Calendario venatorio, l’Emilia Romagna ritira la propria legge.

Calendario venatorio, l’Emilia Romagna ritira la propria legge.
Caccia. Immagine di repertorio

ATTIVITA’ VENATORIA & REGIONE. La sentenza della Corte Costituzionale, in relazione alla legge n. 39/2010 della Regione Abruzzo di fatto stabilisce che, in materia di calendario venatorio, le Regioni non possono intervenire in via legislativa ma solo attraverso atti amministrativi.

Di qui la decisione della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna di ritirare la propria Legge sul calendario venatorio già all’odg della Commissione assembleare e di trasformare la Legge, sulla quale si era già acquisito il parere sostanzialmente positivo delle Associazioni venatorie e di quelle agricole, in un atto amministrativo di valenza annuale e non più triennale.

“Prendiamo atto di questa decisione – dichiara Il consigliere regionale Mario Mazzotti –  Ma non possiamo non sottolineare come l’impugnativa della legge abruzzese sia avvenuta per iniziativa dal governo Berlusconi-Bossi che esplicitamente ha teso a chiedere una pronuncia costituzionale sostenendo che, alla faccia del federalismo, le Regioni sulla materia non hanno potestà legislativa, quando già da tempo, e la nostra Regione ne è l’esempio, molte Regioni avevano scelto questa strada, sicuramente più certa e lineare” .

Lavoreremo dunque affinché la prossima stagione venatoria preveda l’apertura alla 3a domenica di settembre di tutte le specie, con l’eccezione di allodola, beccaccia e colombaccio per le quali si aprirà il 1° ottobre.
Vi siano tre giornate in pre-apertura (fisse, se deliberate in questo senso dalle Province) per merlo, tortora e corvidi; l’addestramento cani avvenga un mese prima dell’apertura della caccia, la caccia vagante possa svolgersi anche dopo il 31 dicembre, ma con tre giorni fissi alla settimana; la chiusura della stagione venatoria avvenga al 31 gennaio per tutte le specie mentre per la starna e pernice rossa si concluda al 30 novembre, per la quaglia, l’allodola e il merlo al 31 dicembre, per i turdidi, la beccaccia e la cesena al 20 gennaio, il 31 gennaio sia il termine di chiusura anche per il Germano reale”.

IL CONTESTO FAUNISTICO IN EMILIA ROMAGNA. Il contesto faunistico-venatorio regionale è profondamente cambiato. Nell’ultimo decennio i cacciatori residenti sono diminuiti del 20% e così pure la pressione venatoria; contemporaneamente è cresciuta la quantità e la qualità della biodiversità faunistica ed è migliorato lo stato di conservazione di molte specie problematiche, come peraltro attestato dai più recenti studi di ornitologia. Oggi ci sono tutte le condizioni per una caccia sostenibile, fondata su regole condivise, conoscenze scientifiche, volontariato e collaborazione.

Nella proposta avanzata in regione il 10 febbraio scorso, era previsto che il nuovo calendario venatorio entrasse  in vigore la terza domenica di settembre per concludersi il 31 gennaio, con durata triennale. Compito delle singole Province quello approvare, entro questa cornice, i singoli calendari annuali, tenendo conto delle specificità locali e dunque prevedendo anche eventuali restrizioni rispetto al calendario regionale.
Tra le novità previste dal nuovo calendario venatorio, anche, l’indicazione dell’Ispra che la Regione ha accolto di sospendere la caccia alla “moretta” per prevenire il rischio di confusione con la “moretta tabaccata”, specie tutelata in gravissima difficoltà. Sarà anche vietato l’ utilizzo di fucili caricati con pallini di piombo nelle zone umide naturali ed artificiali.

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