Mamme in carriera, stressate ma felici.

Mamme in carriera, stressate ma felici.
Mamma in carriera, stressata ma felice. Immagine di repertorio 2

MAMME STRESSATE O FELICI? Un bilancio tra luci ed ombre quello che sembra emergere da due diverse ricerche condotte negli Stati Uniti sulle donne che diventano madri ma non lasciano il posto di lavoro.

Le “mamme in carriera” sono soggette a disturbi di tipo fisico e psicologico in percentuale molto più alta rispetto alle “colleghe” casalinghe ma sono più felici.

LE RICERCHE. Secondo lo studio della Michigan State University pubblicato su American Sociological Review l’impatto della cosiddetta condizione di multitasking che vive un sempre maggior numero di donne lavoratrici ha un grosso impatto sulla loro salute fisica e psichica e, visto il crescente numero di donne interessate, rischia di diventare un serio problema di salute pubblica dei prossimi anni.
I ricercatori hanno studiato per un anno 368 madri e 241 padri di 500 famiglie residenti in otto aree metropolitane e della provincia americana, quando entrambi i coniugi lavorano sono le donne a essere più stressate e questo stress cronico, aumentando la loro vulnerabilità, può essere la scintilla che innesca molte malattie. Nell’arco della settimana le donne erano impegnate in attività di multitasking 9 ore più dei mariti e quasi 48 in più nell’accudimento dei figli, impegno a cui i padri dedicavano solo 39 ore.

La  ricerca punta il dito, quindi, contro una società che supporta decisamente poco le donne che scelgono di avere una famiglia pur non abbandonando le giuste esigenze e aspettative di carriera. Pochi aiuti, poche leggi a supporto e scarse strutture di sostegno portano la donna a dover modificare la propria vita cercando un equilibrio difficile da ottenere.

Dall’altra parte, però, un’altra ricerca evidenzia che il “morale” è comunque alto. In pratica la mamma in carriera sarebbe più felice di quella che decide di scegliere il lavoro della casalinga. Come confermato da un altro studio pubblicato sul Journal of Family Psychology dall’Università del North Carolina, le donne lavoratrici a tempo pieno (64% del campione) o part-time (12%) presentano un livello di depressione inferiore a quello delle casalinghe (24%). Al contrario di chi resta a casa che rischia di rimanere socialmente isolata,  le donne lavoratrici hanno più stimoli, si confrontano con nuove idee, sono anche quelle risultate in grado di gestire meglio il tempo libero leggendo o frequentando da sole o con i familiari teatri, palestre, club, cinema.

Probabilmente, come spesso avviene, la verità è a metà e maggiore attenzione al problema contribuirebbe certamente a migliorare la condizione della donna e dei rispettivi mariti/compagni.

 

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