando di fare l’impossibile davanti ad una situazione senza precedenti. Il sindaco, che nei giorni scorsi è salito perfino sul suo tetto a spalare neve per evitare drammatici ‘sfondamenti’ , soprattutto nelle abitazioni più vecchie, non lesina tempo e sforzi. Così anche noi dell’Amministrazione. Coadiuvati dal Coc comunale, dalla Protezione civile, dalle forze dell’Ordine, dalle associazioni ( Cri e Auser), dai Consigli di Frazione, dai volontari e da altri ancora; inoltre, nel convento delle Agostiniane è stato allestito un ricovero per sfollati con 60 posti letto, mentre la ProLoco s’è velocemente attrezzata davanti all’emergenza per fornire di pasti i numerosi volontari accorsi su queste colline”.
Tra i volontari e le altre forze accorse è difficile distinguere il livello di abnegazione e solidarietà. Se ci fosse un premio bisognerebbe assegnarlo in blocco. Ad esempio, ai Vigili di Fuoco di Sondrio e Bolzano o ai volontari di Trento, dove si sta distinguendo tra gli altri una ventenne che, pala alla mano, collabora senza soluzione i continuità. Un vero, silenzioso, anonimo, esempio di solidarietà umana che secondo i luoghi comuni attuali sembrerebbe difficile rintracciare in una giovane della sua età.
I CONSIGLI. “ Preghiamo tutti – sottolinea ancora Dante Orlandi, dal suo posto nella bufera sull’Alto Rubicone – di restare in casa. Siamo cercando di aprir i varchi per raggiungere i borghi e le case isolate. Abbiamo un quadro abbastanza completo grazie a quanti collaborano. Soprattutto nella speranza che, da domani almeno, torni una tregua”.
Una tregua, sì, mai così attesa, se non proprio la fine di un incubo che ( senza tema di smentite) su queste colline non aleggiava da secoli.
Roberto Vannoni



