Ricordo di una piacevole serata, ricordo di un grande politico: Giorgio Napolitano.

Ricordo di una piacevole serata, ricordo di un grande politico: Giorgio Napolitano.
Giorgio Napolitano in visita a Rimini, Meeting 2011.

RICORDO DI UNA PIACEVOLE SERATA. E’ proprio vero che i minuti non passano mai mentre gli anni volano. Nel lontano mese di ottobre del 1982, mi recai a Roma in compagnia di alcuni giovani e brillanti architetti impegnati nell’opera di ricostruzione e di recupero edilizio della Città di Napoli, a seguito dei danni provocati dal terremoto del 23 novembre 1980. Nella Capitale girammo tutto il giorno per visitare nuovi quartieri, sorti nella periferia urbana,che avrebbero suggerito soluzioni urbanistiche ottimali a quei giovani tecnici con i quali mi ero accompagnato. Tornato la sera a Napoli, un’amica mi invitò a cena a casa sua dicendomi, “perché non vieni? Ci sarà anche Giorgio Napolitano”. Sapevo che erano amici di famiglia.

GIORGIO NAPOLITANO: UN UOMO DI AMPIE VEDUTE. Ero stanco, ma la promessa di quella illustre presenza mi aveva incuriosito e stimolato. Fortuna volle che a tavola, l’assegnazione dei posti, mi avesse favorito facendomi sedere accanto al futuro Presidente. Alto e distinto, con una somiglianza piuttosto marcata ad Umberto di Savoia. Per tutta la serata parlai con lui di vari argomenti, soprattutto della progettazione del Programma di Edilizia che si andava realizzando in quel momento a Napoli, prevista dalla legge 219 e dal suo titolo VIII .

Dissi a Napolitano che ero stato chiamato dal Sindaco Valenzi a dirigere “l’Ufficio Stampa e Documentazione Televisiva” del “Commissariato della Ricostruzione” di Napoli e che ero quindi in grado di fornirgli notizie precise sulla progettazione e sullo stato di avanzamento dei lavori. Mi accorsi subito che era già informato al riguardo, soprattutto delle esigenze della popolazione che attendeva le case. Era al corrente di quanto accadeva nei vari quartieri, nelle strade e nei vicoli di Napoli : quei vicoli dove lui era sempre andato e continuava ad andarci non soltanto in periodo elettorale, come fanno le “mezze calzette” della politica. Giorgio Napolitano è sempre stato un uomo della sinistra con ampie vedute, un progressista attento alle esigenze della gente, soprattutto delle classi più deboli, un uomo di grande eleganza interiore.

Ricordo che gli raccontai di quando all’età di 15 anni mi ero iscritto alla FGCI e che quella mia giovanile scelta politica, a cui sono rimasto fedele tutta la vita, mi aveva procurato non pochi problemi all’interno della mia famiglia, cattolica praticante. Napolitano sorrise a quel mio racconto, convenendo con me che, in quel periodo, la scelta di campo era tanto più difficile e sofferta, ma anche più appagante.
Saputo che avevo realizzato due documentari televisivi sulla Ricostruzione, mi disse che sarebbe vento a trovarmi in ufficio per visionarli, la qual cosa mi riempi di gioia. Purtroppo quella visita non avvenne per via dei suoi tanti impegni e per le tragiche vicissitudini politiche e sociali di quel periodo.

La grande statura politica di Giorgio Napolitano abbiamo avuto tutti modo di apprezzarla nel corso della lunga e tormentata crisi di Governo che ha visto contrapposti partiti politici, istituzioni e magistratura. Nel passaggio tra il Governo Berlusconi e Governo Monti, l’azione del Presidente Napolitano è stata saggia, tempestiva, risolutrice ed espressa con grande tatto. Tutto ciò è avvenuto, grazie al suo grande prestigio personale, ed ha evitato al Paese di finire in un baratro. Fino a quando al Quirinale ci sarà lui come Presidente, avremo la certezza del rispetto della nostra Carta Costituzionale. A me resta il rammarico di non averlo più incontrato dopo quella sera.

FRANCO CORTESE

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