Mozzarelle blu, altri casi in Sardegna e a Frosinone.

Mozzarelle blu, altri casi in Sardegna e a Frosinone.
Mozzarelle blu. Immagine di repertorio 2

MOZZARELLE BLU. E’ vero che si mangia anche con gli occhi, ed i colori in tavola possono migliorare la nostra percezione del buon gusto, ma le mozzarelle blu possono risultare un po’ eccessive. I nuovi casi in Sardegna e a Frosinone di questi latticini color ‘puffo’ fluorescente sono un chiaro segnale d’allarme.

Il fenomeno ormai noto come “mozzarelle blu” è derivato dalla presenza nei latticini contaminati del batterio “Pseudomonas fluorescens”. Normalmente presente in natura, può rappresentare un serio pericolo solo per quei soggetti immunodepressi.

Tuttavia, sottolinea Coldiretti, la sua presenza è un importante indicatore delle condizioni igienico-sanitarie degli stabilimenti caseari  ed e’ giusto che i consumatori siano consapevoli della qualita’ che si nasconde dentro le confezioni e dietro un prezzo.

CASI IN SARDEGNA E A FROSINONE. In Sardegna, la conferma di mozzarelle contaminate dal batterio del genere Pseudomonas arriva dall’Istituto Zooprofilattico che ne ha accertato su alcuni prodotti sequestrati nei giorni scorsi dai carabinieri del Nas e dai Servizi veterinari della Asl di Cagliari in alcuni supermercati del capoluogo sardo. I latticini risultati “positivi” sono stati 4 sui 19 campioni predisposti per l’analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Sassari, una percentuale molto alta (poco sopra il 20%).

A Frosinone, la confezione incriminata sarebbe stata scoperta presso un istituto scolastico di Pontecorvo.

  ”La notizia dell’ennesimo caso emerso in provincia di Frosinone di mozzarella blu pone ancora una volta, qualora fosse confermato dalle autorita’ preposte, la necessita’ di una seria riflessione su questi fenomeni che purtroppo, con sempre piu’ frequenza, si registrano in diverse zone del territorio ciociaro”. Lo dichiara in una nota il direttore della Coldiretti di Frosinone, Paolo De Cesare.
Coldiretti chiede quindi che vengano resi noti i nomi delle ditte coinvolte nei casi accertati, così da poter difendere e tutela il comparto caseario in regola: “Dobbiamo tutelare e premiare gli agricoltori e gli allevatori che lavorano seriamente per garantire qualita’ e sicurezza alimentare nelle tavole degli italiani – afferma il presidente Marco Scalas- soprattutto per prodotti per i quali ancora oggi, nonostante le battaglie di Coldiretti, non e’ ancora obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine delle materie prime”.

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