Mediterraneo e rivolte arabe. Anche l’Occidente deve riflettere

Mediterraneo e rivolte arabe. Anche l’Occidente deve riflettere
Il Mediterraneo degli altri, copertina (immagine di repertorio)

MEDITERRANEO & LIBRI (oltre l’Europa). I paesi del Mediterraneo, con i loro problemi economici, politici e sociali, da sempre presenti ma che non conosciamo fino in fondo. Paesi in cui da tanto tempo le persone sopravvivono in mezzo a continue lotte e crisi interne ed esterne. Rony Hamaui e Luigi Ruggerone in Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia (Egea 2011, 184 pagg.), cercano di offrire una chiave di lettura di quella parte del mondo.

FATTI & CONVIVENZE. Secoli di differenza fra il mondo islamico e quello cristiano non hanno facilitato la conoscenza reciproca, ma “l’analisi socio-economica da sola non è in grado di spiegare compiutamente le rivolte arabe” scrivono gli autori, “sia perché tale situazione dipende anche da variabili politico- culturali, sia perché le folle in piazza hanno chiesto prima di tutto democrazia e buon governo”. Il terrorismo islamico degli ultimi decenni, la presunta “guerra fra le civiltà” e la “lotta al terrore” infatti non hanno fatto che aumentare l’ignoranza e l’incomprensione reciproca. Il libro si propone di ripercorrere gli avvenimenti e le cause in paesi come la Tunisia, l’Egitto, l’Algeria, la Libia e la Siria, analizzando fatti e avvenimenti in modo non scontato e lontano da quello che la cronaca ha fatto conoscere. L’obiettivo è aumentare le conoscenze di questa regione, Nord Africa e Medio Oriente (Mena), utilizzando molte fonti che pescano dall’economia alla politologia, dalla storia alla geografia, senza dimenticare la cultura e la religione.

“E’ sul terreno macroeconomico che si giocherà la partita più importante nei prossimi anni” affermano gli Hamaui e Ruggerone, “ Se è vero che il problema principale è stato un modello di sviluppo troppo chiuso e poco propenso a integrarsi col resto del mondo, solo un diverso atteggiamento politico-culturale verso l’esterno potrà permettere alle economie dei paesi arabi di trovare il giusto ritmo di crescita” . Occhi particolarmente critici, quelli degli autori, che guardano alle rivolte dalla prospettiva dei vicini di casa combattuti tra il desiderio di affermare uno stato di democrazia e la paura di perdere l’egemonia del Mare Nostrum col timore di una conseguenza piena di trappole.

RIFLETTERE. Dal canto suo l’Occidente dovrebbe riflettere sull’atteggiamento politico-culturale che fino ad oggi ha caratterizzato i rapporti col mondo arabo. La scarsa partecipazione alla globalizzazione dei paesi Mena sembra aver obbedito a logiche dettate esclusivamente dagli interessi dei paesi dell’Occidente, ma il cammino verso la democrazia è iniziato. “Seppure il futuro dell’area sia in larga misura nelle mani dei governi che nasceranno dalle rivolte” affermano gli autori, “l’Europa dovrebbe provare ad immaginare un bacino mediterraneo più integrato e meno schiavo dei propri timori”.

GLI AUTORI. Rony Hamaui è amministratore delegato di Mediofactoring – Intesa Sanpaolo e professore a contratto di Economia monetaria all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ autore di numerosi articoli scientifici e libri riguardanti gli intermediari, i mercati finanziari internazionali e la finanza islamica. Luigi Ruggerone è responsabile dell’ufficio Rischio Paese presso la direzione Risck Management di Intesa Sanpaolo e professore a contratto all’università Bicocca e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Economia dei mercati emergenti.

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