Fondi per la ricerca. Quasi 2 milioni di euro per 38 borse in Emilia Romagna

Fondi per la ricerca. Quasi 2 milioni di euro per 38 borse in Emilia Romagna
Ricercatrice (foto di repertorio). Fondi per la ricerca

EMILIA ROMAGNA & RICERCA. La Regione finanzia 38 borse di ricerca in 11 temi strategici per l’Emilia Romagna con oltre un milione e 800 mila euro. Con la Fondazione Marco Biagi bandite altre 2 borse in memoria di Paola Manzini. 
Dai materiali compositi intelligenti alle nanotecnologie per l’oncologia, dagli alimenti funzionali alla progettazione delle ‘città compatte’. Sono alcuni dei temi di cui si occuperanno i dottorandi degli 11 progetti finanziati dalla Regione con risorse del Fondo Sociale Europeo attraverso il Consorzio Spinner, perché ritenuti strategici per l’Emilia-Romagna e in linea con il Piano Territoriale Regionale. Gli 11 progetti, selezionati tra 67 presentati complessivamente dagli atenei regionali in collaborazione tra loro, prevedono la realizzazione di 38 dottorati di ricerca, con un finanziamento di 1 milione e 846 mila euro, pari a 48.600 euro per ciascuna borsa di dottorato. I progetti di ricerca sono stati illustrati a Bologna nel convegno “Spinner 2013 per i dottorati di ricerca”, con l’obiettivo di valorizzare l’investimento regionale sui progetti di dottorato e creare una prima occasione di conoscenza tra i gruppi di ricerca coinvolti, i dottorandi finanziati e le istituzioni coinvolte. Con questa iniziativa la Regione intende mettere a frutto le competenze scientifiche presenti in Regione nei settori strategici per il territorio e rafforzare e qualificare da una parte la collaborazione tra diversi atenei e dall’altro l’occupazione nell’ambito di ricerca e sviluppo, facilitando le opportunità di inserimento lavorativo di giovani altamente qualificati.

I PROGETTI. Saranno 4 i progetti coordinati dall’Università di Bologna, 3 dall’ateneo di Modena e Reggio Emilia, 3 da quello di Parma e 1 dall’Università di Ferrara. Le 38 borse di ricerca sono così suddivise: 13 all’Università di Bologna, 9 a Parma, 8 a Modena e Reggio Emilia, 7 all’Università di Ferrara e 1 alla sede piacentina del Politecnico di Milano. Gli atenei hanno già pubblicato i bandi e selezionato i dottorandi che lavoreranno per tre anni – da gennaio 2012 a dicembre 2014 – alla realizzazione dei progetti. In accordo con la Fondazione Marco Biagi, Spinner 2013 ha inoltre finanziato altre due borse di ricerca per altrettanti percorsi di dottorato, dedicati alla memoria dell’onorevole Paola Manzini, l’assessore regionale alla Scuola e alla Formazione prematuramente scomparsa nel 2009. Un progetto di ricerca analizzerà gli indicatori di benessere collettivo con un approccio trasversale agli ambiti di psicologia, sociologia, filosofia ed economia, mentre il secondo studierà l’evoluzione delle professioni e degli ordini in correlazione allo sviluppo del territorio.

“La novità di questo progetto – ha commentato l’assessore regionale all’Università e ricerca, Patrizio Bianchi – è che noi finanziamo le reti, non le singole università con questo o quel calibrino: abbiamo chiesto che i ricercatori della nostra regione si mettessero assieme e facessero delle proposte di ricerca. Così la Regione investe sul suo vertice educativo, dopo aver lavorato per fare un’intera impalcatura che va dalla formazione professionale a quella tecnico-superiore fino al dottorato. Elemento fondamentale è spingere tutti a lavorare insieme su grandi temi di dimensione europea: su questo abbiamo anticipato la legge nazionale e Orizzonte 2020 che è il nuovo programma della Comunità europea. Ciò perché la Regione Emilia-Romagna ha l’ambizione di essere avanti: credo sia il nostro tratto distintivo e anche il nostro dovere”.

“Abbiamo introdotto reti di dottorato fortemente connesse con le grandi traiettorie strategiche della Regione Emilia-Romagna, ha aggiunto Paolo Bonaretti, presidente del Consorzio Spinner –, finanziando undici delle 67 proposte giunteci da gruppi di ricerca, e la valutazione è stata fatta proprio su quelle tematiche che hanno un futuro per lo sviluppo regionale. E’ stato inoltre uno dei primi momenti in cui abbiamo sperimentato la rete delle Università dell’Emilia-Romagna, che costituirà uno degli assett fondamentali per il futuro della regione”.

L’evento di questa mattina è il primo appuntamento di una serie che si svilupperà nel corso dei tre anni di durata dei percorsi di ricerca. I risultati dell’attività di ricerca saranno valorizzati e condivisi con i principali attori economico-istituzionali del territorio, per avviare nuove relazioni tra il mondo accademico e quello industriale e sostenere lo sviluppo della regione.

Ti potrebbe interessare anche...