Imprese. Una rete reale, forte e competitiva. Sono l’orgoglio italiano.

Imprese. Una rete reale, forte e competitiva. Sono l’orgoglio italiano.
Imprese ( immagine di repertorio)
IMPRESE & PROIEZIONI FUTURE. ” Guardando agli indicatori economici rilevati nei bilanci ufficiali delle ‘Best Companies’ dei comparti più performanti – spiega Giovanni Giorgetti, direttore del ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ – si rileva come l’alta propensione all’export  – anche nelle aree emergenti del mondo – e il contenimento dell’indebitamento bancario, grazie ad una rinnovata patrimonializzazione, hanno permesso di registrare risultati d’esercizio molto interessanti anche in una situazione di difficile congiuntura economica iniziata da ormai 4-5 anni.
Supportare questo nucleo di aziende con politiche industriali e di export adeguate, significherà porre le basi sia per il rafforzamento dei distretti industriali che per la crescita del Paese. L’Italia ha un’economia reale, forte e competitiva e queste eccellenze possono rappresentare il miglior investimento per il futuro.  Amiamo definirle l’Orgoglio italiano. Le maggiori sofferenze, invece, arrivano dai comparti legati prevalentemente alla debolezza del mercato domestico come ad esempio l’Edilizia, il Commercio e la Logistica-Trasporti”.
” Il sistema bancario – conclude Giorgetti – ora è chiamato a fare la propria parte. Dopo lunghi mesi di instabilità finanziaria e di palese credit crunch i ‘baroni’ del credito dovranno ritornare a fare il proprio mestiere e sostenere le società meritevoli.
Nessun ‘attore’ della vita economica chiede loro di continuare a finanziare società insolventi o con business plan ‘perdenti’.
Ma limitare i prestiti per finanziare il buon sviluppo è una pratica inaccettabile, così come quella ‘storica’ e ‘odiosa’ dell’inasprimento delle spese sui conti correnti”.
Solo il 4,36% delle società di capitali analizzate dal ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ sono ‘Best Companies e rispondono a ottimi requisiti di patrimonializzazione, redditività, indebitamento bancario e equilibrio del valore della produzione. In termini percentuali rispetto alle società che compongono il campione il Trentino Alto Adige risulta primeggiare. Il Molise, di contro, è il fanalino di coda. Fra i comparti su tutti il Farmaceutico, seguito dal Chimico e dalla Distribuzione. Male invece quei settori ‘costretti’ per vocazione ad operare nel mercato domestico come il Commercio, l’Edilizia e la Logistica nazionale.

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