Canone RAI anche su computer, videofonini e iPad? Un’interrogazione per vederci chiaro
CANONE RAI. Pagare un canone ‘speciale’ RAI per la detenzione dei computer. E’ questa la ‘bella’ sorpresa che numerose imprese hanno ricevuto in questo inizio 2012. I senatori Donatella Poretti e Marco Perduca hanno recentemente presentato il testo di un’interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e finanze. La ‘new entry’ in fatto di pagamenti, riguarda gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi dunque anche i computer collegati in rete, a prescindere dall’uso che ne viene fatto.
LA PROTESTA. Puntuale, naturalmente, la protesta della Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti) contro “l’imposizione del tributo sul possesso non solo di televisori ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale TV, inclusi monitor per il PC, videofonini, videoregistratori, iPad, addirittura sistemi di videosorveglianza. Come dire che basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6mila euro l’anno”.
L’INTERROGAZIONE. L’interrogazione presentata dai senatori Poretti e Perduca vuole sapere “se il ministero dello Sviluppo Economico ha concluso il proprio approfondimento tecnico giuridico in merito a quali apparecchi, oltre al televisore tradizionale, siano soggetti al pagamento del canone TV”. ”Ove tale approfondimento sia giunto a termine – si legge nel testo – quali apparecchi sottoelencati presuppongono il pagamento del canone di abbonamento: videoregistratore, registratore dvd, computer senza scheda tv con connessione ad Internet, computer senza scheda tv e senza connessione Internet, videofonino, tvfonino, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a se stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale”. E infine: ”ove invece tale approfondimento non sia ancora giunto a termine, cosa intenda fare il Governo per rimediare al comportamento illegittimo della concessionaria del servizio pubblico, la quale chiede il pagamento del canone speciale anche per personal computer collegati in rete”.



