Vega, cuore italiano vola nello spazio.

Vega, cuore italiano vola nello spazio.
Vega, il lancio. Immagine di repertorio

VEGA, CUORE ITALIANO NELLO SPAZIO. Il nuovo vettore spaziale Vega lancia un pezzo d’Italia nello spazio. A discapito di chi vuole per forza mettere il Belpaese in un angolo del mondo, come Paese in recessione. .

Il lanciatore dell’Agenzia spaziale italiana lunedì scorso ha effettuato il suo volo di collaudo dalla base di Kourou (Guyana francese), portando in orbita nove satelliti. Dopo Ariane 1 (1979) e Ariane 5 (1996), è la terza volta che l’Agenzia spaziale europea (Esa) collauda un nuovo lanciatore, ma è una data storica per l’Italia, che ha partecipato al progetto in modo rilevante sia in termini di sviluppo di tecnologie sia economici. Un lancio particolare, poiché da lunedì il razzo in questione, grazie al successo dell’iniziativa, è entrato ufficialmente a far parte della cosiddetta “famiglia” dei lanciatori europei.

Il Vega è alto 30 metri e pesa 136 tonnellate, con tre stadi a propellente solido e uno a propellente liquido. E’ in grado di lanciare in orbita carichi utili da 200 a 2500 chili a seconda dell’altitudine e della destinazione dei satelliti: la configurazione di riferimento è 1500 chilogrammi a 700 chilometri in orbita polare. E della sua flessibilità ha dato dimostrazione nel primo lancio — un ‘volo di qualifica’ — con il quale ha portato in orbita ben nove satelliti. Tra questi, quattro sono italiani: il Lares (Laser Relativity Satellite); l’AlmaSat-1 (Alma Mater Satellite) realizzato dall’università di Bologna; l’e-St@r del Politecnico di Torino; l’UniCubeSatGG del gruppo Gauss dell’università di Roma La Sapienza.

Mettere in orbita satelliti nell’ordine dei 1.500 chilogrammi, come molti di quelli per l’astronomia o per l’osservazione della Terra, con un lanciatore come Ariane 5 è talmente dispendioso da precludere il lancio alle piccole-medie imprese o alle università e agli enti di ricerca. Vega cerca di colmare questa lacuna, garantendo all’Europa, cioè alle imprese e agli enti europei, un accesso allo spazio indipendente e a basso costo. Il costo del lancio, infatti, dovrebbe essere circa il 15-20% in meno di un lancio con un vettore americano.
IL CONTRIBUTO FONDAMENTALE DELL’ITALIA AL PROGETTO. Costato 780 milioni di euro Vega, infatti, è stato sviluppato con il contributo decisivo dell’Italia, che ha coperto il 65% dei costi, seguita dalla Francia con circa il 12,5%. Hanno partecipato con quote minori anche Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.

L’idea di realizzare in Italia un piccolo veicolo di lancio venne prospettata per la prima volta nel 1962 da Luigi Broglio, uno dei padri della ricerca spaziale italiana. Ma è solo agli inizi degli anni ’90 che il progetto cominciò a prendere corpo, per volontà dell’allora responsabile della divisione spazio e poi amministratore delegato di FiatAvio Pier Giorgio Romiti. Dopo i primi sviluppi, FiatAvio e Aerospatiale firmarono nel 1999 un accordo di collaborazione per progettare, sviluppare e costruire vettori per satelliti di piccola taglia denominati Vega. A portare a termine il programma insieme all’Esa, sono stati il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e la stessa Avio presso la struttura di Colleferro.

L’Istituto di acustica e sensoristica ‘Orso M.Corbino’ (Idasc) del Cnr ha partecipato con il gruppo Avio a studi per la valutazione del materiale composito con cui è costruito il lanciatore Vega. “Un nostro borsista ha lavorato negli impianti di Colleferro per evidenziare con metodi acustici possibili difetti di costruzione”, spiega Claudio Rafanelli, direttore dell’Idasc-Cnr. “La buona riuscita del lancio conferma l’assenza di problemi, rinsaldando la proficua collaborazione in questo e in altri progetti congiunti“.

Anche l’Università di Roma ha contribuito alle soluzioni tecnologiche di cui è dotato Vega. L’idea stessa del Vega è nata alla Sapienza, grazie a Carlo Buongiorno, da poco scomparso. Con la realizzazione di questo progetto, il nostro Paese mostra di aver raggiunto, a livello scientifico, tecnologico e industriale, capacità di sviluppare e gestire un sistema di grande complessità, come il lancio di un vettore spaziale.

 

 

 

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