Venerdì 2 marzo la vallata del Lamone sarà accesa dai fuochi di ‘Lom a Merz’.

Venerdì 2 marzo la vallata del Lamone sarà accesa dai fuochi di ‘Lom a Merz’.
Lom a Merz, Lumi a Marzo, focherina. Valle del Lamone.

BAGNACAVALLO. Si svolgerà nella serata di venerdì 2 marzo da Casaglia a Casal Borsetti l’iniziativa “Lom a Mêrz”, che per la prima volta coinvolgerà varie comunità lungo tutta la valle del Lamone, dalla sorgente alla foce, nella riproposizione dell’antica tradizione dei fuochi propiziatori.
Il fulcro della manifestazione sarà Villanova di Bagnacavallo, dove alle 20, sulla sommità arginale sinistra del fiume Lamone, nei pressi del Ponte della Pace, si farà festa attorno al fuoco con vin brulè e dolci tipici.
In quella stessa ora, i paesi lungo la valle del Lamone si coordineranno per l’accensione contemporanea delle “focarine” che ricordano l’usanza dei fuochi propiziatori annuncianti l’arrivo della primavera per auspicare un raccolto abbondante. Generalmente si bruciavano le potature e le sramature dei frutteti e le ceneri, a conclusione dei falò scaramantici, venivano sparse nei campi.
Al calare del sole, a Casaglia, Marradi (dove eccezionalmente i fuochi si svolgeranno il 29 febbraio), San Martino in Gattara, Pieve Cesato, Boncellino, Traversara, Santerno, Villanova, Ammonite e Casal Borsetti, sarà possibile scorgere in lontananza la luce calda dei grandi fuochi, punti di raccolta per rivivere insieme i riti della nostra terra. Ad arricchire la serata, una fiaccolata a cavallo unirà le varie località coinvolte a festeggiare l’avvento della primavera e le località più distanti saranno in collegamento telefonico.

L’iniziativa rientra nel progetto partecipato “Lamone Bene Comune”, che fa parte dei progetti di educazione ambientale Infea promossi dalla Regione Emilia-Romagna.
Sono coinvolte varie comunità lungo tutta la valle del fiume, dalla sorgente a Casaglia fino alla foce a Casal Borsetti, con l’obiettivo comune di far riflettere sull’importanza di riappropriarsi dell’ambiente fluviale, considerandolo come una risorsa vitale, un percorso alternativo lento, un luogo di riflessione che collega non solo i paesi, ma anche il tempo, la storia del territorio e le mutazioni del paesaggio.

Per informazioni: Ecomuseo della Civiltà Palustre (tel. 0545 47122 – email barangani@racine.ra.it

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