Semplificazioni. Meno divieti per la somministrazione temporanea di bevande e alimenti

Semplificazioni. Meno divieti per la somministrazione temporanea di bevande e alimenti
Somministrare bevande (foto di repertorio)

DIRITTO & SEMPLIFICAZIONE. C’è una misura all’interno del decreto-legge sulle semplificazioni, in tema di semplificazione dell’attività di somministrazione temporanea di alimenti e bevande, che rende più semplice la vendita di bevande e apre tale attività a ‘categorie’ di persone prima escluse. Si tratta dell’art. 41.

Tra le novità c’è quella che per l’esercizio dell’attività di somministrazione temporanea di alimenti e bevande (in fiere, sagre, manifestazioni religiose e culturali o eventi locali straordinari),  non è più necessaria l’autorizzazione del Comune ma è sufficiente presentare la segnalazione certificata di inizio attività priva di asseverate dichiarazioni ai sensi dell’articolo 19 L. 241/1990. Inoltre si consente che l’attività potrà essere esercitata anche in mancanza dei requisiti richiesti dall’art. 71 D.Lgs. 59/2010. Il che sta a significare, stante la declinazione letterale dell’art 71, che non c’è più il divieto di esercizio di somministrazione di alimenti e bevande in particolare per:
a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali.
Questi sono solo alcuni dei divieti rimossi, in nome della semplificazione.

Ti potrebbe interessare anche...