Jovanotti a Rimini, l’ombelico della musica è qui. Oooora! Concerto con sorpresa: Valentino Rossi.

Jovanotti a Rimini, l’ombelico della musica è qui. Oooora! Concerto con sorpresa: Valentino Rossi.
Jovanotti, Lorenzo Cherubini. Tour 'Ora'.

RIMINI. ” Io sono Jovanotti, il capo della banda / se vuoi essere dei nostri devi fare domanda / perchè è una storia mitica e siamo tutti tosti /ci piace fare festa, casino a tutti i costi” .

Il tour dell’anno quello considerato da tutti travolgente, originale, impeccabile per ritmo e scaletta, ma soprattutto entusiasmante a giudicare dai numeri dei biglietti venduti, ha (ri)fatto tappa ieri sera al 105 Stadium di Rimini ( il Tour era partito proprio a Rimini ad aprile scorso). Un tutto esaurito, un successo assicurato.  Il ‘capo della banda‘  ha infiammato gli animi di oltre tremila spettatori che con lui hanno cantato, ballato, saltato e reso omaggio alla vita, alla ‘bella vita‘. Quella che ti fa sentire pieno e vontento di essere qui, sulla Terra.

 ADRENALINA E CUORE. Un concerto davvero unico.  Oltre due ore e mezza di spettacolo in cui Jovanotti ha proposto non solo le canzoni del suo ultimo album ‘Ora’, ma anche tante melodie che ne hanno fatto quello che è oggi: uno dei più grandi artisti italiani della musica di oggi. E quel che stupisce è la semplicità con cui si rivolge a tutti (‘Ciao, stasera siamo in tanti, ma io vi vedo  tutti e potrei salutarvi ad uno ad uno‘), la vita che scorre dentro di lui ed esce come un vulcano. Jovanotti non si risparmia e condivide generosamente con il suo pubblico le emozioni del cuore, la gioia che è contagiosa e ti fa sentire meglio dopo che hai cantato con lui a squarcia gola.

Il concerto si apre con un video di Piero Angela che introduce sui misteri dell’universo ed apre le porte alla sostanza del Tour di Jovanotti: il rapporto che l’uomo ha con l’universo, il suo posto nel mondo. La vita e misteri che nasconde, fin dalla sua più piccola particella.

Poi arriva lui, ‘il capo della banda’, con il suo look inconfondibile: abito nero, camicia bianca e quel tocco di originale pazzia: mocassini con strass argento ( come la cintura) e calzini bianchi a righe rosse. ‘Mi sono vestito da Lorenzo Cherubini‘, dice ‘Ognuno è vestito da qualcosa per rappresentare se stesso‘. E da quel momento, parte una scarica di adrenalina che prende e non molla più, fino alla fine.

Si parte con ‘Megamix‘ che ‘trasforma in un bel posto questa stanza’.  Poi la scaletta prevede ‘Falla Girare’ , ‘La Porta è Aperta’, ‘Amami’:  ‘fuoco, acqua, al massimo fuoco, acqua‘. E la pioggia. Che cade, che ‘la sento’. E nella notte dei desideri siamo umani.

Lorenzo Cherubini regala emozioni intense ricordandoci che siamo ‘come il sole a mezzogiorno’, che ‘si vince, si perde /si pestano merde / che si infilano nelle fessure sotto la suola / si vive, si muore / si prova dolore dal quale  non c’e’ un pensiero / che ti consola /.. si fanno dei figli, / si sognano sogni / si fanno castelli di sabbia sul bagnasciuga / si infilano perle di vetro nelle collane e si progetta una fuga / Noi siamo l’elemento umano nella macchina / E siamo liberi sotto alle nuvole ‘.

Dopo ‘L’Elemento Umano‘, partono le note di  ’La Notte dei Desideri’ e il medley acustico con ‘Le Tasche Piene di Sassi’, ‘Come Musica’  e ‘A Te‘.

Alle prime battute di ‘Ora‘ , un coro unanime di voci esplode al ritmo di ‘dicono che è vero che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando / dicono che è vero che noi siamo fermi è il panorama che si sta muovendo / dicono che è vero che per ogni slancio tornerà una mortificazione /dicono che è vero sì ma anche fosse vero non sarebbe giustificazione / per non farlo più, per non falro più, ora / non c’è montagna più alta di quella che non scalerò  non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò / ora / ora ..

Mentre cambia più volte abito ( un unicum rosso, un completo con giacca verde, camicia bianca e pantaloni rossi (molto ‘made in italy’), un giacchetto argento e nel finale un ‘tutto bianco’) , Jovanotti e la sua scatenata band  cantano ‘ Tutto l’Amore che ho‘, ‘ Io Danzo‘ , ‘ Battiti di Ali di Farfalla‘, , ‘Fango‘,’Quando Sarà Vecchio‘ .

UN TUFFO NEL PASSATO. Lorenzo, con quel suo ‘vecchio’ stile di ragazzo un po’ rap un po’ ribelle , in maglietta e cappellino con visiera all’ indietro, ritorna ‘alle origini‘ con pezzi come ‘ L’Ombelico del Mondo‘, il secondo medley acustico ‘ Mi Fido Bella, Ciao mamma, Raggio di sole,Punto, Serenata rap, Piove, Una storia d’amore, Lungomare‘ e ‘Ragazzo fortunato‘.

Per finire, ‘ Il Più Grande Spettacolo‘, ‘ Baciami Ancora‘ e ci lascia con ‘ La Bellavita ‘.

ROMAGNA MIA. Come dimenticare poi che Lorenzo dedica alla terra dei mutur, un improvvisato ‘Romagna mia‘?

DUE RICORDI: L’INCIDENTE DI TRIESTE E MARCO SIMONCELLI. Alla ‘tribù che balla‘  Jovanotti invita anche a riflettere. Il Tour, iniziato proprio da Rimini e durato più di un anno con con oltre 70 tappe in tutta Italia, si è fermato solo una volta.  Lo scorso dicembre, per il tragico crollo  avvenuto durante i preparativi dell’evento di Trieste in cui ha perso la vita un ragazzo di 19 anni.

Proprio a quel ragazzo , di cui ‘solo pochi prima ne conoscevano il nome, ma che rimarrà per sempre nel mio cuore’ dice Lorenzo, voglio dedicare questo Tour. E non solo, Jova ricorda anche un altro grande amico: Marco Simoncelli, il giovane talento dei ‘mutur’ che ci ha lasciato troppo presto.

Ma perchè dobbiamo essere partecipi di tali tragedie? Che giustizia c’è nel togliere dal palco del mondo due anime così giovani? “Sono domande cui gli uomini non hanno risposta” ammette  Lorenzo. “L unica cosa che si può fare è  rialzarsi e  cercare di vivere ancora di più, di crederci ancora di più, di essere più meticolosi nel fare il proprio lavoro” . Esserci, fino in fondo,  è il miracolo più grande ma anche quello  più fragile.
L importante è  la vita, il sogno, ed  importanti sono le persone che ci trasmettono la gioia di vivere. Come Simoncelli, come Jovanotti.

FINALE CON SORPRESA: VALENTINO ROSSI. Dal ricordo del ‘Sic‘, al saluto a Valentino Rossi. A fine spettacolo, Lorenzo stupisce tutta la tribù: ‘Lo so che sei lì, ti vedo dietro la tenda verde‘. E scatta il delirio: Valentino Rossi, che fino a quel momento era rimasto ‘nell’ombra’ a godersi il concerto dell’amico, è illuminato tra la folla. Una breve apparizione, ma che rimarrà per sempre nel cuore di tutti quei tifosi che ieri sera hanno potuto intonare il suo nome. Davvero la ‘ciliegina’ sulla torta!

LA BAND . Il live di Lorenzo è uno spettacolo nello spettacolo, una produzione audio video cui ha lavorato un team di musicisti, videoartisti e ingegneri di scena per tradurre dal vivo l’energia, fino a proporre un nuovo linguaggio per un tipo di comunicazione più avanzata: Ora Tour è infatti curato in ogni suo dettaglio per poi poter lasciare spazio a due ore e mezza di libertà.

Aveva una bella sfida davanti a sé, Lorenzo Cherubini quando , ad aprile scorso ha aperto il suo Tour : portare su un palco quell’insieme di ritmi, stimoli, melodie e visioni sonore che è ‘Ora’. Quella sfida, Lorenzo l’ha vinta, eccome mettendo in piedi uno spettacolo contemporaneo e all’avanguardia, non solo in termini musicali (si sa, Jova e la sua band sono dei treni in corsa, sul palco) ma anche in termini visuali e scenografici. Campo, peraltro, dove Lorenzo è abituato a sperimentare, come dimostravano già le tournée passate. Chi ha visto un concerto della prima parte dell’Ora Tour, sa di cosa stiamo parlando.

La band, composta da Saturnino, Riccardo Onori, Frank Santarnecchi, Christian Rigano, Leo di Angilla e Gareth Brown segue Lorenzo in un concerto musicalmente tanto semplice quanto efficace, che spazia tra i grandi pezzi del passato e i lavori più recenti.

UNO SPETTACOLO RICCO DI EFFETTI SPECIALI. Tanti gli effetti speciali portati in scena: lo ‘sdoppiamento’, che vede Lorenzo vs Lorenzo, in un pugilato con se stessi, interagire con il proprio doppio (“Il passato e il presente ) ; ‘narcissus’ : immagini digitalizzate, in cui il cantante gioca con poligoni cromatici che nascono dalle sue mani, seguono i suoi movimenti e lo avvolgono inun forte cambiamento cromatico; i ‘ triangoli’: la digitalizzazione del corpo di Lorenzo si completa, grazie ad un software che elabora le immagini suddividendo lo schermo in triangoli, e attribuendo ad ogni triangolo un colore derivato da ciò che è contenuto in quello spazio. (“Il principio è simile a quello di un effetto ‘pixalate’) .

Non dimentichiamo poi l’effetto ‘speculare‘ , grazie a cui le  immagini del palco, sono distorte a caso (ma non è così: “L’immagine viene tagliata in fette concentriche di diverse forme geometriche. Ogni fetta ruota nel tempo con un angolazione differente da tutte le altre creando dei comportamenti di alternata sincronia e caos”) e i fili bianchi‘, un effetto meno frenetico per uno dei momenti più intensi del concerto, la performance di “Mi fido di te”.

Alla fine del concerto, un Lorenzo Cherubini  stanco, sudato ma felice. Allarga le braccia e abbraccia lo stadio, oltre tremila persone che sono venute qui per partecipare al  suo ‘grande spettacolo‘. Un Jovanotti che non dimentica nessuno, neanche quelli che ci hanno lasciato da poco tra mille domande che non hanno risposta.
‘Io lo so che non sono solo.. L’ importante è essere vivi ‘ ci ha detto, ci ha cantato,  pieno della stessa forza, della stessa energia di un anno fa. Ancora più forte perchè passato attraverso la vita del suo autore e di tutti quelli che hanno fatto di questo disco il loro disco.

E ieri sera ci ha lasciato ricchi della sua grande energia, di ‘tutto l’amore che ha‘, e con tre sassolini in tasca, tre parole : ‘la bella vita‘.  Di cui dobbiamo farne tesoro e , come Pollicino, seminarne per strada germogli nella speranza che diventino frutti. In questo Universo di cui siamo ospiti e protagonisti. Nella notte dei desideri.

Guarda il video con le più belle canzoni cantate durante il concerto di Jovanotti, con la dedica a Marco Simoncelli e la grande sorpresa: Valentino Rossi!

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