Liberalizzazioni. Vincono le lobby Taxi e Farmacie, ancora un dietrofront per il Governo.
GOVERNO MONTI & LIBERALIZZAZIONI. Un importante aggiornamento. Martedì 21 il Governo aveva dovuto cedere su una norma minore, ma che comunque era nel decreto, quella sulle carrozzerie, che la commissione Industria ha cancellato con voto unanime. Dopo un braccio di ferro che dura da giovedì 23 l’esecutivo ha infine ceduto dando il placet ad un altro emendamento dei relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (PD) sui taxi. Le licenze non le deciderà la nascente Authority, come prescriveva il decreto, bensì i Sindaci, come avviene già oggi. L’Autorità avrà un potere di indirizzo, con la possibilita’ di ricorrere al Tar se i Comuni non si adeguano alle sue indicazioni ‘senza adeguata motivazione”. Il governo sperava di avere una sponda dal Pd, ma la base della modifica è arrivata proprio da un emendamento di un Democratico, l’ex sindaco di Padova Paolo Giaretta.
L’ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI. L’emendamento è stato presentato ma non è stato votato, ma l’annuncio ha suscitato l’ira delle Associazioni dei consumatori che hanno accusato il governo di aver ceduto alla ‘lobby dei Taxi’. E anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha accusato l’esecutivo di essere ‘debole con i forti e forte con i deboli‘.
ALTRI COMMENTI. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha voluto rassicurare tanto il governo quanto l’opinione pubblica: ”Credo che il Senato – ha detto – rafforzerà il provvedimento con interventi che liberalizzeranno di più il mercato’‘, e quindi ‘‘difendendosi da pressioni di lobby e corporazioni’‘.
La commissione Industria di Palazzo Madama, che sta esaminando il decreto, ha votato e approvato una serie di articoli che tutelano maggiormente i consumatori. E’ stata rafforzata la possibilita’ della class action, e sono state introdotte mega-multe anti clausole vessatorie. Inoltre quando un cliente sottoscrivera’ un mutuo presso una banca o otterrà un credito al consumo, non sarà più obbligato ad aprire un conto corrente. Inoltre la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze di due compagnie assicurative diverse e l’utente ne potrà sottoscrivere una da lui trovata sul mercato. In serata poi e’ arrivato l’ok a due altre norme: i pensionati con un assegno fino a 1.500 euro potranno aprire gratis il conto corrente in banca, e non pagheranno le operazioni di accredito della pensione e di prelievo. Inoltre niente commissioni per alcuni mesi quando si pagherà con carta di credito la benzina al distributore.
Sulla separazione tra Eni e Snam il sottosegretario Claudio De Vincenti ha chiarito che il governo punta a una separazione totale, quindi compresi gli stoccaggi. Ma non intende cedere sull’accelerazione dei tempi dell’ unbunling come volevano i senatori. Intanto la situazione è in stallo. Capitolo farmacie: è atteso il nuovo testo dal governo con una riformulazione dell’articolo 11 che contiene le misure sulle farmacie, che porterà incisive modifiche.
E ORA FACCIAMO UN RIEPILOGO
RETROMARCIA TASSISTI. Decideranno i sindaci, esattamente come accade ora. Alla fine, i Comuni l’hanno spuntata e non dovranno più attenersi alle decisioni dell’Authority dei trasporti per decidere su licenze e tariffe. Un emendamento bipartisan dei relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) ha messo in discussione la norma del decreto che affidava all’Authority dei trasporti il potere di decidere sul numero delle licenze e sulla correttezza delle tariffe, «sentiti i sindaci». La modifica, che ha ottenuto l’ok del governo, ha capovolto lo schema di partenza: a decidere saranno gli enti locali (Comuni e Regioni) dopo aver acquisito il parere dell’Autorità, che avrà il compito di monitorare e verificare il livello del servizio offerto. In caso di contrasti, l’Authority potrà ricorrere al Tar del Lazio ma non potrà sostituirsi agli enti locali, come sembrava in un primo momento. L’emendamento ha cancellato anche le ‘licenze a tempo‘, quelle che erano previste per fronteggiare la domanda in coincidenza con eventi straordinari. Si provvederà con una maggiore libertà dei turni e il ricorso ai taxi collettivi. Durissima la reazione dei consumatori: «E’ l’ennesima sconfitta del governo Monti, battuto dalla lobby dei tassisti». Nonostante il risultato ottenuto, i tassisti non sono contenti: «Le nostre richieste non sono state accolte», ha detto uno dei leader Loreno Bittarelli. Quali richieste? Sgravi Iva per le auto e carburante a prezzi agevolati.
LICENZE FARMACIE. Modifiche in vista. Si va verso un’intesa che limita l’apertura di nuove farmacie alzando il ‘tetto‘ dei 3 mila abitanti fissato dal governo, che potrebbe essere portato a 3 mila 500 (ma ancora il plafond non è stato deciso). Il decreto prevedeva la possibilità di aprire una seconda farmacia nei Comuni che arrivano a 3 mila 500 abitanti. Se passeranno le modifiche, diminuirà quindi il numero delle nuove licenze che il governo aveva stimato in oltre 5 mila. Battaglia persa invece per i parafarmacisti, che non potranno vendere i medicinali di fascia C (quelli con ricetta ma a pagamento) e dovranno accontentarsi di offrire ai loro clienti rimedi veterinari, oggi non vendibili nelle parafarmacie. Altra possibile concessione: la libertà di vendere prodotti galenici. Per quanto riguarda i concorsi, verranno riservate delle quote ad hoc ai parafarmacisti e ai titolari di farmacie rurali.
CONTO CORRENTE GRATIS. I pensionati con un assegno inferiore a 1.500 euro potranno aprire un conto corrente in banca e prelevare denaro gratis. L’emendamento all’articolo 27 viene incontro alle difficoltà dei pensionati dopo che il decreto «salva Italia» ha stabilito che tutti i pagamenti della pubblica amministrazione superiori ai 1.000 euro non potranno più avvenire in contante.
MUTUI SENZA VINCOLI. E’ passato l’emendamento dei relatori che consente ai clienti di accendere un mutuo senza l’obbligo di aprire un conto corrente. La stessa norma prevede anche la libertà di rivolgersi al mercato per stipulare una polizza sulla vita, se richiesta dalla banca come condizione per la concessione del mutuo.
TRUFFE ASSICURAZIONI. Oltre all’addio ai rimborsi per i colpi di frusta di lieve entità, arrivano altri due provvedimenti antitruffe. Il primo è la banca dati dei testimoni, l’altro è l’aumento della pena per le frodi a cinque anni di reclusione



