Caro Ministri. Ma c’è democrazia, dove chi rappresenta ‘prosciuga’ il rappresentato?
IL LUNGO CAMMINO VERSO LA DEMOCRAZIA. Sui siti dei Ministeri sono comparsi gli stipendi dei Ministri, e le home pages dei singoli Ministeri sono ‘saltate’. Ancora una volta un dettaglio, tutto sommato secondario, che rivela però quanto siamo lontani dal vivere maturo della democrazia.
Chiariamoci. Non è che l’Italia, con la sua storia, per molti versi tutta speciale, debba per forza ripercorrere i sentieri tracciati da altri. Possiamo avventurarci in quelli a noi più idonei, magari anche più famigliari, l’importante è però che ( al termine del percorso) ‘ democrazia sia, e senza nè e ma ’.
Il fatto che spendiamo tempo a ‘curiosare’ su quanto ci ‘ costano’ i nostri rappresentanti nelle istituzioni, significa che tra noi e loro esiste ( nella sostanza) una sorta di fossato. Di qua noi, tutti noi, di là loro, tutti loro, con le mille norme pensate ad hoc così quanto emolumenti, benefits, agevolazioni d’ogni tipo e così via, come nessun altro nella vecchia Europa. Scandaloso, soprattutto, se si pensa che quegli stessi rappresentanti dovrebbero servire da parametro agli altri.
I fossati, al tempo dei castelli, servivano a proteggere la residenza del feudatario dal resto del territorio. E più dalla plebe, che dai cosiddetti ‘popoli invasori’, che se minacciavano il signore lo facevano ad ondate, una volta ogni tanto, e non ad ogni ora del giorno.
Non è che, noi, visto che siamo tuttora popolati di castella, torri e borghi fortificati, siamo rimasti ( magari inconsciamente ) a quei ‘rapporti’ lontani? Il sospetto esiste. Così quanto la tentazione di trovare il modo di scavalcare quei fossati per costringere il signore con tutti i suoi privilegi ( e privilegiati ) a ‘dividerli’ con il resto della Comunità.
L’idea sembra peregrina, solo metaforica, eppure è quella che si dovrebbe tentare. Che dite? Per realizzare, finalmente anche in questo grande Paese del Sud Europa, un rapporto soddisfacente e maturo tra chi governa e gestisce il bene pubblico e chi è governato e ‘accumula’ – col proprio lavoro – il bene pubblico.
Forse così la curiosità di vedere quanto ‘ ci costano’ diventerebbe irrilevante. E le home pages dei singoli Ministeri ( ma anche di Regioni, Province, Comuni e altri Enti statali o parastatali) potranno pubblicare quanto denunciano ministri, sottosegretari, portaborse, sindaci, consiglieri, funzionari e addetti vari, senza per questo andare ogni volta in tilt. Finalmente!
Roberto Vannoni



