Emilia Romagna. La protesta ( 24 febbraio) dei Precari della scuola Ravenna.

Emilia Romagna. La protesta ( 24 febbraio) dei Precari della scuola Ravenna.
ROMA PRECARI DELLA SCUOLA IN CORTEO ( foto Benvegnu - Lanutti)

EMILIA ROMAGNA& SCUOLE E PRECARIATO. Il coordinamento Precari scuola Ravenna, a seguito delle decisioni prese dall’assemblea nazionale precari a Roma, indice una manifestazione in piazza del Popolo per venerdì 24 febbraio alle ore 15,30. Alla manifestazione saranno presenti anche i ragazzi del Movimento autonomo studentesco. Invitiamo tutti i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori ad aderire all’iniziativa perché in questo momento la scuola statale ha bisogno di tutti noi! La scuola è un “bene comune da preservare” poiché interagisce con lo sviluppo economico, sociale e civile del nostro Paese. Accettare passivamente che questo bene sia sempre meno comune e sempre meno pubblico significa quindi essere complici di chi vuole aggravare la crisi economica e minare alle sue basi il sistema nostro democratico. Inoltre il privato costa meno allo Stato ma tanto alle famiglie e al futuro del paese. I dati Ocse-Pisa, infatti, evidenziano come “a fare precipitare gli studenti italiani in fondo alle classifiche internazionali sono proprio gli istituti non statali” (La Repubblica 10/12/2010 ). Per tutti questi motivi riteniamo incettabile che i finanziamenti alla scuola statale continuino a diminuire e quelli per le scuole private ad aumentare. La scuola non è una torta da spartire e i soldi pubblici devono essere spesi bene e per tutti, non per chi li ha già.

IL COMUNICATO PRECARI DELLA SCUOLA RAVENNA. Ecco il comunicato. ” Cambiano i Governi, cambiano i Ministri, ma a viale Trastevere non si respira aria di novità e non si intravede alcuna inversione di rotta che miri a una seria politica di investimenti finalizzata alla riqualificazione di tutto il settore dell’istruzione pubblica. La scuola pubblica statale italiana da anni versa, infatti, in condizioni di estrema difficoltà a causa delle miopi e dissennate politiche scolastiche dei precedenti Governi e in particolare dei provvedimenti legislativi dell’ultimo governo Berlusconi, rispondenti essenzialmente a logiche di carattere economico che hanno portato dal 2008 al taglio di 150.000 lavoratori tra docenti e ATA.

Situazione particolarmente delicata e perciò degna di una riflessione lucida e ragionata da parte del neo ministro Profumo e del suo staff, ma del tutto disattesa come si evince dalle repentine e fumose dichiarazioni dello stesso e dai primi provvedimenti intrapresi, in linea con le scelte economiche del nuovo governo tecnico, destinate ad aggravare la situazione già caotica della scuola pubblica. Il ministro Profumo, infatti, lungi dal proporre un necessario rifinanziamento e il ritiro dei tagli frutto della riforma Gelmini, ha invece ventilato, “per dare spazio ai giovani”, l’idea di un concorso per un numero esiguo di posti, reso ulteriormente modesto dall’aumento dell’età pensionabile; modalità di reclutamento che tra l’altro pone attualmente in discussione i diritti acquisiti dai precari presenti nelle graduatorie ad esaurimento e di quanti lavorano nella scuola pubblica da anni.

L’attuale Governo ha inoltre proposto, nel ‘decreto Semplificazioni’, il potenziamento dell’autonomia scolastica attraverso la creazione di reti territoriali di scuole e la definizione di un organico di rete, provvedimenti allarmanti che, in linea con il progetto di Legge Aprea, sembrano prefigurare la chiamata diretta dei presidi, primo passo verso la privatizzazione della scuola pubblica. Chiamata diretta che rischia di diventare una inaccettabile realtà in Lombardia, dove la proposta di legge presentata dal presidente Formigoni, prevede espressamente che ‘a partire dall’ a.s. 2012/2013 le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali’ e che ‘è ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, che costituiscono parte integrante del bando di concorso di ciascun istituto scolastico’. Progetto di carattere regionale che tuttavia non può non rimandare direttamente al più generale ‘profumo’ di aziendalizzazione annusato fin dai primi interventi pubblici del Ministro e dai provvedimenti economici del nuovo Governo tecnico.

Di fronte a tali dichiarazioni e proposte, i lavoratori del Coordinamento dei precari della Scuola e di altre variegate realtà, riunitisi in un’assemblea nazionale molto partecipata a Roma il 15 gennaio scorso, rilanciano la lotta in difesa della Scuola Pubblica Statale poiché bene comune e prima ed imprescindibile garanzia di reale democrazia”.

LE RICHIESTE.  “ I precari della Scuola - prosegue il testo - scenderanno in piazza il 24 febbraio per una manifestazione di carattere nazionale su base territoriale: a Roma, dove consegneranno al Ministro Profumo la lettera/documento realizzata dall’assemblea nazionale del 15 gennaio; a Napoli, Milano, Ravenna, Pisa, Foggia, Bari, Oristano, Latina, tutti decisi e uniti per dire BASTA ai tagli e alle false promesse; NO al concorso finché tutti i precari non verranno assunti; NO alla chiamata diretta dei presidi e all’aziendalizzazione e alla privatizzazione del sistema d’istruzione statale; e per PRETENDERE, ancora una volta, un serio piano di RIFINANZIAMENTO che restituisca le risorse tagliate dalla finanziaria 133 del 2008; l’immediato sblocco del turn over e l’assunzione di tutti i precari; l’utilizzo delle graduatorie come unico sistema di reclutamento; l’annullamento della distinzione tra organico di fatto e di diritto; la restituzione dello scatto stipendiale per i neoassunti ed il rinnovo del contratto di lavoro“.

 

Ti potrebbe interessare anche...